IUS SOLI, SI O NO?

 

Se vuoi lo Ius Soli sei un comunista e se non lo vuoi sei un fascista. Continuo a sentire questi dibattiti da bar dello sport in cui chi ne fa le spese, come sempre, è il cittadino che finisce per non capire di cosa stiamo parlando. Anche perchè il disegno di legge che il PD ha portato in aula è la solita truffa semantica dei politicanti nostrani.

Prima di ogni considerazione ideologica vi prego di riflettere sul fatto che i cittadini italiani, così come i cittadini degli altri 27 Stati membri dell’Unione Europea, oltre ad essere cittadini del proprio Stato sono anche cittadini europei. Su questo presupposto e secondo il buon senso la cittadinanza andrebbe, secondo noi, regolata in maniera univoca per tutti i Paesi dell’UE, visto che una volta acquisita la cittadinanza di uno dei 28 Paesi puoi risiedere liberamente in ognuno di questi.

L’eterno dibattito tra ius sanguinis e ius soli, che tanto mi appassionava ai tempi dell’università, è tornato in auge grazie agli ultimi colpi di coda di un parlamento di nominati del porcellum che da più di 4 anni tengono in ostaggio il Paese. Siccome il dibatitto è ricominciato, accompagnato da una bella fetta di disinformazione ideologizzata, vediamo di analizzare la questione e capirne di più con qualche dato.

In tutta l’Unione Europea la cittadinanza si acquisisce principalmente attraverso il diritto di sangue, il cosiddetto “ius sanguinis”, lo stesso che si applica in Italia. In nessuno Stato europeo si applica lo “ius soli puro”, ossia il diritto alla cittadinanza per nascita in un certo Stato.
Vi sono diverse versioni che cambiano da Stato a Stato e che rendono “temperato” o più o meno rigido il principio di base, che rimane ovunque quello dello ius sanguinis.

La Germania è lo Stato in cui lo ius soli è più forte, ma è comunque temperato da paletti sostanzialmente rigidi. Il diritto di base che viene seguito per l’attribuzione della cittadinanza rimane quello di sangue, ma possono diventare cittadini tedeschi tutti quei bambini nati da genitori extracomunitari, purché almeno uno dei due genitori abbia in mano un permesso di soggiorno permanente da tre anni e viva in Germania da almeno otto anni.

Il bambino che nasce in UK anche da un solo genitore già in possesso della cittadinanza britannica è automaticamente cittadino del Regno Unito. Una regola simile è prevista in irlanda mentre in Olanda, Francia, Belgio, Portogallo e Spagna, similarmente all’Italia si applica sostanzialmente uno ius sanguinis con alcuni correttivi e lo ius soli è debole.

Lo ius soli è stato storicamente adottato da Paesi come Stati Uniti, Argentina, Brasile e Canada. Paesi con una fortissima immigrazione ma, al contempo, con un territorio in grado di ospitare una popolazione maggiore di quella residente e che quindi storicamente hanno avuto bisogno di aumentarla. Condizioni del tutto difformi rispetto a quelle che riguardano il vecchio continente.

In Italia, il fenomeno dell’immigrazione, rispetto alle esperienze di Francia, Germania e Regno Unito, è relativamente recente. Mentre molto diffuso è il fenomeno dell’emigrazione, che oggi consente a cittadini sostanzialmente extracomunitari (pensate quanti brasiliani, argentini, uruguaiani, venezuelani, statunitensi ecc), con un discendente emigrato cento anni fa dal Bel Paese, di ottenere la cittadinanza italiana (quindi poter risiedere in qualsiasi Paese UE) sulla base dello ius sanguinis. Quindi esiste un problema legato anche all’applicazione del principio inverso, come lamentano ad esempio in UK dove tantissimi sudamericani vivono grazie alla cittadinanza italiana. Ovviamente è molto più italiano uno che in italia ci nasce e ci cresce rispetto ad uno che grazie ad un bisnonno ottiene la cittadinanza.

Adesso, alla fine di una pessima e anche illegittima legislatura, il PD porta al Senato un disegno di legge che fa definire dai media sullo “Ius Soli” anche se in realtà non lo è. Si tratta di una modifica dello “ius sanguinis temperato” che in italia già esiste, che collegherebbe l’acquisizione della cittadinanza a criteri discutibili come le condizioni economiche e l’alloggio (quindi che niente hanno a che vedere con l’essere nati in Italia), con il tempo di residenza nello Stato oppure con la partecipazione a cicli scolastici in Italia.
Immagino che vi starete chiedendo adesso per quale ragione lo chiamano “ius soli” e per quale ragione hanno fatto partire questo dibattito mediatico? Semplice, perchè dal punto di vista comunicativo questa storia gli sarà utilissima per trovare un argomento da campagna elettorale. Agli italiani focalizzarsi su un dibattito ideologico senza andare a verificare di cosa tratta in concreto piace e il sistema politico su questo ci campa da sempre.
Questa legge è una buona legge? Una modifica in positivo per l’Italia? Ha delle controindicazioni? Migliorerà la vita dei cittadini italiani e di quelli che legittimamente vogliono diventarlo?
Secondo noi questa legge serve solo a generare un pò di caciara ideologica agitando da una parte la minaccia della sostituzione etnica o del terrorismo, mentre dall’altra saranno usati i volti dei bambini ed i morti in mare per generare le emozioni più forti. Nel mezzo, schiacciati tra incudine e martello, rimangono il buon senso, la responsabilità, l’onestà intellettuale. Perché nulla ha a che fare questa legge con barconi o terroristi. C’è una sostanziale ipocrisia, perchè lo ius sanguinis è già temperato anche in Italia, la cittadinanza per chi è nato in Italia da genitori stranieri e risiede ininterrottamente fino a 18 anni è già un fatto acquisito ed al compimento del diciottesimo anno di età può decidere di diventare cittadino italiano, così come la cittadinanza acquisita dai genitori si trasferisce automaticamente ai figli minorenni che, in Italia, sono sempre tutelati che siano essi italiani o stranieri.

Purtroppo il Mondo non è fatto solo di rose e fiori e l’Italia, grazie anche a questa politica ipocrita che specula indegnamente su qualsiasi cosa, ha già dimostrato di essere facilmente permeabile a diverse forme di attività criminose portate avanti da bande criminali, partiti politici, trafficanti di uomini, rivenditori di bambine sposa ecc. Gente senza scrupoli che organizza questi viaggi della morte offrendo la chimera di una vita straordinaria in Italia a chi vuol lasciare il proprio Paese per migliorare le proprie condizioni di vita. Lo fanno con uno ius sanguinis abbastanza rigido, immaginate con uno ius soli che verrà raccontato all’esterno come più accessibile rispetto agli altri Paesi d’Europa, per questo è fondamentale adottare una soluzione unitaria a livello europeo, così come per il sistema d’asilo che è scaricato sui Paesi di frontiera.

Concedere la cittadinanza italiana significa concedere la cittadinanza europea, quindi un tema così delicato deve essere preceduto da una discussione ed una concertazione con gli stati dell’Unione Europea, per cercare regole uniformi. Renzi avrebbe potuto mettere in agenda europea questo passo in avanti nel momento in cui ha avuto la presidenza semestrale del Consiglio, così come avrebbe potuto insistere da Governo di uno degli Stati più importanti dell’UE. Invece no, piuttosto che cercare soluzioni preferiscono fare finta caciara ideologica in parlamento tra la presunta destra e la presunta sinistra, che dall’alto dei loro eterni privilegi fingono di litigare su problemi di cui non hanno minimamente idea.

Mentre i partiti mostrano agli italiani tutta la loro inutile essenza, ritengo che per noi sia più opportuno restare fuori dal loro squallido siparietto e invece pressare nelle sedi istituzionali opportune, ossia quelle europee, per provare a trovare in materia di cittadinanza soluzioni veramente efficaci e uguali per tutti.

Spero di essere stato esaustivo 😉

IUS SOLI, SI O NO?Se vuoi lo Ius Soli sei un comunista e se non lo vuoi sei un fascista. Continuo a sentire questi…

Pubblicato da Ignazio Corrao su Giovedì 15 giugno 2017


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