Non è importante essere capolista, l’importante è comportarsi da capolista

Ho ricevuto decine di messaggi per questa vicenda del capolista, mi avete inviato attestati di stima (di cui vi sono estremamente grato) e ho letto tantissimi post in cui si chiede che il capolista per la circoscrizione isole debba essere io, in quanto più votato dagli iscritti.

Voglio mettere in chiaro alcune cose su questa vicenda, perché ho letto alcune ricostruzioni giornalistiche (“vorrei ritirare la candidatura”, “sto facendo il diavolo a quattro”, ecc.) molto fantasiose e spesso da una ricostruzione fantasiosa nasce un racconto sbagliato, come se qualcuno volesse estromettermi dalla corsa o dalla lista per le europee.

La cosa che deve essere chiara a tutti è che alle elezioni europee c’è il voto di preferenza, ossia si scrive “nome e cognome” sulla scheda elettorale. Non è come alle elezioni politiche in cui la lista è bloccata e quindi si vota solo il simbolo (e viene eletto chi viene scelto dal partito nell’ordine di lista), qui a scegliere chi viene eletto sono i cittadini a prescindere dalla posizione in lista.

A me essere o non essere capolista non interessa, non cambia nulla. Puoi essere posizionato per primo, secondo o ultimo. Ma l’ordine reale, ossia quello di chi viene eletto, viene definito esclusivamente dai cittadini nella cabina elettorale con il proprio voto di preferenza (che è la massima espressione di democrazia). Puoi essere capolista e arrivare ultimo ed essere ultimo in lista e risultare il più votato e primo degli eletti. La possibilità di nominare dei capolista esterni, sottoponendoli ad un voto di ratifica degli iscritti su Rousseau su base circoscrizionale, è prevista dal regolamento e pertanto non c’è nulla di strano.

Sono stato il più votato d’Italia del MoVimento 5 Stelle quando ero uno sconosciuto e per 5 anni ho lavorato tanto senza fermarmi un attimo, mettendoci anima e testa a tutti i livelli.
Sono stato il più votato d’Italia (in proporzione alle dimensioni delle circoscrizioni) anche a queste europarlamentarie su Rousseau, a dimostrazione che l’incessante impegno negli anni è stato riconosciuto dalla comunità a cui ho sempre prestato attenzione.
Non voglio che alcun messaggio sia interpretato male. Io sono sempre stato uno che lotta, uno di quelli a cui piacciono le sfide, specialmente se queste sono complicate.

Appartengo alla prima ora e alla prima linea, quando sembravamo dei matti che facevano la guerra contro i mulini a vento. Ho sposato l’idea del MoVimento 5 stelle quando non avevamo neanche un consigliere comunale, quando sembrava una sfida impossibile entrare nelle istituzioni. Eppure oggi siamo arrivati al Governo, con tenacia. Figuratevi se posso avere alcun timore nell’affrontare questa sfida qui!

Sono sicuro che se da giovane di buona volontà e belle speranze ho raccolto la fiducia di 72.000 cittadini, adesso che ho le spalle ben più larghe, tanta esperienza (come eurodeputato ed esponente politico) e maggiore incisività, possiamo puntare, a prendere tantissimi voti di preferenza.

Io gioco per la squadra, gioco per il gruppo, per il MoVimento 5 Stelle, non per me stesso o per una poltrona. L’ho sempre fatto e me lo state riconoscendo con tutti questi attestati di stima e affetto, che ricambio in pieno. Farò di tutto per far prendere al MoVimento 5 Stelle quanti più seggi possibili in tutte le circoscrizioni, anche fuori dalla mia, in tutta Italia.

Non è importante essere capolista, l’importante è comportarsi da capolista.
Andrò ancora una volta Comune per Comune, quartiere per quartiere, guardando le persone negli occhi. Spiegando quel che abbiamo fatto e quel che dobbiamo ancora fare per risollevarci insieme dai disastri della malapolitica nostrana. Lo farò, lo faremo, con la consueta determinazione che abbiamo sempre avuto.

Pensavate che questa campagna elettorale sarebbe stata una passeggiata? Vi sbagliavate! Sarà una campagna dura, difficile, in cui dovremo dare il massimo per recuperare terreno.
Si dice che quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare. Io sono qui pronto a mettermi in gioco!

Dovremo camminare insieme, andare a parlare con tutti i cittadini di Sicilia e Sardegna e prendere le preferenze. Dovremo fare una campagna elettorale insieme, così come insieme abbiamo percorso questa strada sin dal principio.
Io credo fermamente in questo cambiamento che stiamo realizzando e mi batto come un leone per difenderlo. Il “NOI” per me è sempre davanti all’”IO”. Si lotta per un principio, per un progetto, per un’idea. Non per una poltrona. Questo a prescindere da qualsiasi elezione.

Ho serrato le fila e combattuto in prima linea mettendoci sempre la faccia, a tutti i livelli, senza essere candidato. Figuratevi se non lo faccio adesso che è il mio turno. Ma ho bisogno che il vostro affetto si tramuti in sostegno concreto. Vi ringrazio per i post ma dobbiamo fare altro. Ho bisogno che mi accompagniate ovunque, che lottiate insieme a me sul territorio. Che siate tutti al mio fianco per raggiungere un risultato stratosferico e straordinario.

Una frase che ho scritto spesso, in questi anni, alla fine dei miei post, è stata la locuzione latina “Per aspera ad astra”, ossia “attraverso le avversità sino alle stelle”.
Questo è il messaggio che ribadisco.

Prepariamoci a una grande campagna elettorale. Vi voglio bene e vi abbraccio!

p.s. Sono ad Aci Castello (come vedete dalla foto) per Antonio Bonaccorso Sindaco. Adesso parto per il palermitano, ci vediamo alle 18 a Monreale e alle 19:30 a Borgetto. Mentre domattina prima di tornare a Bruxelles (i lavori continuano in europarlamento) sarò alle 10 nella facoltà di scienze politiche a Palermo.

 

Ho ricevuto decine di messaggi per questa vicenda del capolista, mi avete inviato attestati di stima (di cui vi sono…

Pubblicato da Ignazio Corrao su Domenica 7 aprile 2019

 


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