Lotta allo sfruttamento dei minori nelle piantagioni di caffè e cacao

Insieme al mio gruppo, a Bruxelles le sto provando tutte per porre fine allo sfruttamento minorile. Sembra assurdo che ci si debba battere per una cosa che sembra elementare e ovvia, ma credetemi non è così. Ci sono 150 milioni di bambini nel mondo ad essere loro malgrado coinvolti nel lavoro minorile, il 71% di questi impegnati principalmente nel settore agricolo, con l’Africa che ospita quasi i due terzi di tutti i bambini sfruttati.

ll lavoro minorile nel settore agricolo è  tra le peggiori forme di lavoro infantile, con ripercussioni gravissime sulla salute, sulla sicurezza e sulla morale dei bambini.

l cacao è uno dei prodotti agricoli più diffusi in cui sussiste un’alta prevalenza di lavoro minorile. Si stima che 2,1 milioni di bambini sono coinvolti nel lavoro minorile nelle catene di approvvigionamento di cacao dei principali paesi produttori, ovvero Costa d’Avorio e Ghana, che insieme rappresentano il 60% della produzione mondiale totale.

Mentre il consumo di cioccolato aumenta nell’Unione europea e nel mondo, come quello del caffè, il settore del cacao è dominato da bassi redditi per i produttori, condizioni di lavoro povere e non sicure, e un lavoro minorile a basso costo.

I bambini che lavorano nelle fattorie familiari non sono retribuiti e il loro lavoro è considerato una norma sociale. Mentre l’acquisizione di competenze può essere utile per i bambini, non dovrebbe interferire con la loro salute, sicurezza, istruzione e sviluppo personale. Tuttavia, questo è raramente il caso dei bambini lavoratori nel settore del cacao, dove la povertà estrema costringe i bambini a lavorare in condizioni inaccettabili e pericolose.

Alla luce di tutto questo, Il 20 Novembre 2017, insieme a altri 33 Eurodeputati di quasi tutti i partiti politici, ho presentato un’interrogazione alla Commissione intitolata “Sfruttamento del lavoro minorile ad opera delle multinazionali del caffè e del cacao”.

Cliccare quì per accedere alla mia interrogazione dal portale del Parlamento Europeo.

Le domande rivolte alla Commissioni, chiedevano quali misure illustrare quali misure immediate intende adottare per eliminare il lavoro minorile dalla catena di approvvigionamento del caffè e del cacao consumati nell’UE, al fine di proteggere milioni di minori dalle conseguenze delle pratiche commerciali di sfruttamento messe in atto dalle potenti multinazionali. Inoltre ho chiesto alla Commissione come intende garantire che i consumatori di caffè e cacao dell’Unione europea non contribuiscano a finanziare attività legate allo sfruttamento.

Purtroppo per 4 mesi non ho ricevuto risposta, e pertanto ho richiesto in commissione DEVE la possibilità di ricevere una risposta orale da parte della Commissione.

Questo il video del mio intervento in Commissione Deve in Parlamento Europeo

https://www.youtube.com/watch?v=EMl4kR1-tyQ

 


La rappresentante della Commissione, la Sig. De Paolis, ha fornito risposta parziale alla mie domande, ma  esortava a prendere parte al workshop “Cocao, an unsavoury sweet”, per discutere del tema con i maggiori stakeholder del tema, tra cui Ferrero e Nestlé.

Svariate sono state le critiche rivolte alla Commissione alle multinazionali,  in particolare, quelle sollevate dallo speaker, Fernando Morales de Cruz.


5 risposte a “Lotta allo sfruttamento dei minori nelle piantagioni di caffè e cacao”

  1. Agnese Bella ha detto:

    Caro Corrao in Italia, 50 anni fa, si andava a lavorare a 6 anni.Chiedi a tuo nonno oppure a tuo padre.Io ho iniziato a 14 anni e 3 mesi e lavoravo 11 ore al giorno.Di cosa cianci!

  2. Gerardo patacconi ha detto:

    buongiorno
    dal 15 gennaio sono il nuovo capo delle operazioni dell’ICO.
    ho un passato con le Nazioni Unite e fortemente motivato a combatterre povertà e sfruttamento minorile nel settore del caffee e dto elaborando progetti in tal senso.
    sono interessato a farr due chiacchiere informalmente per comprendere le istanze e verificare soluzioni.

  3. Giuseppe ha detto:

    Può scrivere per favore su Ignazio.corrao@europarl.europa.eu?

  4. gabriel ha detto:

    Signora Agnese
    Non credo che lei riesca a cogliere il significato di questa testimonianza-testo informativo perchè in quei luoghi non lavorano con le stesse leggi e adagi con cui lavorava lei ma muoiono spesso nell’età infantile a causa di scarse condizioni igieniche e lavoro forzato 13-14 ore al giorno quindi cosa cianci lo dici a qualcun’altro perchè così facendo dimostra di essere una persona ignorante

  5. gabriel ha detto:

    Signora Agnese sta facendo la figura dell’ignorante perchè sembra dimostrare di non capire assolutamente il significato di questa testimonianza

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