La Valle del Belice patria di innovazione e Green New Deal. Partanna come Milano. Vi spiego il perché

Incontrare gli imprenditori che si occupano d’innovazione è di fondamentale importanza. E’ ancora più importante ascoltare gli innovatori Siciliani che competono con il resto del mondo con un carico maggiore sulle spalle, dovuto alla mancanza di infrastrutture che rallentano l’azione quotidiana. E’ invece fondamentale ascoltare gli imprenditori dell’innovazione che vivono al “Sud del Sud” [riprendendo il titolo del libro che il giornalista Alan Scifo gentilmente omaggiatomi] dove anche l’azione più semplice risulta essere complicata.

Venerdì scorso a Partanna [TP] ho incontrato chi sta creando azioni inedite. All’interno di un coworking comunale – uno dei primi d’Italia – nato nel cuore della Valle del Bèlice – che porta ancor oggi il peso del sisma del 1968 – si sperimentano nuove visioni in un territorio che ha visto infiniti tentativi di rilancio economico che non hanno mai messo il freno ai flussi migratori verso il Nord e verso l’estero.

Dopo aver ascoltato i progetti che stanno prendendo forma proprio da questo angolo di Sicilia, sono convinto che dobbiamo seguire l’obiettivo di investire il nostro tempo e le risorse nella cultura dell’innovazione. Allargare la visione ai prossimi 20 anni per capire quali saranno i lavori del futuro per agire oggi sulla classe imprenditoriale e studentesca. Ma non solo, dobbiamo includere le famiglie che sono state colpevolmente lasciate fuori da questi ragionamenti.

Senza una cultura dell’innovazione gli incentivi europei che verranno stanziati nella nuova programmazione rischiano di non essere sfruttati fino in fondo per creare processi inediti e dunque innovativi. Il Green New Deal ci apre delle praterie di azione per le nostre imprese del sud, partendo dai rifiuti del settore agricolo che possono essere sfruttati nella farmaceutica, cosmesi, bioedilizia e dunque non solo nel settore alimentare.

Nell’era della digitalizzazione, la nascita di un coworking/FabLab comunale a Partanna non nasce a caso ma dalla lungimiranza dell’amministrazione comunale che ha capito le potenzialità della nuova era digitale che abbatte i muri della conoscenza e dell’accesso alle nuove tecnologie. Quello che accade a Milano, oggi può accadere al Sud. Il fatto che l’Associazione Italiana Videogiochi abbia scelto di allocarsi proprio in quella struttura chiude il cerchio; il videogioco non deve essere visto unicamente come fonte di divertimento o alienamento dalla società, ma è un settore che nella produzione di prevede l’acquisizione di infinite skills del mondo digitale che se implementate possono essere utilizzate in diversi settori imprenditoriali nonchè spingere all’utilizzo consapevole da parte dei fruitori. 

La voglia è quella di mettere a sistema queste buone pratiche dove il pubblico si allea con il privato creando spazi destinati alla fantasia ed alla visione; due elementi che al sud non vengono presi inconsiderazione con la giusta attenzione puntando invece ad utilizzare prassi consolidate che però non stanno portando da nessuna parte. 

Quando l’esempio virtuoso arriva dalla Valle del Bèlice è un segnale di straordinario cambiamento.


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