Le fake news del PD. Marcucci su voto in PE non sa un tubo e parla a sproposito

Il capogruppo del PD al Senato Andrea Marcucci appartiene a quella categoria di politici, maggioritaria in Italia, che esprime opinioni pubbliche sulle cose prima di leggerle e conoscerle.
Il buon Marcucci, commentando il voto di oggi a Strasburgo su una risoluzione (che non vincola niente e nessuno peraltro), si è lanciato in perentorie sentenze (“un problema rilevantissimo”), e paragoni azzardati (“posizione sostanzialmente molto simile a Salvini su una questione determinante”). Tutto magnificamente senza sapere un tubo di cosa stesse parlando e senza sapere che le posizioni nostre e loro erano concordate su qualche correttivo nostro alla risoluzione su cui erano pienamente d’accordo.

Una cosa molto semplice che poteva fare, ad esempio, era chiedere informazioni ai suoi colleghi europarlamentari del PD. Visto che gli emendamenti li abbiamo presentati insieme, noi del MoVimento 5 Stelle, il gruppo dei Verdi e quello dei Socialisti & Democratici (di cui il suo stesso partito fa parte), a seguito di una negoziazione avvenuta nella commissione competente, quella degli affari interni, giustizia e libertà civili.

Anziché dunque lamentarsi pubblicamente con noi, Marcucci citofoni alla sua delegazione al Parlamento europeo (se non ha il numero di telefono del capo delegazione Brando Benifei glielo mando io in privato 😉) e gli chieda perché hanno fatto decadere gli emendamenti concordati, costringendoci ad astenerci e facendo quindi mancare i voti necessari (si, perché i nostri voti in questa legislatura fanno la differenza) a fare passare la risoluzione.

So come sono abituati e capisco il loro modo di creare false narrativa con la stampa complice. Ma la realtà dice che noi ci siamo comportati in maniera seria e leale agli accordi presi mentre l’aver fatto decadere gli emendamenti con il loro voto è stata la causa della mancata approvazione della risoluzione.

È bene che tutti capiscano che i nostri voti sono determinanti per una maggioranza progressista in Europa, ma non sono gratis. Se negoziamo che vengano inserite delle nostre proposte correttive o migliorative (in qualsiasi settore) e poi qualcuno fa il furbo e le fa saltare con i classici giochini parlamentari, sappia che noi non siamo né distratti e tantomeno fessi e non facciamo passare nulla. Come è giusto che sia.

Il capogruppo del PD al Senato Andrea Marcucci appartiene a quella categoria di politici, maggioritaria in Italia, che…

Pubblicato da Ignazio Corrao su Giovedì 24 ottobre 2019

 


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