La nostra direttiva anti riciclaggio su Wall Street Journal edizione Asia

Ancora una bella notizia sul lavoro che ci ha visto mettere a segno un altro risultato sul fronte della lotta alla corruzione e al terrorismo. Come avete letto, il Parlamento Europeo ha infatti approvato a larga maggioranza la nostra direttiva antiriciclaggio. Ebbene, in queste ore, la notizia è stata riportata anche dall’edizione Asia del Wall Street Journal. Eccovi il link: https://goo.gl/X1DNH5

Qui la traduzione letterale di quanto scrivono i giornalisti del nostro provvedimento.

L’Europa pone la propria attenzione sul tema del riciclaggio di denaro in risposta agli scandali

Questo mercoledì, l’Europa ha messo in atto una combinazione letale al fine di combattere il riciclaggio di denaro grazie alla proposta avanzata dalla Commissione Europea per aumentare i poteri conferiti alle autorità di controllo e ai legislatori facendo passare un insieme di nuove regole.

Il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha richiesto il potere esecutivo da parte dell’Autorità Bancaria Europea (ABE) riguardo la regolamentazione dell’antiriciclaggio.
L’ABE, seguendo la proposta avanzata dal Presidente della Commissione Europea Juncker, avrebbe la possibilità di richiedere una serie di investigazioni, attuate dai supervisori impegnati nell’antiriciclaggio nazionale, incentrate proprio sulle banche europee e indirebbe, a questo punto, una nuova commissione presenziata da questi supervisori.

L’ABE diventerebbe, così, il supervisore centrale per quanto riguarda le indagini e la supervisione dell’antiriciclaggio europeo, ” dichiara Josh Berman, socio della Clifford Chance LLP.

Mercoledì il Parlamento Europeo ha approvato nuove misure che, a detta dei membri parlamentari, dovrebbero cercare di chiudere quelle scappatoie presenti nei regolamenti esistenti e faciliterebbero l’attività delle autorità nel bloccare trasferimenti monetari illeciti.

Il nuovo regolamento creerebbe dei parametri ben saldi a livello europeo di quei crimini relativi al riciclaggio, stabilirebbe delle minime penali nel blocco delle Nazioni che fanno parte dell’Unione Europea ed espellerebbe coloro che sono condannati per il medesimo dal servizio pubblico. Inoltre, diminuirebbe le soglie dei flussi di cassa e permetterebbe confische momentanee in caso di sospetto di attività criminale da parte delle autorità.

Il nuovo regolamento, che riguarda la criminalizzazione del riciclaggio, toccherà i criminali proprio nel loro tallone di Achille, cioè il denaro,” afferma Ignazio Corrao in una dichiarazione, membro del Parlamento Europeo e Portavoce del partito anticorruzione italiano “Movimento Cinque Stelle”.

Messe insieme, le ultime proposte potrebbero portare l’Europa verso un crescente consenso con un occhio di riguardo sulla battaglia al crimine finanziario.

Questa è una parte di aggregazione di iniziative, la quale va a supportare nel complesso quell’impresa di rendere ancora più difficile il riciclaggio di profitti criminali e la partecipazione in atti di finanziamenti pericolosi,” dichiara Simon Airey, socio dello studio legale Paul Hastings LLP.

I tentativi presenti nel regolamento mostrano le autorità europee come se si trovassero sotto pressione dall’ondata di scandali verificatisi in tutto il continente, comprendendo anche quelle inchieste che hanno trovato come protagonisti banche della Danimarca, Lettonia, dei Paesi Bassi, di Malta e altrove.

Gli Stati Uniti hanno già applicato, nel corso dell’ultima decade, un piano di antiriciclaggio estraendo miliardi di dollari prodotti dalle pene in quei casi di non conformità. L’Europa, in questo caso, è impaziente di andare avanti su questa via, grazie anche alla notizia dell’imposizione di una multa record da €775 milioni imposta la scorsa settimana dal Pubblico Ministero olandese nei confronti dell’usuraio ING Groep NV.

All’inizio di quest’anno, l’Unione Europea ha approvato la sua quinta direttiva antiriciclaggio, che richiede gli Stati membri di stabilire un sistema per una migliore cooperazione e condivisione di informazioni entro il 2020 e stabilisce, per di più, i nuovi requisiti di trasparenza. I decreti europei, comunque, sono rafforzati da ogni Stato membro, portando verso ad una raffazzonatura che gli esperti dicono lasci parte del continente pronto ad abusarne.

Un bollettino della Commissione Europea, pubblicato mercoledì, afferma come il divario fra la supervisione e l’applicazione porti marcatamente dei rischi all’integrità e alla reputazione del settore finanziario europeo, così anche ad una potenziale preoccupazione da parte di specifiche banche in termini di stabilità.

Il bollettino, in più, continua: “Al fine di completare e rafforzare maggiormente l’Unione Bancaria grazie anche alla riduzione del rischio e di condivisione e allo sviluppo dell’Unione dei Mercati dei Capitali, bisogna mettere in atto un’azione per assicurare che il regolamento antiriciclaggio sia effettivamente supervisionato in tutta l’Unione Europea e le diverse autorità devono collaborare strettamente l’una con l’altra.”

Ignazio CORRAO in the EP in Strasbourg


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