La sentenza della Corte tedesca e i possibili risvolti sul MES

Ritorno sulla sentenza di ieri della Corte tedesca perchè potrebbero esserci risvolti importanti per il nostro Paese, legati anche al MES.

Questa mattina ho letto con interesse una intervista all’economista spagnolo Luis Garicano, mio collega eurodeputato del gruppo liberale (il più euro-fanatico che ci sia in parlamento), rilasciata a La Stampa, che dà una lettura fondata sulla vicenda.

In pratica Garitano sostiene che per consentire alla BCE l’acquisto di un volume sostanzioso di titoli pubblici italiani, il governo di Roma dovrà fare ricorso al Mes.
La sentenza dei giudici di Karlsruhe, che mette infatti in discussione il piano di acquisti attivato adesso dalla Lagarde per rispondere all’emergenza Covid-19 (il cosiddetto PEPP, il bazooka da 750 miliardi), viaggia in quella direzione.
Si sancisce infatti che non si può acquistare più di un terzo del debito di ogni Paese e non ci si può allontanare dalla Capital Key (la quota di capitale della BCE sottoscritta da ciascuna banca centrale nazionale). Questo impedirebbe al PEPP di concentrarsi sui Paesi con gli spread più alti, come l’Italia. Quindi come vi ho spiegato in precedenza l’unico modo per poter consentire alla BCE l’acquisto di titoli pubblici italiani a volumi più alti sarebbe l’attivazione dell’OMT (outright Monetary Transictions), che sono attivabili solo a condizione che un Paese chieda accesso al MES.

Secondo Garitano l’Italia quindi dovrà accedere inevitabilmente al MES togliendo lo stigma a questa linea di credito nelle dichiarazioni pubbliche (io invece sono d’accordo con Conte che ha ribadito ancora la sua contrarietà, da me ampiamente condivisa). Per lui è sbagliato dire “non lo useremo mai”, perché potrebbe essere l’unico modo per assicurarsi un acquisto sproporzionato di titoli da parte della Bce.

Sapete già come la penso sia sul MES che sugli altri strumenti che ci vengono proposti, e che il “monitoraggio”, la “sorveglianza” o “il controllo” della Troika appartengono all’essenza di qualsiasi azione dell’Unione Europea. Istituzione basata sul controllo dell’alta finanza e delle multinazionali. Questo sarebbe il momento di cambiare strumenti e fare scelte coraggiose, mettendo mano ai trattati e superando tutte quelle falle di cui vi ho parlato in diversi post (unione fiscale, BCE che diventa Banca centrale e prestatore di ultima istanza, diritti sociali e lavorativi uguale ecc).

Così come ho già detto ieri (http://www.ignaziocorrao.it/il-principio-del-primato-del-diritto-dellunione-europea-su-quello-nazionale-e-un-principio-affermato-da-tempo-ovunque-tranne-che-in-germania/), questa sentenza segna una anomalia incredibile nell’architettura istituzionale europea, in cui un singolo Stato, ossia la Germania, si rifiuta di interpretare come tutti gli altri il principio di supremazia del diritto europeo su quello interno e decide qualli politiche siano giuste oppure no. Mandando un chiaro segnale di disimpegno nazionalista rispetto al progetto europeo. Attenzione, non voglio dire con questo che la Germania sbaglia, dico che o lo fanno tutti o non lo fa nessuno. Che non è ammissibile che alla Germania sia concessa tale assurda prerogativa, di dettare diktat qua e la in modo perfettamente legale, diktat con cui peraltro influenza le scelte dell’istituzione e porta gli altri a dover accettare regole sulla base della pripria convenienza (come attivare il MES ad esempio). Perchè non solo la Germania a differenza degli altri Stati Membri non ha sancito tale principio nel suo ordinamento, ma la sentenza della Corte Costituzionale è stata applaudita da vari membri della CDU (il partito della Merkel e della Von der Leyen, gente che si strappa le vesti di europeismo).

Aggiungo una ultima cosa che forse è la più agghiacciante di tutti, gli esperti che ha sentito la Corte Costituzionale tedesca, coloro che hanno fornito le prove, sono perlopiù lobbisti che rappresentano banche e assicurazioni tedesche. Immaginate che punto di vista neutrale avranno portato. Ma come diamine si pensa di far funzionare un progetto comunitario in questo modo?

Ritorno sulla sentenza di ieri della Corte tedesca perchè potrebbero esserci risvolti importanti per il nostro Paese,…

Pubblicato da Ignazio Corrao su Mercoledì 6 maggio 2020

 


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