La nuova PAC danneggia l’ambiente, i piccoli agricoltori e tradisce il programma del MoVimento 5 Stelle

E’ facile dirsi ambientalisti o animalisti, è facile raccontare di volersi oppore al modello imperante dell’agricoltura intensiva e dei signori dell’agribusiness. A parole siamo tutti campioni, ma lacredibilità delle posizioni politiche si misurano solo nei fatti, nei voti, nei risultati.
Ieri al parlamento Europeo insieme ad altri 4 colleghi che da 6 anni e mezzo di battono per difendere il programma del MOVIMENTO 5 STELLE, ho votato contro la PAC, la nuova politica agricola comune.
La nuova PAC nasce già vecchia e così come denunciato da tutte le più importanti associazioni ambientaliste, non è in linea con il Green Deal e malgrado l’avvento della nuova Commissione il testo risponde ancora alle vecchie logiche, inadatte alla nuova conversione ecologica e in continuità con una logica di allocazione dei sussidi che negli anni ha favorito sproporzionalmente le grandi aziende e contribuito alla decimazione dei piccoli agricoltori.
Con la proroga dell’attuale PAC di due anni, sino al 2023 (non vi era urgenza del provvedimento per la scadenza a dicembre, come dice qualcuno, perchè è stata prorogata la vecchia) avevamo ancora il tempo per invertire la rotta e proporre un testo nuovo e aperto alle sfide ambientali ma anche sociali dalle parte dei più deboli.
Si delinea, in sostanza, una nuova Politica Agricola Comune orientata al mantenimento dello status quo, che risponde agli interessi delle grandi lobbies dell’industria agroalimentare anziché alle aspettative dei cittadini. Un pacchetto che vale 48 miliardi annui, 1/3 del bilancio UE, sarà ancora prevalentemente destinato all’agricoltura industriale.
Andando nel dettaglio qui potete trovare alcune delle decine di battaglie PERSE grazie a questo nuovo grande inciucio (purtroppo sostenuto anche da una parte del m5s, oltre ai vari lega, italia viva, forza italia, pd e FdI) non risolvendo in particolare i problemi dei nostri piccoli produttori e agricoltori:
⛔Non viene valorizzato l’allevamento sostenibile e non intensivo. Non vengono fermati i sussidi per gli allevamenti intensivi che causano il 70% delle emissioni di gas serra del settore agricolo e causano inquinamento di aria, suoli e acque e non viene valorizzato l’allenamento sostenibile e non intensivo. Con persistente problema di mercato per i prodotti sostenibili che devono competere con l’industria degli allevamenti intensivi.
⛔Non si risolvono i problemi de settore cerealicolo e la concorrenza grano estero
⛔ Non si risolve il problema dello zuccheraggio del vino, anzi si permette di chiamare vino anche quelli de alcolizzati
⛔Non si risolvono i problemi dei produttori di olio con la concorrenza delle importazioni extraue
⛔Non si risolve la parcellizzazione degli aiuti diretti conveniente solo ai grandi proprietari dei terreni
Per capirci, l’Olanda continuerà ad essere il primo produttore di pomodori in Europa, mentre in l’Italia si continuerà a non raccoglierli.
Cosa prevede quindi in soldoni la nuova Pac che scontenta tutti?
👉 Stati obbligati a destinare il 60% dei fondi per il supporto al reddito: Ad oggi il denaro finisce regolarmente delle grandi aziende e alimentano la concorrenza sleale perpetrata dalla GDO. Nessuna misura correttiva per dare fiato alle piccole e medie aziende a produzione biologica e ecologica.
👉 Ecoschemi. Meccanismi che regolano la distribuzione dei fondi per incentivare la diffusione di pratiche agricole a tutela del clima, della biodiversità e alla tutela dell’ambiente. La furbata è che all’interno di questi eco-schemi ci saranno anche criteri economici che di fatto erodono risorse che dovrebbero essere dedicate a clima, ambiente e protezione natura.
👉 Abolito il divieto di aratura sui siti di natura 2000. Si potranno ottenere sovvenzioni anche per arare e convertire in terreni agricoli le zone protette e naturali, alla faccia della tutela della biodiversità sbandierata da qualcuno.
Sbaglia chi pensa “meglio di niente” oppure “è un primo passo”. Questo è solo un pericoloso inciampo che durerà ben 7 anni a partire dal 2023. Un passo fuori dal tempo e dal progresso sostenibile.
Votare a favore degli accordi presi da PPE (Forza Italia), SD (PD) e Renew (Italia Viva) e contro il nostro programma, solo per dimostrarsi collaborativi e farsi accettare dai gruppi che rappresentano grande lobbies e il sistema di potere padre di tutte le regole neoliberiste europee, non mi sembra un atteggiamento rispettoso per chi, come gli elettori del m5s, ci ha dato un mandato chiaro e non negoziabile di portare avanti politiche diverse e alternative rispetto a quelle realizzate da PD, forza italia viva e simili negli anni in Europa. Qualcuno dice che sbagliamo noi a non aver accettato la scelta della maggioranza della delegazione (9 vs 5) di votare a favore dell’accordo tra PD/ForzaItalia/ItaliaViva (e come anche Lega e Fratelli d’Italia). Io dico che è più grave violare quanto si è affermato nelle piazze di tutta Italia negli anni e il programma elettorale con cui siamo stati votati, eletti e rieletti.
Ritengo sia stato giusto, da parte mia, di Eleonora Evi, Rosa D’Amato, Laura Ferrara e Piernicola Pedicini, non accettare la violazione di programma proposta dalla delegazione e rispettare il mandato popolare che ci è stato dato dalla base del m5s e dagli elettori attraverso il nostro programma. Io non sono stato eletto per fare le stesse cose che hanno sempre fatto i vari partiti neoliberisti di potere o per sostenere le loro politiche e le loro proposte.
Per rinfrescare la memoria vi allego il programma m5s europa, votato dagli attivisti e con cui ci siamo presentati e siamo stati votati alle scorse europee, si parla di PAC, verificate da soli…

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