L’unanimità non è più il criterio che l’Europa può utilizzare per il futuro del continente

Tutti a nanna alle 5h30 del mattino. Si ricomincerà nel pomeriggio, così ha annunciato il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Si parla di una nuova proposta da 390 miliardi di euro in sovvenzioni e resto in prestiti. Dopo 4 giorni di trattative interminabili che dimostrano l’immobilità dell’Europa anche difronte alle emergenze, emerge sono un sentimento di delusione.

Come detto precedentemente alla fine di questa lunga maratona (Mentana mi scusi per il momentaneo prestito) non ci saranno ne vinti ne vincitori, anche se qualche politicante di bassa Lega salirà sul carro di chi ha permesso questo stallo o pareggio. Mai un consiglio era durato cosi a lungo, ad onor del vero solo il consiglio europeo di Nizza nel 2000 era arrivato al quarto giorno ma li erano in ballo delle riforme mentre ad oggi si discute di soldi (per aiuti e riforme).

Quello che emerge da questo lungo e interminabile consiglio è che l’unanimità non è più il criterio che l’Europa può utilizzare per il futuro del continente. Un Europa ostaggio di 3 o 4 paesi non è utile a nessuno. Il  75% della popolazione europea bloccata da paesi che devono la propria sopravvivenza al mercato unico europeo che fino ad oggi ha permesso loro, anche attraverso vantaggi fiscali, di fare la bella vita. Immaginatevi voi se in Italia 1 voto di un vicentino valesse quanto quello di 60 palermitani. Non è possibile e non è democratico continuare su questa strada. Oggi, indipendentemente dal verdetto che ne uscirà, molti leader europei capiranno che non è possibile andare avanti così, quindi bisognerà mettere mano ai trattati e cambiare soprattutto il voto che dovrà diventare a maggioranza qualificata. Questa Europa non ha futuro se non si cambiano le carte in tavola. Anche noi  nel nostro piccolo quotidiano dovremmo cambiare marcia una volta terminata questa crisi socio-economico-sanitaria con riforme atte alla crescita (e non allo spreco) pensando al bene comune e non all’interesse personale, sebbene lo spettacolo a cui stiamo assistendo a Bruxelles non sia proprio indicativo. La mia vuole essere  una critica costruttiva per sottolineare che anche noi in Italia dobbiamo fare qualcosa per cambiare le sorti di un paese vecchio e pesante attraverso idee, innovazione e scuola. Solo così riusciremo ad essere di nuovo incisivi e credibili ai tavoli europei dando al Premier italiano una potenza di fuoco da poter utilizzare nelle negoziazioni.

Il comunicato stampa:

RECOVERY FUND, CORRAO (M5S): UE NON SIA OSTAGGIO DI PAESI EGOISTI, CAMBIARE CRITERIO UNANIMITÀ

“A prescindere dall’esito, da questo lungo e interminabile Consiglio europeo emerge che l’unanimità non è più il criterio che l’Europa può utilizzare per il futuro del Continente. Il 75% della popolazione europea è bloccata da Paesi che devono la propria sopravvivenza al mercato unico europeo e che fino ad oggi ha permesso loro, anche attraverso vantaggi fiscali, di fare la bella vita. Non è possibile e non è democratico continuare su questa strada, un’Europa ostaggio di 3 o 4 paesi non è utile a nessuno”, così in una nota Ignazio Corrao, europarlamentare del Movimento 5 Stelle.

“Indipendentemente dal verdetto che uscirà dal Consiglio, risulta evidente a tutti che bisognerà mettere mano ai trattati europei e cambiare il meccanismo di voto che dovrà diventare a maggioranza qualificata. Questa Europa non ha futuro se non si cambiano le carte in tavola. L’Italia ha già avviato un processo di cambiamento epocale: il piano per le riforme annunciato da Conte punterà sulla transizione digitale e ambientale, sulla crescita e sugli investimenti mettendo al centro il bene comune e non gli interessi personali di pochi capitalisti che siedono nei salotti buoni. Servono idee nuove, innovazione e più istruzione e formazione, su questi temi solo il Movimento 5 Stelle ha la visione e le capacità di portare l’Italia nel futuro”, conclude Corrao.


10 risposte a “L’unanimità non è più il criterio che l’Europa può utilizzare per il futuro del continente”

  1. Rosanna ha detto:

    L’Europa è di tutti, per questa ragione è irragionevole che 1 domini, visto che tutti i paesi coinvolti versano somme da decenni. Se ogni paese appartenente all’Ue uscisse e lasciassero soli coloro che, ostentano a metterete ostacoli, sarebbe uno spettacolo circense. Coloro che ostentano a mettere ostacoli sono criminosi, perché mettono in ginocchio il popolo europeo, fatto di persone che lavorano seriamente e che versano contributi e che, potrebbero scappare via dall’Europa

  2. Roberto ha detto:

    Il comportamento del Governo è ridicolo. Sottomesso a chiedere elemosine.
    Emettiamo BOT con tassi interessanti per gli italiani. Se guadagnano gli italiani l’utile verrà messa in circolo in Italia e ci sarà un beneficio per tutti

  3. Francesco ha detto:

    L’Italia ha non uno ma due coltelli molto affilati dalla parte del manico: Il dumping fiscale!! E la minaccia di uscita dall’Europa (L’Italia è il terzo paese finanziatore! Stop! L’Olanda può anche andarsene a fanculo!! La Gran Bretagna se ne uscita l’Olanda, per quello che da all’Europa, la buttiamo fuori noi!!

  4. Francesco Tutino ha detto:

    In realtà l’Unione europea dei cittadini europei non è mai esistita. Il contesto attuale ne è la prova tangibile che a pagare ci siamo ma ad essere aiutati, nel caso di emergenze sociali, dobbiamo sempre pagare. Occorre l’inversione di tendenza politica europea oppure, se questa non vi dovesse essere, un ritorno allo Stato autonomo che, attraverso la sovranità monetaria, non avremo nessun bisogno di chiedere aiuti a nessuno e, attraverso il rilancio del made in ITALY, riconquistare le posizioni economico produttivi mondiali che più ci meritiamo.

  5. Francesco ha detto:

    Certamente con la politica condotta dai media che abbiamo, con le lobby anche privatistico para stato e con la nostra mentalità semi ognuno per sé e forse Dio per tutti forse non basterebbe una specie di rivoluzione Francese?

  6. Andrea ha detto:

    Non sono d’accordo sulla maggioranza qualificata in UE, seppur a pagarne le spese ora siamo noi italiani. Immagini uno scenario in cui Francia, Germania, Spagna, Olanda ecc decidano di imporre ristrutturazioni dei debiti e riforme a quegli stati come il nostro, oppure imporre quote lattee o politiche agricole che distruggerebbero il mostro tessuto produttivo. Con una maggioranza qualificante un olandese, francese, tedesco e spagnolo in combutta potranno decidere delle politiche di 60 milioni di italiani. Ovviamente vale il viceversa (ancora più probabile e pericoloso), noi italiani in combutta con altri potremmo decidere del destino di stati meno popolosi come Olanda o Danimarca. Questo si che non è democratico!
    Tale meccanismo di maggioranza esiste per non permettere ciò, e di fatto garantire l’autonomia di scelta politica di OGNI stato.
    Detto questo, per quanto riguarda il recovery f., bisogna semplicemente convincere con le buone o le cattive tutti a votare i provvedimenti. Bisogna cioè fare politica (non potevamo avere negoziatore migliore di Conte al momento. Come sis suol dire l’uomo giusto al momento giusto) .
    Se il sistema Italia è messo male (chi ti scrive ha 34 anni ed è precario) e ha bisogno di un forte aiuto dalla comunità per non rischiare il fallimento, beh, la colpa è solo nostra e no di altri stati dell’Unione. Solo noi possiamo uscire dal tunnel con riforme strutturali profonde.
    Certo questi stati che non vogliono darci soldi a fondo perduto sono miopi. Noi non siamo la Grecia, se cade l’Italia l’EU colerà a picco con noi (Conte fa benissimo a ricordarlo e a pressare su questo aspetto).
    Detto questo mi sono dilungato troppo.
    Distinti saluti. AN

  7. alfonsina palladino ha detto:

    Non possiamo piegarci a dei piccoli paesi che hanno i PARADISI FISCALI, dobbiamo “ricattarli”,i soldi che mancheranno per arrivare ai 170 miliardi, li DOVRANNO versare loro,per averci tolto guadagni di miliardi di tasse italiane, pagate nel loro stato! Non possiamo tornare sconfitti dall’Europa, parleranno tutti di “mancetta, di un pdc che non si è fatto valere etc.! Meglio tornare senza soldi, ma minacciare di uscire dall’Europa o togliere i PARADISI FISCALI!!!! Passere per quelli che si sono piegati davanti ai nani, essendo giganti, non va bene!!!!

  8. Leonardo ha detto:

    Ieri su Facebook, l’ho fatto anche io questa riflessione. Non è possibile che tre o quattro nazioni, tengono in pugno tutto i paesi dell’euro. Poi, torniamo sulle questioni attinenti ai fondi europei che finito questo scontro si torni a come si devono utilizzarli questi fondi. Il partito del nord già si sfrecano le mani come utilizzarli nelle loro regioni. A questo punto io mi domando… se dobbiamo vedere questa rapina a discapito del sud, sarebbe ( lo dico Con molta rabbia) meglio che la comunità europea vigili che vadano equamente ripartiti tutti i fondi a disposizione. La saluto cordialmente, e spero che questa volta i nostri politici eletti al sud, fanno fronte comune per tutelare i nostri interessi.

  9. Domenico Dello Iacono ha detto:

    Bisognerà rivedere il sistema e programmare l’uscita dall’Europa

  10. Giovanni ha detto:

    Sta di fatto che Conte ha il forte merito di aver sottolineato che questa Europa cosi com’ strutturata non va e che occorrono dei seri cambiamenti. Sicuramente è l’inizio di una nuova era dove dovrà essere prioritario il concetto di solidarietà. Diversamente salta tutto.

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