Porto Torres, demolizione con esplosivo a Fiume Santo: Caso approda in UE

L’eurodeputato del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao: “Abbattere le torri con gli esplosivi a pochi metri da zone di interesse comunitario potrebbe violare normative in materia faunistica ed ambientale. Cosa più grave, sono i nulla osta concessi dalla Regione”.

 

Il caso dei lavori di demolizione tramite cariche esplosive delle vecchie ciminiere della termocentrale elettrica di Fiume Santo, a Porto Torres approda alla Commissione Europea. L’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao ha infatti predisposto una apposita interrogazione per chiedere all’Esecutivo di Bruxelles di scongiurare violazioni e danni ambientali per il territorio. “Abbiamo accolto le numerose segnalazioni del territorio- dice Corrao – prima tra tutte, quella del sindaco Sean Wheeler, giustamente preoccupato per il metodo che la società ceca Eph vuole utilizzare per l’abbattimento delle torri, ovvero con gli esplosivi. La cosa più grave è – spiega l’eurodeputato M5S – che la società avrebbe avuto tutti i nulla osta da parte dell’assessorato regionale della Difesa dell’ambiente. Peccato che il sito interessato dalle esplosioni, seppur controllate, dista appena 600 metri dall’area Sic, Sito di interesse Comunitario e dalla Zona di protezione speciale Stagno di Pilo e Casaraccio che ospitano numerosissime specie faunistiche protette che potrebbero essere disturbate dalle cariche esplosive. Per tali ragioni – spiega Corrao – abbiamo chiesto alla Commissione Europea di intervenire presso le autorità italiane al fine di scongiurare probabili violazioni delle vigenti direttive in materia faunistica ed ambientale”.  


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