MoVimento 5 Stelle, infiltrati e Stati generali

Inutile girarci intorno, gli Stati Generali saranno un momento assolutamente decisivo per il futuro del MoVimento 5 Stelle ed è nostra responsabilità prepararli al meglio.

Luigi Di Maio nel suo bellissimo ed intenso discorso dell’altro giorno ha parlato a lungo di “fiducia”, ma molti di quei passaggi io non li condivido affatto. La fiducia riposta su persone che non sono mosse da nobili intenti è causa di una serie infinita di problemi che rischiano di diventare irrisolvibili. Perché è importante che tutti noi affrontiamo questa situazione partendo da un dato che secondo me è chiarissimo ed evidente, ossia che mentre la fiducia tra quelli che ci abbiamo messo la faccia quando c’era tanto da perdere e nulla da guadagnare è giusta e sacrosanta (e ovviamente parlo di persone tutte molto diverse tra loro e con storie e sensibilità spesso lontanissime, ma unite da un nobile obiettivo tracciato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio) lo stesso non si può dire (e fare) nei confronti di chi è saltato sul carro vincente in questi ultimi anni. E quella è, a mio modo di vedere, una questione molto spinosa che non può essere messa sotto il tappeto.

Nel movimento pre-2018 vigevano delle regole abbastanza chiare e le dovevamo rispettare tutti. Oggi quelle regole esistono ancora ma purtroppo la mancanza di mano ferma, unita all’altissima presenza di infiltrati che non hanno alcuna sensibilità di quel che è (o era) il nostro ruolo, le ha private di valore. Gianroberto Casaleggio diceva che ogni volta che deroghi una regola di fatto la cancelli, era impensabile che ci fossero eletti (con liste bloccate peraltro) che facessero pressione per evitare di restituire una (piccola) parte della ricca indennità che percepiscono grazie al movimento, che aprissero “segreterie” in giro per aggraziarsi sostenitori personali (la classica captatio benevolentiae espressa in varie modalità nei confronti di “attivisti” molto ingenui o disorientati, da parte di chi attivismo spesso non ne ha fatto neanche per un giorno e in qualche modo si è infilato dalla porta principale), oppure eletti che palesassero cordate e correnti, che chiamano giornali e giornalisti per farsi intervistare o le redazioni delle tv per farsi invitare nelle trasmissioni, tutto per ingrossare il proprio ego e le proprie mire personali, niente a che vedere con il Movimento o i problemi dei cittadini che siamo chiamati a risolvere.
Tutte queste cose purtroppo oggi succedono (e riguardano anche eletti di lunga data, che si sono adeguati al nuovo corso tracciato da alcuni soggetti spregiudicati che si sono infiltrati nel movimento grazie alle “porte aperte” del 2018) ed è bene che ce lo diciamo.
Prima gli eletti eravamo degli attivisti, semplici cittadini impegnati per la difesa del bene comune che fungevano da portavoce di altri cittadini con il solo compito di portare avanti i giusti programmi. Punto, gente che lavora a testa bassa per il bene collettivo. Niente prime donne e fenomeni che commentano tutto ma non si occupano concretamente di nulla, come da sempre avviene in tutti i partiti.

Con questo non voglio generalizzare, ci sono attivisti della prima ora che si sono comportati malissimo (come quelli che facevano solo “finta” di restituire o che hanno pensato ai fattacci loro) e ci sono persone della società civile, entrate in questa grande imbarcata recente, che si stanno dimostrando risorse straordinarie e persone serie che pensano a lavorare e risolvere i problemi dei cittadini, che è anche il motivo per cui le abbiamo chiamate a darci una mano.
Ma purtroppo molti altri si sono riusciti ad infiltrare ai massimi livelli con il solo fine di destabilizzare e distruggere. Pensate a Fioramonti; zero giorni di attivismo, nessuna battaglia concreta per finire in parlamento eppure accomodato a montecitorio con le liste bloccate, reso prima Vice-ministro e poi Ministro dell’istruzione (pensate che c’è anche chi ci aveva chiesto, alla delegazione europea, di proporlo e sostenerlo come Commissario Europeo del m5s, per fortuna il sottoscritto ha alzato la manina e ha detto di evitare di bere troppo la mattina), e invece di fare la guerra al baronato dell’università e combattere con l’elmetto lo schifoso sistema familiare e corrotto che imperversa nell’universo di sua competenza, si dedica a creare una sua “corrente ambientalista”, visto che la parola va molto di moda. Ricordo che una volta gli mandai un messaggio chiedendogli una mano con i suoi contatti in Germania per sbloccare la negoziazione con i verdi (bloccata dai tedeschi stessi). Dopo qualche tempo apprendo dai giornali (e dai verdi stessi con cui mi sento quasi giornalmente) che probabilmente i contatti li ha usati non per cercare di aiutare il m5s verso un percorso verde ma per accreditarsi come colui che avrebbe spaccato il gruppo e gli avrebbe portato alcuni deputati, dinamica perfetta per i tedeschi che ostacolano.
Questo è il genere di cose che sono successe e il tipo di persone con cui abbiamo a che fare.

Quindi che si fa? Si molla? Giammai.
Adesso si lavora sodo per arrivare agli Stati Generali in modo organizzato e ristabilire un insieme di principi identitari, di regole giuste e di strutture autorevoli che ci rendano di nuovo impermeabili a persone che hanno assaltato il carro vincente, costruito con estrema fatica da tutti noi fino al 2018, e credono di poter continuare a prendere in giro tutti, soprattutto quella parte di movimento che è fatta di persone che “si fidano a prescindere” e non riescono a leggere le cattive intenzioni di alcuni che parlano benissimo (come gli altri partiti e il sistema in generale) ma che in realtà rappresentano esattamente ciò che noi siamo nati per combattere.
Per far ritornare a crescere in modo rigoglioso il grande albero di speranza del Movimento 5 Stelle abbiamo bisogno dell’impegno di tutti quelli che hanno creduto fortemente e in modo disinteressato ad un sogno di cambiamento, da Luigi Di Maio a Beppe Grillo, da Davide Casaleggio ad Alessandro Di Battista, passando per tutti i nostri attivisti, consiglieri comunali, Sindaci e parlamentari, me compreso che come ho sempre fatto in questi 10 anni non mi tirerò indietro e lavorerò sodo per il gruppo, per la nostra comunità di cittadini onesti che non cercano scorciatoie nella vita e non sopportano quelli che lo fanno. Abbiamo bisogno di procedure chiare e di applicazione rigida e concreta di concetti come merito e responsabilità. Ma per farlo abbiamo anche bisogno di tagliare i rami secchi e infetti che, come successo in questi mesi, altrimenti rischiano di contagiare l’intero albero portandolo alla morte.

Mentre i media continuano a darci per morti e finiti ed elogiano qualsiasi cosa sia addomesticabile noi dobbiamo stare lontani da qualsiasi tentativo di normalizzazione del movimento, di collocarlo qui e li, tra i riformisti, i progressisti e via dicendo. Noi siamo un’altra cosa, siamo noi e basta. Orgogliosamente diversi e disallineati, fuori dagli schemi, innovativi e soprattutto lontani anni luce dalla corruzione e ambiguità dilagante che caratterizza tutti gli altri partiti.

Coraggio, al lavoro
Per aspera ad Astra ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Inutile girarci intorno, gli Stati Generali saranno un momento assolutamente decisivo per il futuro del MoVimento 5…

Pubblicato da Ignazio Corrao su Venerdì 24 gennaio 2020

 


Una replica a “MoVimento 5 Stelle, infiltrati e Stati generali”

  1. Ubaldo Stendardo ha detto:

    Bravissimo Ignazio. Condivido il tuo complessa e realistica analisi e ti prego di continuare a dire come stanno realmente le cose, invitando i veri attivisti 5S ad esprimersi con costruttiva critica quando si tratta di imbarcare nel Movimento persone che tentano di saltare sul carro dei vincitori. Di Pietro potrebbe darci una lezione per le sue esperienze negative fatte al momento della fondazione di IDV.

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