Sicilia. Non hanno solo rubato soldi e l’ennesima elezione, hanno rubato la nostra dignità e il nostro futuro

Se rubi un motorino sarai considerato per sempre un miserabile, un soggetto da evitare in tutti i modi, un vero reietto della società.

Se rubi decine di milioni di euro alla tua comunità, perchè di decine e decine di milioni di euro stiamo parlando nel caso della famiglia Genovese, sei ben accetto nei parlamenti e nei salotti buoni della società.

Non è l’impero centrafricano di Bokassa e neanche l’odierno Zimbabwe di Mugabe, ma è l’Italia nell’anno domini 2017.

Gli hanno sequestrato beni per 100 milioni di euro, ripeto € 100.000.000, otto zeri, roba che un politico non può mettere da parte neanche in 20 generazioni pur tenendosi tutti i privilegi possibili ed immaginabili che i nostri partiti (escluso il MoVimento 5 Stelle) non si sono mai fatti mancare.

Qui non c’è tanto da interrogarsi su come abbiano nascosto i soldi e attraverso quali tipo di magie finanziare internazionali siano riusciti ad evadere e riciclare tutti quei denari. Ma la vera domanda che tutti i cittadini dovrebbero farsi (e che poi dovrebbero fare a tutti) è questa: Come diamine fanno i Genovese ad avere un patrimonio (solo quello sequestrato, si presume ce ne sia altro) di 100 milioni di euro facendo politica?
Come diamine è possibile?

Se il ladro di galline viene solitamente stigmatizzato, punito dalla legge e dalla società, per un principio di giustizia e proporzionalità colui che ha rubato decine di milioni di euro alla collettività oltre a restare in gabbia fino alla fine dei suoi giorni, dovrebbe essere segnato da perpetua ignominia ed essere emarginato socialmente in misura milioni di volte superiore ai delinquenti di strada.

Nella divina commedia Dante aveva previsto, nel canto XXIV-XXV dell’inferno, che i dannati della settima bolgia dell’ottavo cerchio, ossia i ladri, dovessero correre nudi in mezzo a serpenti, per poi subire delle mostruose trasformazioni. Ma nell’inferno dantesco la posizione giusta per gente che commette reati come quelli contestati ai genovese, è nel nono ed ultimo cerchio, quello che colpisce i colpevoli di malizia e fraudolenza contro chi si fida, puniti a rimanere bloccati per l’eternità nel Cocito, l’immenso lago reso ghiacciato da Lucifero. Costoro devono rimanere bloccati per sempre nel ghiaccio, come contrappasso della freddezza dei loro cuori e delle loro menti nell’ordire il peccato, in contrapposizione alla carità, simboleggiata dal fuoco, dal caldo.

Circa un mese fa scrissi al rampollo Genovese questa lettera (https://goo.gl/5J4PXZ) , in cui lo invitavo a non comportarsi come Incitatus, il cavallo che Caligola nominò senatore come suo padre ha fatto con suo cognato Rinaldi (anche lui condannato, così come la mamma e le zie) prima e lui dopo, ma evidentemente il piccolo Genovese aveva deciso il suo destino da tempo.

Signori, la realtà è che in Italia mancano le condizioni base della democrazia, dello stato di diritto. Questa situazione medievale, che non è la sola (siamo al quarto eletto di maggioranza già inquisito in meno di 20 giorni dal voto), finisce per essere considerata quasi normale.

Qui di normale non c’è proprio nulla, niente. Mi fa schifo vedere che la mia terra viene trattata così e mi incazzo come una bestia a pensare che tutti i miei familiari hanno lavorato onestamente una vita e pagato le tasse non per avere dei servizi, ma per aver tutto rubato da dei ripugnanti parassiti della società a cui andrebbe tolto tutto, anche la cittadinanza.

Il voto in Sicilia va annullato, Nello Musumeci è stato eletto Presidente grazie ad una serie infinita di situazioni raccapriccianti che adesso fanno in modo che in Sicilia esista una maggioranza, totalmente falsata, che farà le leggi e deciderà delle sorti dei cittadini siciliani.
E’ una cosa inaccettabile in uno Stato democratico, una violazione dei principi cardine dello Stato di diritto e dei più elementari diritti fondamentali.
Studierò tutti i modi possibili per portare la questione delle elezioni siciliane su qualsiasi tavolo europeo e internazionale.

Qui non hanno solo rubato i nostri soldi e l’ennesima elezione. Qui hanno rubato la nostra dignità e il nostro futuro. E questo davvero non possiamo permetterlo a nessuno.

 

Se rubi un motorino sarai considerato per sempre un miserabile, un soggetto da evitare in tutti i modi, un vero reietto…

Pubblicato da Ignazio Corrao su Giovedì 23 novembre 2017


2 risposte a “Sicilia. Non hanno solo rubato soldi e l’ennesima elezione, hanno rubato la nostra dignità e il nostro futuro”

  1. Antonina la ciura ha detto:

    Sono da rifare le nostre elezioni regionali sono stati inquinati e rubati con ricatti tutti da condannare i politici
    , Rifacciamo le elezioni questo non è statuto speciale è stata dittatura

  2. Rosario ha detto:

    Egregio Ignazio io sono con te e credo anche gli altri che preferiscono il movimento ma voi dovete presentare alla corte costituzionale la proposta di annullamento noi mica possiamo

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