La storia del giornalista Jamal Khashoggi, ucciso nel consolato saudita a Istanbul

La storia di Kashoggi potrebbe essere la trama di una  spy story oppure di una pellicola pulp.  E’ una storia ambientata in un consolato, in cui il protagonista viene fatto a pezzi, in cui intervengono travestimenti di sosia, agenti segreti ed esperti di autopsie che vivisezionano con segaossa!

Purtroppo però, non stiamo parlando di finzione hollywoodiana ma della tristissima realtà.

Sì, perché in questa vicenda, purtroppo, reale è la vittima, reale è il dolore dei familiari – a cui rivolgiamo le nostre condoglianze – e reali sono i mandanti.

Fittizia è, invece, l´imbarazzante versione dei fatti fornita dai sauditi, i quali sostengono che Khashoggi sarebbe deceduto a seguito di una colluttazione.

Certo… una colluttazione tra un sessantenne e 15 uomini venuti appositamente da Riyadh… Una tesi molto credibile!

Il principe, non potendo più negare le responsabilità saudite, richiede adesso, sotto pressione internazionale, un ulteriore mese di tempo per svolgere le indagini.  Questo suggerisce due possibili scenari: o la famiglia reale saudita non ha più il controllo del proprio Regno, oppure, tesi più verosimile, è direttamente responsabile dei tragici fatti di Istanbul e vuole solo guadagnare tempo.

Cosa è accaduto è chiaro a tutti; sono anche stati da poco trovati i resti del corpo del povero Kashoggi. Ma nonostante ciò, ancora una volta, non ci saranno conseguenze.

Ancora una volta, permetteremo ai sauditi di prenderci in giro, di sbatterci in faccia tutta la loro brutale disumanità. Lo permetteremo in nome di due divinità universalmente venerate, il Dio denaro e il Dio Petrolio.

Colleghi, questo caso si aggiunge a innumerevoli altre violazioni dei diritti umani da parte dell’Arabia Saudita, presenti e passate.

Per tale motivo mi continuo a chiedere come sia possibile che l´Arabia Saudita occupi ancora un posto in seno all´Human Rights Council!

E´veramente uno scandalo ed abbiamo il dovere di chiedere allAsssemblea Generale delle Nazioni Unite di prendere provvedimenti!

In questo grave contesto l´Europa dovrebbe imparare a parlare con una voce sola chiara, inequivocabile e risoluta. Evitando inaccettabili fughe in avanti da parte di singoli Stati.

L’intervento di Corrao in Parlamento Europeo riunito in sessione plenaria del 23 ottobre 2018.

 


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