Memorandum Italia-Libia, Corrao (Greens/efa): Accordo inconcludente

L’eurodeputato siciliano. “La Libia continua a minacciare i nostri pescherecci”.

E’ stata approvata nella giornata di ieri, alla camera, la risoluzione di maggioranza che prevede il rinnovo dei finanziamenti a Tripoli, e la partecipazione dell’Italia a ulteriori missioni internazionali, nell’ottica di una maggiore collaborazione con la guardia costiera libica, con lo scopo di trasferire gradualmente il tutto alla missione europea Irini. Una decisione, questa del rinnovo del cosiddetto ‘memorandum Italia-Libia’ ritenuta “vergognosa” dall’eurodeputato Ignazio Corrao della delegazione italiana dei Greens/EFA, che si schiera contro questa scelta, ricordando come “non si possa restare indifferenti, a maggior ragione dopo gli ultimi fatti di cronaca, senza considerare le ripetute violazioni dei diritti umani nei centri di detenzione libici ormai documentati da media e ong di tutto il mondo”.

 

“E’ una vergogna – spiega Corrao – che ancora si continui a finanziare e a collaborare con la Libia, rinnovandone gli accordi e macchiandosi così di complicità e collusione con un Paese, quello libico, non sicuro, che viola ripetutamente i diritti umani di queste persone. Un vero e proprio errore, l’ennesimo, di questo governo che pensa di rallentare il flusso migratorio offrendo motovedette di seconda mano – che hanno purtroppo giocato un ruolo cruciale non solo nelle tragedie umanitarie dei migranti, ma anche nella sicurezza dei nostri pescherecci continuamente minacciati proprio dalle motovedette dai noi offerte – e supporto militare a discapito dei diritti umani. Un vero e proprio regalo alle autorità libiche a cui come gruppo ci opponiamo, poiché inconcludenti. Riteniamo che la Libia abbia piuttosto bisogno di un vero cambiamento, che possa risolvere non solo la crisi migratoria, ma anche quella economica, magari attraverso l’invio di personale sanitario e del genio civile, così da ricostruire in loco una parvenza di stato democratico”. – conclude Corrao.


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