SANITÀ, LA GRANDE ABBUFFATA DAL PUBBLICO AL PRIVATO

PERCHÉ ALCUNE REGIONI NOTORIAMENTE CONOSCIUTE COME LE PIÙ’ EFFICIENTI DA UN PUNTO DI VISTA SANITARIO OGGI SONO AL COLLASSO CON LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS? POSSIBILE CHE LA SANITÀ PUBBLICA SIA STATA SMONTATA PER FARE SPAZIO AGLI INTERESSI MILIONARI DEI PRIVATI? HO PROVATO A METTERE INSIEME NUMERI E DATI E IL RISULTATO È RACCAPRICCIANTE. 

 

Da quando è scoppiata l’epidemia in Italia e soprattutto da quando il numero dei malati gravi e consecutivamente dei morti è iniziato a salire vertiginosamente la maggior parte di noi si è cominciata a fare delle domande.

Ad esempio, ultimamente ho cercato di studiare le possibili cause della difficoltà da parte dei sistemi sanitari più avanzati al mondo di adeguarsi all’improvvisa emergenza sanitaria.

La mia curiosità è nata soprattutto quando le regioni italiane considerate l’eccellenza europea della sanità, soprattutto grazie alla massiccia presenza delle strutture private, non si siano trovate pronte all’emergenza.

Oltre alla curiosità però non vi nascondo il terrore che mi assale quando penso come le altre regioni d’Italia avrebbero (e speriamo di non scoprirlo mai) reagito a questa epidemia. E credo che queste curiosità e paure, maggiormente a chi come me proviene da una regione del Mezzogiorno, ancora oggi debbano essere soddisfatte.

Per questo, sperando di fare cosa utile, condivido con voi alcuni dati e cercherò di relazionarli anche alle responsabilità dei governi e della politica nell’ultimo trentennio. Perché trentennio?

Dal 1978 i servizi sanitari erano totalmente a carico statale, si erogavano in tutto il territorio nazionale in ottemperanza dall’articolo 32 della Costituzione della Repubblica Italiana ed erano di competenza delle “Unità Sanitarie Locali” (U.S.L.) istituite nello stesso anno.

Proprio nel bel mezzo delle stragi di mafia e di tangentopoli in Italia, precisamente nel 30 dicembre 1992, le U.S.L. vennero trasformate in A.S.L. (aziende sanitarie locali), dotate di autonomia e svincolate da un’organizzazione centrale a livello nazionale, poiché dipendenti dalle regioni italiane.

Andiamo al sodo! Ed iniziamo a rispondere con i dati alle domande.

 

ATTENZIONE TABELLE AGGIORNATE

Scaricate il PDF o DOC per conoscere, dati, date e numeri!

PDF SANITA’ LA GRANDE ABBUFFATA

DOC SANITA’ LA GRANDE ABBUFFATA


8 risposte a “SANITÀ, LA GRANDE ABBUFFATA DAL PUBBLICO AL PRIVATO”

  1. Fulvio ha detto:

    Grazie, meno male che esistono ancora persone che fanno sapere a noi miseri mortali cose e fatti, altrimenti sarebbero rimasti nell’immaginario.

  2. Sabrina ha detto:

    Lo girerò di sicuro. Però le tabelle non si vedono bene….

    • Marco ha detto:

      BUON POMERIGGIO, ABBIAMO PROVVEDUTO AD AGGIORNARE LE TABELLE. EFFETTIVAMENTE ERANO POCO VISIBILI DAI DISPOSITIVI MOBILE. GRAZIE PER LA SEGNALAZIONE.

      ADMIN

  3. Giuseppe ha detto:

    VOGLIO CHE LA SANITÀ DIVENTI SOLO PUBNLICA GRATIS E D’ECCELLENZA A PARTIRE DAL DENTISTA A FINIRE AL CARDIOLOGO, VOGLIO CHE I MEDICI SIANO SOLO PUBBICI E NON CON DOPPI STIPENDI E CHE LE UNIVERSITÀ NON SIANO A NUMERO CHIUSO.PRATICAMENTE ABOLIRE I PRIVATI E REQUISIRD TUTTE LE STRUTTURE PRIVATE E TRASFORMARLE IN PUBBLICHE QUESTO PERCHÉ LO STATO È IL VERO GARANTE BADTA SPECULAZIONI

  4. Silipigni Giuseppe ha detto:

    IGNAZIO SE VAI NEL MIO PROFILO FB STO FACENDO UNA RACVOLTA FIRME PER UNA SANITÀ SOLO PUBBLICA E GRATIS PER TUTTI E CHE SIA D’ECCELLENZA…È L’INIZIO MA TANTI HANNO ADERITO PUOI PORTARE AVANTI QUESTO PROGETTO ASSIEME AL M5STELLE? LA MIA EMAIL g.silipigni68@gmail.com AIUTAMI GRAZIE

  5. Emilio ha detto:

    Purtroppo le tabelle non si vedono

    • Marco ha detto:

      BUON POMERIGGIO, ABBIAMO PROVVEDUTO AD AGGIORNARE LE TABELLE. EFFETTIVAMENTE ERANO POCO VISIBILI DAI DISPOSITIVI MOBILE. GRAZIE PER LA SEGNALAZIONE.

      ADMIN

  6. Marta Nava ha detto:

    Grazie mille per tutto il lavoro svolto e per il dettaglio della modifica alla visibilità delle tabelle!! grazie per aver analizzato tutti i dati, moltissimi in verità! marta e Ivan Sormani

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.