“Welcome Refugees” in Brussels

di Denise Faraci – Pensiero Libero – Welcome Refugees in Brussels.
Migliaia di persone ieri hanno manifestato nella capitale belga a sostegno dei rifugiati, chiedendo per loro accoglienza e misure corrette.
La polizia di Bruxelles verso le 16:00 ha contato intorno ai 15.000 partecipanti.
Gli organizzatori, un insieme di gruppi locali ed internazionali, tra cui Amnesty International, Ciré (Coordinamento e iniziative per i rifugiati e gli stranieri), sostenitori dei diritti umani, hanno comunicato che in 23.000 hanno partecipato alla giornata “Welcome to Refugees”. I manifestanti portavano striscioni con su scritto “Refugees Welcome”, mentre molti tweet e messaggi arrivavano sui gruppi facebook e sulle piattaforme di supporto ai rifugiati.

Durante il percorso si udivano frasi come “solidarité avec les réfugiés” o “Noi non siamo pericolosi, noi siamo in pericolo”, o “Grazie Belgio”, o manifesti con scritto l’Afghanistan non é sicuro, ha bisogno di protezione, di pace. “Let’s go to Baghdad if you believe it is safe city”.

Si sono raccolti nei pressi della stazione ferroviaria Gare du Nord vicino a ciò che è noto come il “Foreigners Office” l’ufficio in cui i migranti devono presentare le loro domande di asilo ed hanno proseguito a piedi fino al Parc du Cinquantenaire, dove hanno ballato a suon di “Welcome” battendo le mani, e dove un uomo di origine siriana ha parlato ai manifestanti e rivolgendosi alle istituzioni, ha chiesto di non lasciarli senza un tetto, poiché loro vogliono solo vivere in pace, come esseri umani, non possono piú aspettare, hanno voglia di pensare, lavorare, amare, creare, ricordando che un rifugio é un diritto e non un privilegio.

“Per tutta l’estate già, migliaia di rifugiati hanno fatto la loro strada verso l’Europa”, “Il loro percorso è stato lungo, pericoloso e costoso perché non ci sono modi piú legali per venire qui. Per tutta l’estate, sono i cittadini europei che si sono rimboccati le maniche per accogliere e aiutare queste persone. In Belgio, la mancanza di strutture ha portato alla creazione di un accampamento a Maximilian Park, gestito solo da volontari, per offrire cibo, vestiti e riparo per i numerosi migranti in fuga dal conflitto e sconvolgimenti in Iraq, Siria, Somalia, Eritrea e Afghanistan.

“Dobbiamo porre fine alla Fortezza Europa”, ha detto Elodie Franquart, uno degli organizzatori della marcia.” L’Europa è responsabile per ogni rifugiato morto nel Mar Mediterraneo. Questa non è l’Europa che è stata immaginata, è il momento di sviluppare una “politica di migrazione umana”. Che questo sia un segnale per i nostri politici. Non stiamo parlando di strumentalizzazioni politiche, ma solo di persone che sono fuggite da un conflitto”.

Un portavoce Ciré ha detto: “Vediamo già che viene fatta una distinzione tra” buoni” rifugiati politici e “cattivi” rifugiati, i cosiddetti migranti economici; è il momento che noi ci rivoltiamo contro questo discorso. La situazione attuale è il risultato di scelte politiche fatte negli ultimi 15 anni, in cui gli interessi economici hanno avuto la meglio su tutti gli altri, compreso il settore umanitario”.

É arrivato il tempo che la gente dimostri la sua solidarietà nei confronti dei rifugiati, é arrivato il momento di far sentire la nostra voce, il momento di dire stop al razzismo, stop alla xenofobia, di pretendere dall’Europa e dai suoi governi, una politica di apertura, soluzioni sostenibili che rispettino i diritti umani e che permettano un accesso sicuro e legale nel territorio europeo.
Di Denise Faraci


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