Voglio spiegarvi meglio la vicenda delle arance

 

Se l’Italia fosse realmente interessata a tutelare i propri prodotti ed i nostri agricoltori, non accetterebbe supinamente ogni genere di trattato europeo che scientificamente ammazza la produzione agricola del nostro mezzogiorno. Evidentemente c’è una bella differenza tra l’annunciare tutele e poi fare tutto l’opposto in Europa. Ebbene, in questi giorni i media stanno giustamente dando notizia di cosa è avvenuto a Strasburgo con la modifica di partenariato economico siglato tra il Sudafrica e l’Unione europea per l’ingresso nel nostro mercato di arance sudafricane a tariffazione agevolata. Morale, da questa vicenda non ci guadagnano nemmeno i paesi del sud Africa che si intendeva agevolare, sulla carta… La modifica del regolamento proposta dal Consiglio e votata a maggioranza dei deputati (ovviamente molti dei quali italiani quelli che vedete in foto!) prevede l’estensione del periodo di tariffazione agevolata, fino a ora prevista dal 1 luglio al 16 ottobre, data in cui i dazi doganali sono reintrodotti al tasso del 16% e adesso spostata in avanti al 30 novembre, con un decremento previsto dell’1,8% l’anno, fino all’esenzione totale entro il 2025. Morale sarà una vera e propria invasione gratis sui nostri mercati. La classica porcheria cui i nostri agricoltori sono purtroppo abituati e della quale stanno prendendo però consapevolezza. I veri nemici della nostra produzione non sono gli stranieri, ma gli stessi rappresentanti italiani che probabilmente avranno una controparte che non ci è dato conoscere. Non smetto mai di ricordare quando pochi mesi fa in Sicilia il ministro dell’agricoltura Martina sbandierava tutele per i nostri agricoltori con l’applauso delle associazioni di categoria italiane. Le stesse che poi pochi giorni dopo sfilavano con i trattori a Catania per protestare contro chi, due giorni prima applaudivano in teatro.
Questa la storia dell’accordo:

Il 12 giugno 2002, il consiglio ha autorizzato l’apertura di negoziati per l’EPA con il Gruppo di Stati Botswana, Lesotho, Mozambico, Namibia, Swaziland (BLMNS) e Sud Africa (SADC). L’accordo da un punto di vista commerciale offre un accesso asimmetrico al mercato Ue e paesi SADC, permettendo loro di proteggere i settori sensibili dalla liberalizzazione; fornisce un gran numero di misure di salvaguardia ed una clausola di protezione dell’industria nascente. L’accordo contiene inoltre disposizioni sulle norme di origine che facilitano le esportazioni ed elimina l’uso di sovvenzioni all’esportazione negli scambi tra le parti. L’EPA garantisce, accesso senza dazi e contingenti al mercato dell’UE per il Botswana, Lesotho, Mozambico, Namibia e Swaziland, con l’eccezione di armi e munizioni. Il Sud Africa potrà beneficiare di nuovi accessi al mercato addizionale del TDCA, che attualmente regola le relazioni commerciali con l’UE. L’UE ottiene significativi nuovi accessi al mercato nella Unione doganale dell’Africa australe (SACU) e avrà la sicurezza di un accordo bilaterale con il Mozambico, uno dei paesi meno sviluppati nella regione. L’accordo contiene anche un capitolo sul commercio e lo sviluppo sostenibile che collega l’accordo commerciale agli obiettivi dell’UE in materia di lavoro, l’ambiente e il cambiamento climatico.
La Commissione afferma che l’accordo con la comunità dell’Africa meridionale è un accordo per aiutare l’Africa, ma in realtà si tratta di un trattato commerciale in piena regola che porterà a un’apertura dell’86% del mercato africano, apertura insostenibile per loro e che farà loro perdere 3,5 miliardi di euro in mancati dazi doganali.

A livello politico:

Alcuni deputati italiani dei partiti centristi hanno ovviamente votato No per salvare la faccia, pur consapevoli di essere ininfluenti sull’esito finale. Altri hanno votato a favore, salvo poi correggere il voto (così come ammesso dal regolamento) perchè la votazione si effettua di fatto molto velocemente. Hanno votato no, ma sono corresponsabili di questa ennesima viltà perchè appartengono agli stessi gruppi che questo provvedimento lo hanno proposto e sostenuto. Il Movimento 5 Stelle in Europa non ha sulla coscienza la morte della nostra agricoltura. Probabilmente se prima di noi ci fossero state forze politiche capaci di tirar fuori e denunciare ai cittadini cosa votavano i deputati europei italiani in passato, probabilmente dico, non staremmo qui a dover recuperare questi disastri. Tornando all’accordo di questi giorni, la prima conseguenza per noi sarà un’invasione di arance sudafricane proprio nel periodo del nostro raccolto. Nel trattato poi non vi è un capitolo di sviluppo sostenibile e la società civile non è stata inclusa nella formulazione di un accordo che può facilmente aumentare la disintegrazione regionale contrapponendo il Sudafrica agli stati più piccoli. Infine stiamo obbligando i nostri partner a procedere a marce forzate verso la ratifica in ottobre, senza che i loro parlamentari abbiano avuto il tempo di leggere il testo che stanno firmando. E se non firmeranno, li puniremo con dazi doganali proibitivi, davvero un bell’esempio di democrazia, ma del resto, con l’Africa, questo è quello che abbiamo sempre fatto.


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