Pensione. Il Governo vuol portarla a 67 anni perché sarebbe aumentata l’aspettativa di vita…

Il Governo sta discutendo di alzare l’età pensionistica a 67 anni (oggi sono 66 anni e 7 mesi), il motivo è che si sarebbe alzata l’aspettativa di vita.

Allo stesso tempo però, se un parlamentare ha “lavorato” (che parolone vero? La gran parte dei parlamentari non fa veramente un c….) per ben 4 anni 6 mesi e 1 giorno a 65 anni prende una pensione aggiuntiva di circa 1000€ al mese, se fa 2 o più mandati parlamentari il diritto di acquisisce a 60 anni e l’importo aumenta esponenzialmente a seconda del numero dei mandati.

Insomma, la stessa classe politica che impone sacrifici come la “legge Fornero” ai cittadini, si mantiene stretti dei privilegi pensionistici medievali e lo fa senza alcuna vergogna.

Potete accusarci di essere populisti e credere a tutte le balle che gli altri partiti e i loro giornali dicono su di noi. Ma la cosa certa è che con il #m5s al governo, regionale e nazionale, quesi odiosi privilegi scompaiono e fare politica comincia a diventare per tutti una responsabilità nei confronti del Popolo piuttosto che un “win for life” personale a cui stare ancorati a tutti i costi.

Io mi sono messo a fare politica proprio perché non sopportavo tutto questo. La possibilità di dire basta a questo schifo oggi è una possibilità concreta ed è a disposizione di tutti gli italiani, aiutiamoci a realizzarla.

Il Governo sta discutendo di alzare l'età pensionistica a 67 anni (oggi sono 66 anni e 7 mesi), il motivo è che si…

Pubblicato da Ignazio Corrao su Domenica 18 giugno 2017


Una replica a “Pensione. Il Governo vuol portarla a 67 anni perché sarebbe aumentata l’aspettativa di vita…”

  1. adriana puccio ha detto:

    Caro Ignazio,

    sono un’elettrice 5 stelle e desidero sottoporre alla tua attenzione un terrificante aspetto della Legge “Fornero”, poi “sistemato” dai governi Renzi-Gentiloni a modo loro!!!

    A proposito delle varie “Salvaguardie”, sembra che “gli illustri” abbiano riconosciuto il diritto all’anticipo sull’ età pensionabile, Ape-social, a 60 anni ( come per loro parlamentari) solo a partire dal 74 % di invalidità in su, come se una lavoratrice invalida al 73 o 67 % godesse di ottima salute e potesse andare in pensione a 67-68 e passa anni, mentre nel resto d’Europa le lavoratrici SANE vanno in pensione a 62-63 anni !!! E questo, pare, purché l’importo dell’eventuale pensione non superi i 1.500 euro lordi, infischiandosi dei contributi versati e dei diritti acquisiti !
    In pratica, sembra che alle lavoratrici invalide venga offerta questa scelta: “ o lavorate IN CONDIZIONI DISASTROSE fino a 67 e passa anni, sperando di arrivarci in vita, o andate 2 o 3 anni prima in pensione, con una pensione, in cui rinunciate ai VOSTRI DIRITTI ACQUISITI, e provate a sopravvivere rinunciando ad acquistare tutti i farmaci , e ad effettuare tutte le visite e i controlli di cui necessitate!!!

    Caro Ignazio, i lavoratori invalidi sono più che “usurati” e nei Paesi “civili” si tutelano i cittadini più deboli: pensi di aggiungere anche noi nella lista delle priorità da tutelare o appartieni ai fanatici dell’efficientismo e giovanilismo renziano che getterebbe giù dalla rupe Tarpea chi non regge alla competitività esasperata voluta dalle Lobbies mondiali?

    Sono convinta che tu appartenga alla prima categoria e resto, pertanto, in attesa fiduciosa di una tua risposta in merito.

    Prof.ssa Adriana Puccio

    P.S.: Anche se siete giovani e forti, anche voi, un giorno, lontanissimo vi auguro, sarete anziani e con vari acciacchi. Mettetevi nei nostri panni, vedo che l’avete già fatto, ma fate il passo in più che qualifica un grande movimento di libertà, dando voce ai cittadini più deboli.

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