RoundUp Monsanto: il diserbante carcinogenico,”probabilmente”

L’erbicida RoundUp Monsanto, utilizzatissimo un po’ in tutto il mondo (con un incremento dell’impiego del 400% negli ultimi 20 anni), in particolare per le coltivazioni OGM, è stato definito ufficialmente “probabilmente carcinogenico”.
In risposta a questa classificazione, la Monsanto ha replicato accusando l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (la IARC), collegata all’Organizzazione Mondiale della Sanità, di mancare di trasparenza e di avere assunto una decisione irresponsabile, che sarà causa di confusione fra gli agricoltori e nell’opinione pubblica.
Nonostante lo ‘scorno’, comunque, la Monsanto potrebbe continuare a dormire sonni tranquilli dal momento che le decisioni sulla valutazione di rischio e l’eventuale messa al bando del RoundUp spettano ai singoli stati e non all’OMS. Infatti, l’Unione Europea si troverà presto a dover decidere se rinnovare il permesso di utilizzo del glifosato (il principio attivo del RoundUp) e le prime indiscrezioni sarebbero purtroppo per un semaforo verde.

Nel frattempo, c’è chi si è mosso utilizzando la competenza nazionale garantita in materia. In Germani infatti, mentre i distributori hanno cominciato a ritirare dalla vendita il RoundUp, il ministro per la protezione dei consumatori della Bassa Sassonia ha dichiarato che questo prodotto dovrebbe essere messo al bando, il governo nazionale lo ha dichiarato “sicuro”, adducendo come motivazione che vi sarebbero “prove estremamente limitate della sua carcinogenicità.

E mentre il dibattito continua, la multinazionale aguzza l’ingegno. Poiché un rilevante numero di parchi e giardini a Londra ha eliminato l’impiego del glifosato, l’industria chimica ha deciso di agire con lo pseudonimo del Common Sense Gardening Group (gruppo del giardinaggio di buon senso), pubblicando una dichiarazione per spegnere le preoccupazioni di venditori e utilizzatori: “Il glifosato non provoca il cancro” e “non pone rischi inaccettabili per la salute umana”.

“Curiosamente” tutte le volte che si ha a che fare con un prodotto la cui redditività per le multinazionali non può essere intaccata, si tratti di glifosato oppure di aspartame, di farmaci o di pesticidi, si trova sempre qualche studio o gruppo ‘spontaneo’ pronto a dichiararne ufficialmente l’efficacia e l’affidabilità a qualunque costo.
Anche a quello della salute umana.


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