Kenya: musulmani fanno da scudo ai cristiani

Da molti mesi si ha la sensazione che qualcuno voglia convincerci, trascinarci, portarci in una guerra di religione che in realtà non solo non esiste, ma che neanche avrebbe il minimo senso logico. Una guerra tra il “bene cristiano” e il “male musulmano”. Una paura e un odio non giustificato. Una guerra che segnerebbe per l’ennesima volta la stupidità umana.

Lunedì scorso, nei pressi del villaggio di El Wak, al confine tra il Kenya e la Somalia,  un commando di Al Shabaab, un gruppo jihadista somalo, ha attaccato un bus nel nord del Kenya.

I terroristi hanno attaccato l’automezzo e hanno intimato ai passeggeri di scendere. L’intenzione era chiara. Quella di uccidere tutti i cristiani. L’obiettivo era di separare i cristiani dai musulmani, per poi far fuoco sui primi.

Inginocchiati, con un mitra alla nuca e ormai rassegnati alla morte, i kenioti cristiani, che stavano tornando a casa da Nairobi per celebrare il Natale, sono stati miracolosamente graziati dalla reazione inattesa dei connazionali musulmani, che si sono frapposti tra loro e i terroristi come scudi umani. Un gesto di un coraggio e amore umano immenso.

Una reazione che di fatto ha sorpreso i guerriglieri, fuggiti dopo essere rimasti stupiti da tanto coraggio.

Un miracolo umano. Un gesto estremo che avrebbe meritato ben altra risonanza rispetto a quella (poca o nulla) avuta sui mezzi d’informazione occidentali.

Un gesto che testimonia come la popolazione del Nord del Kenya, in prevalenza musulmana e di origini somale, non ne possa più dei ripetuti attacchi delle milizie jihadiste di Al Shabaab che stanno mettendo a ferro e fuoco la zona e creando una vera e propria carneficina tra cristiani.
Ma si sa, i media preferiscono alimentare terrore e odio; per poi giustificare attacchi militari che non conducono certamente alla Pace.

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