La Lega ti frega

Se fossi un dirigente leghista ogni mattina mi guarderei allo specchio pronunciando più o meno queste parole: “ma sta succedendo davvero?” “Ci stanno davvero votando i terùn?”

Provo a immaginare la scena, ma deve essere oltremodo incredula la reazione di chi il meridione lo ha sempre schifato, di chi aveva la secessione come obiettivo di vita, di chi voleva che il sud stesse fuori dall’Unione Europea, di chi aveva sempre considerato i meridionali manodopera e consumatori e le Regioni del sud dei posti dove costruire resort turistici blindati dove passare le vacanze.
A vederla così, in modo superficiale, sembrerebbe una storia surreale. Sembrerebbe una vicenda di interesse psichiatrico, una sorta di versione politica della “sindrome di Stoccolma”. Una di quelle storie che diventano sceneggiature di film di successo, storie in cui la vittima sostiene il suo aguzzino o in cui lo schiavo difende lo schiavista, oppure una storia in cui il derubato si immola a difesa del ladro (ad esempio i 49 milioni rubati dalla lega sono soldi dei cittadini italiani) o ancora una storia di fantasia in cui il pesce diventa elettore del pescatore (questo esempio in realtà calza poco, vista la vicenda della tonnara di Favignana dove i leghisti hanno prima preso i voti e poi tolto le quote tonno).

Guardando però la vicenda in modo più approfondito, non è difficile scorgere il trasformismo, il collaborazionismo (o per meglio dire opportunismo) tipico di alcuni cittadini del meridione. Perché l’opportunità di avere un vantaggio personale prevale sempre su qualsiasi logica collettiva e fa anche dimenticare e giustificare decenni di insulti.
Il meridione era ricco e lo sarebbe ancora, fu depredato con la cosiddetta Unità d’Italia (che ricordo fu proclamata con un atto normativo del “Regno di Sardegna” a Torino, andrebbe quindi raccontata come conquista da parte dei savoiardi piemontesi del Regno delle due Sicilie e il resto dei territori della penisola) e sistematicamente penalizzato da scelte politiche che hanno portato sviluppo e investimenti al nord e sacche di clientelismo al sud.

La lega Nord è l’esempio più incredibile di questa storia italiana, perché a differenza degli altri partiti (che non lo dicevano ma lo facevano) la Lega aveva la coerenza di schifare pubblicamente il sud, di urlare ai 4 venti “Roma Ladrona” e di voler punire e penalizzare i meridionali senza farne mistero. Basta insegnanti terroni, basta medici e infermieri terroni, “prima il Nord” gridavano.
Poi un giorno accade l’inverosimile, vista la crisi del “centrodestra” qualcuno suggerisce di levare “Nord” dal nome e focalizzare l’odio verso gli stranieri piuttosto che i meridionali. Quindi, come per magia, ecco arrivare i voti dal tanto odiato centro/sud. Così non ci stupiamo neanche più di tanto se, nel silenzio e accondiscendenza generale, la Leganord piazza i suoi dirigenti padani in quella Regione Sardegna il cui presidente (“l’indipendentista” Solinas) ho sentito raccontare in lingua sarda (!) i fasti dei vespri sardi e della cacciata dei dirigenti piemontesi nel “sa die de sa Sardigna” (magari a breve la stessa operazione di piazzare i padani nelle regioni la faranno anche nelle altre Regioni del sud). Non ci stupiamo se la leganord continua a premere per l’autonomia di Veneto e Lombardia, se spinge per le grandi (e inutili) infrastrutture al nord e via dicendo.

Ma la cosa peggiore è che al Governo il suo leader si occupa di una cosa soltanto: la propaganda. Il Ministro della propaganda leghista, che ha creato il suo consenso intorno all’intolleranza verso lo straniero, parla agli italiani di immigrazione ma quando si dovrebbe presentare a Bruxelles per provare a risolvere qualcosa in materia, diserta sistematicamente le riunioni del Consiglio UE e preferisce stare in tv a continuare, nell’accondiscendenza generale, la sua attività di propaganda.

Adesso che hanno sdoganato – anche grazie al certosino lavoro dei media che hanno steso tappeti rossi e pompato Salvini a dismisura (che evidentemente offre ampie garanzie all’ancient regime) mentre continuano ad attaccare senza sosta il m5s – il rischio è per tutto il Paese. Perché al momento c’è il m5s che fa da argine e controaltare, ma immaginate un governo dove l’agenda politica la detta la Lega con il sostegno di altri scaldapoltrona di destra.
C’è un vecchio detto, sempre di attualità, che dice “la Lega ti frega”, ricordiamolo sempre a tutti.

p.s. Il primo commento sarà “ma voi ci state al governo insieme”, quindi rispondo in anticipo. Avendo preso il 32% non potevano lavarci le mani e fare gli schizzinosi nei confronti di un Paese in enorme difficoltà che ci ha dato fiducia. Abbiamo quindi offerto un contratto agli unici due partiti (entrambi orribili) che avevano i numeri per arrivare alla maggioranza. Sapete come è andata, il PD ha preferito Alfano, Verdini e popcorn mentre la leganord ha colto la palla al balzo. Non c’erano alternative e capisco la difficoltà, dei miei colleghi che lo fanno (io per fortuna non essendo al governo non ho alcun rapporto con i leghisti, francamente non credo riuscirei ad averne), di stare seduti al tavolo con questi leghisti che sono quanto di più distante esista dal mio percorso e dalla mia idea di Mondo. Idee che hanno acceso il cuore di milioni di persone e che noi del m5s dobbiamo saper difendere e rigenerare continuamente, nonostante le gigantesche difficoltà.

Per aspera ad Astra ⭐️⭐️⭐️⭐️

Se fossi un dirigente leghista ogni mattina mi guarderei allo specchio pronunciando più o meno queste parole: “ma sta…

Pubblicato da Ignazio Corrao su Sabato 8 giugno 2019


2 risposte a “La Lega ti frega”

  1. Marta Mennini ha detto:

    Concordo in tutto, mala gente capisce..
    Tanti hanno votato la lega…
    Andiamo avanti con determinazione
    Buon lavoro

  2. Sabina Cravero ha detto:

    Sei un grande, anzi un gigante! Analisi e sintesi perfetta.

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