Violazioni dei diritti degli indigeni nel mondo, incluso il fenomeno del “land grabbing”

 

Sono relatore ombra sul parere “ Violazione dei diritti degli indigeni nel mondo, compreso l’accaparramento dei terreni, in Commissione DEVE, nonché relatore ombra

del rapporto in Commissione DROI.

Negli emendamenti presentati nel rapporto di DROI ho proposto di adottare uno strumento legislativo che monitori e sanzioni gli attori europei complici o corresponsabili della violazione dei diritti dei popoli indigeni.

Nel dettaglio, questo è quanto ho chiesto con i nostri emendamenti:

di includere in tutte le politiche, azioni e programmi di cooperazione internazionale i bambini indigeni con disabilitá;

che l`UE garantisca l`intersezionalitá tra indigeni e stati di disabilitá nel framework legale internazionale;

framework internazionali di garanzia del consenso libero, informato e preventivo in caso di esproprio, soprattutto in situazioni in cui sono coinvolti indigeni con disabilità;

di richiedere ai partner europei di fornire informazioni complete su violazioni dei diritti umani spesso associate (e documentate) a compagnie estrattive o a certi progetti di sviluppo; di fornire anche informazioni sui processi di ricollocamento e caratteristiche delle sistemazioni alternative (il caso Cerrejon nella Guajira lo ritengo un ottimo esempio a riguardo!).

L’opinion é una buona base di partenza per rimarcare la necessità di azioni concrete a tutela del diritto dei popoli indigeni di avere il controllo sulla loro terra e sulle risorse naturali a essa collegate.

Nello specifico, viene sottolineato come gli accordi bilaterali di investimento abbiano fallito nel tutelare il diritto alla terra dei popoli indigeni.

Il punto saliente riguarda la richiesta all’UE di adottare delle misure vincolanti per rendere le corporations responsabili in caso di violazioni di diritti umani in paesi terzi e fornire un rimedio efficace e introdurre meccanismi sanzionatori.

E’ nostro dovere fare il possibile per garantire a questi popoli la permanenza nella loro terra ancestrale e l’accesso alle risorse naturali presenti sul territorio, quasi sempre unica fonte di sostentamento per le famiglie.

Per questo ribadiamo con forza la necessità di creare un registro pubblico delle terre indigene occupate o coinvolte negli interessi delle multinazionali europee.

L´Unione Europea viene altresì invitata a garantire il rispetto e la tutela dei diritti fondiari dei popoli indigeni, assicurando il rispetto del consenso libero, informato e preventivo dei popoli da parte di tutte le imprese europee che svolgono attività in paesi terzi.

Chiediamo inoltre alla Commissione e al Consiglio di adottare uno strumento legislativo che monitori e sanzioni gli attori europei complici o corresponsabili della violazione dei diritti dei popoli indigeni.

 

L’intervento di Corrao in commissione Deve del 20 febbraio 2018

 


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