Così muore l’olio extravergine italiano grazie al PD

Millenni di storia messi in pericolo dai rappresentanti delle lobby al governo e nelle istituzioni

Proprio per tutelare un patrimonio di quasi 250 milioni di ulivi, oltre 500 varietà di olive, 44 varietà di oli di oliva e un fatturato 3 miliardi di euro nel 2015, il Governo Renzi e il suo PD in Europa stanno attuando un piano all’altezza delle aspettative dei loro sostenitori. Lobby e multinazionali!

Provate ad immaginare il piano più diabolico mai pensato, aggiungete un paio di sindacati nazionali a servizio del regista del piano e il danno è fatto!

Sto parlando del governo Renzi e della maggioranza che lo sostiene, degli applausi e delle proteste ad intermittenza della Coldiretti e ai danni che stanno provocando all’agricoltura, agli agricoltori, ai consumatori e ai cittadini, non solo italiani, ma di tutto il mondo.

Andiamo con ordine ed elenchiamo tutti i punti che delineano la strada percorsa dal Governo Renzi e dal PD in Europa:

Bruxelles, 17 settembre 2015 – L’Unione europea offre alla Tunisia un aumento delle esportazioni di olio d’oliva. Nel commentare la proposta, l’Alta rappresentante/Vicepresidente Federica Mogherini ha dichiarato: “Circostanze eccezionali richiedono misure eccezionali. La proposta odierna è un segnale forte della solidarietà dell’UE con la Tunisia, e fa seguito all’impegno che ho assunto lo scorso luglio nei confronti del primo ministro Essid e del ministro degli Affari esteri Baccouche. In questo periodo difficile la Tunisia può contare sul sostegno dell’UE.”

Bruxelles, 25 febbraio 2016 – Il Parlamento europeo dice sì alla proposta della Commissione europea di aumentare per il periodo 2016-2017 le importazioni senza dazi dalla Tunisia di olio d’oliva.

Roma, 29 giugno 2016 – Il Pd ha bocciato due nostri emendamenti alla Legge Europea che prevedevano l’obbligo di indicare nell’etichetta dell’olio d’oliva, rispettivamente, la data di scadenza e quella d’imbottigliamento, due informazioni fondamentali per garantire la tracciabilità del nostro ‘oro verde’ e tutelare il consumatore.

Eppure, l’Italia aveva la Legge n. 9 del 2013, ma oltre alla data di scadenza e di imbottigliamento è stato deciso di eliminare la differenza di colore in etichetta per l’olio prodotto in Italia. Infatti, “l’indicazione dell’origine delle miscele di oli di oliva deve essere stampata con diversa e più evidente rilevanza cromatica rispetto allo sfondo, alle altre indicazioni e alla denominazione di vendita”. Eliminata anche questa!

Grazie alle legge salva olio, in base ai dati del Ministero dell’Agricoltura, erano aumentati in modo esponenziale i controlli sulle frodi e i prodotti taroccati, nell’ultimo anno si sono infatti registrate oltre 6 mila ispezioni sul comparto, con sequestri per 10 milioni di euro. Ma evidentemente era troppo, troppa legalità…

La contraffazione dell’olio d’oliva annulla il valore di un prodotto d’eccellenza provocando gravi danni economici e di immagine a un settore che in Italia rappresenta la più importante attività agroalimentare e proprio nel momento in cui la Legge stava producendo i suoi effetti, viene resa innocua.

A guadagnarci saranno le stesse multinazionali e brokers che hanno già beneficiato della norma UE (promessa alla Tunisia dalla Mogherini a nome dei cittadini europei) delle 70 mila tonnellate di olio tunisino.

Un pensiero particolare va alle organizzazione di categoria come La Coldiretti, la quale il 28 marzo 2016 ha manifestato a Bari con i trattori “UE: Coldiretti, toglie data scadenza olio, trattori in strada”, appena 2 mesi dopo era però ad osannare, coinvolgendo anche l’innocente pronipote della mucca “Onestina”, Renzi insieme al ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina. Anche Coldiretti dovrebbe finalmente mostrare un etichetta chiara e riconoscibile agli agricoltori italiani.

Stessa cosa era avvenuta pochi mesi prima a Palermo quando l’assessore regionale all’agricoltura siciliana aveva presentato in un teatro stracolmo di agricoltori giunti da tutta la Sicilia su pullmann e bandierine Coldiretti il nuovo PSR. Ebbene anche in quella occasione centinaia di cappellini gialli e bandierine sfoggiati dagli ignari agricoltori dai quali volti in realtà traspariva uno sguardo del tipo: “Ma io che ci faccio qua, vabè mi han pagato l’autobus ma in campagna ho molto da fare”. Anche in quella occasione l’assessore Martina raccoglieva gli applausi di Coldiretti.

Appena due settimane dopo, sempre in Sicilia, ma a Catania, la stessa associazione di categoria invitava i suoi iscritti a protestare con i trattori per alcune norme del Governo…

In conclusione, di fronte a tanta confusione, abilmente orchestrata dai professionisti dell’illusionismo politico di Renzi e suoi amici, consiglio ai consumatori di acquistare direttamente dai produttori locali o perlomeno premiare i produttori che riportano con chiarezza informazioni utili e non solo obbligatori.

Questo video per ricordare chi realmente difende gli agricoltori italiani:

 


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