Se voti la politica ma comanda la burocrazia

Immaginate di essere in una conferenza mondiale sul trasporto aereo. Come spieghereste che Alitalia, nonostante sia una società che perde in media circa 1,1 milioni di euro al giorno (Ripeto, al giorno!), abbia dirigenti pagati più del doppio della media mondiale (120k) che usufruiscono di numerosi e notevoli bonus e benefit (ieri Il Fatto quotidiano ha pubblicato un’inchiesta sui costi, smentita dall’azienda).

Immaginate poi di dover spiegare, in una conferenza sulla Pubblica Amministrazione globale, perché in Italia i dirigenti di enti disastrati, che nel cv annoverano solo disservizi su disservizi, continuano ad essere intoccabili, strapagati e spesso anche premiati.

È tutta una follia, il dirigente dovrebbe essere il responsabile che viene pagato in base al risultato concreto ottenuto. Una ragionevole percentuale legata alla propria gestione, conformemente a quanto avviene (con le dovute differenze) nel settore privato. Questo non vuol dire che chi è bravo non va pagato adeguatamente, ma che va pagato in base ai risultati e che non può essere retribuito per aver fatto danni con la gestione di danari pubblici.

Invece da noi ci sono enti regionali con milioni di debiti, Comuni in dissesto con Sindaci, Assessori e Consiglieri comunali che fanno volontariato e contestualmente dirigenti con retribuzioni da oltre 100k (il limite è 240.000€ annui per la PA) che hanno il potere perpetuo di non far funzionare nulla senza essere soggetti al controllo e giudizio popolare. Si, quel popolo che gli paga con sacrificio e lo stipendio e che può esprimersi solo sulla rappresentanza politica. Politica che è però in una posizione di subordinazione (parte degli abusi di ufficio sono politici eletti che per cercare di far funzionare le cose invadono il campo dei dirigenti) rispetto alla burocrazia che sopravvive a tutte le elezioni.

Fosse per me il dirigente pubblico non dovrebbe neanche esistere. Il popolo è sovrano e delega votando la politica. La politica dirige, la burocrazia esegue. Mi viene da bestemmiare in aramaico antico, chi mi conosce lo sa, quando vedo come i burocrati invadono il campo decisionale della politica (in Europa succede praticamente sempre, ho tanti di quegli aneddoti che prima o poi ci scriverò un libro) con arroganza e senso di impunità dato dagli impianti normativi.
Dovrebbero esistere figure dirigenziali qualificate che la politica può scegliere e che il contribuente paga (esclusa una naturale retribuzione di base) solo in proporzione al raggiungimento di determinati risultati. Se i risultati non vengono raggiunti il politico paga politicamente e il dirigente oltre a non guadagnare sentenzia di non essere capace a fare quel tipo di lavoro, dando spazio ad altri. Così come avviene nel privato, dove se non sai lavorare non lavori e non guadagni.

Senza uno spoil system totale sarà sempre la burocrazia e non la politica a determinare le sorti delle nostre Città, Regioni, Istituzioni e delle nostre vite. Quando si parla di razionalizzare la spesa e rendere moderno e produttivo il Paese si parla anche e soprattutto di questa cosa qui.
Ma in Italia quando si vuole toccare la potentissima burocrazia in genere si ergono montagne insormontabili davanti.

Lo dico in modo spassionato. Noi abbiamo fatto una battaglia sacrosanta in questi anni per abbattere i costi della politica, partendo dall’esempio dato dal taglio delle nostre stesse indennità che continua ad esserci e che tutti sembrano aver dimenticato.
Ma tagliare stipendi e parlamentari non serve a nulla se non viene responsabilizzato pubblicamente l’esercito di intoccabili burocrati che nessuno conosce (anzi spesso si ignora che esistono), che guadagna barche di soldi pubblici e che sopravvive a tutte le elezioni mentre il popolo se la prende con quelli che conosce, ossia quelli che si presentano alle elezioni e ci mettono la faccia pubblicamente.

Immaginate di essere in una conferenza mondiale sul trasporto aereo. Come spieghereste che Alitalia, nonostante sia una…

Pubblicato da Ignazio Corrao su Martedì 19 novembre 2019

 


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