In Europa

AUSTRIA

 

Definizione del lavoro in nero

Le definizioni giuridiche in Austria sono contenute nel Codice penale, che definisce il “lavoro sommerso organizzato” come “assunzione professionale o collocamento di persone in occupazioni indipendenti o dipendenti senza la necessaria registrazione per l’assicurazione sociale o senza la necessaria licenza d’affari”.

La legge contro il dumping salariale e sociale mira a garantire condizioni di parità di retribuzione per tutti gli occupati in Austria e ad assicurare una concorrenza leale tra l´Austria e le compagnie straniere. Sono previste delle penali per le aziende nei casi in cui le retribuzioni non risultano sufficienti.

Caratteristiche del lavoro in nero

Esempi: salari fuori busta paga, falso lavoro part-time, salario insufficiente (quando le retribuzioni sono inferiori a quanto previsto nei contratti collettivi).

Le retribuzioni inadeguate sono controllate dalla “Legge contro il dumping salariale e sociale” (LSD-BG), che comprende tutte le forme di stipendi e salari che sono inferiori agli accordi collettivi.

Il suo scopo è quindi quello di combattere il sottopagamento e i vantaggi competitivi di società straniere o agenzie temporanee straniere che inviano lavoratori in Austria.  Tra il 2011 (inizio dell’attuazione dell’LSDB-G) e la fine di novembre 2016, sono documentate circa 1.950 segnalazioni relative a pagamenti insufficienti (che interessano 7.308 lavoratori). Esistono oltre 1100 decisioni finali relative a pagamenti insufficienti che riguardano circa 2.300 lavoratori, di cui quasi il 64% proviene dall’estero.

Buone pratiche

L’Austria ha stabilito un distinto regime di controllo per quanto riguarda i salari, i contributi fiscali e di sicurezza sociale connessi. La pietra angolare è l’LSDB-G, che è visto dagli esperti di diversi settori come una base essenziale contro le pratiche di dumping e lavoro sommerso, con effetti preventivi e benefici universali. Da quando è entrata in vigore la legge (2011), sono state documentate migliaia di segnalazioni relative a retribuzioni inadeguate, che colpiscono oltre 7.000 lavoratori. Le decisioni finali relative al pagamento insufficiente riguardano circa 2.300 lavoratori, la somma delle sanzioni ammonta a 7.318.190 EUR. Ulteriori 6.049.698 EUR sono stati imposti per mancata collaborazione con le autorità di controllo o documenti di lavoro mancanti.

Sfide e barriere

Esistono diverse sfide per affrontare il lavoro sommerso. Tra le altre ragioni, si sostiene spesso che un carico fiscale troppo elevato sul lavoro porta al lavoro sommerso, ma è ancora troppo presto per dire se le riforme fiscali possono portare a una riduzione del lavoro sommerso.

 

BELGIO

 

Definizione del lavoro in nero

La legislazione belga non fornisce una definizione precisa del lavoro in nero. Tuttavia, una definizione generale può essere trovata nel Codice Penale Sociale belga. Quest’ultimo definisce il lavoro in nero come “tutto il lavoro svolto in violazione della legislazione sociale di competenza delle autorità federali”

Caratteristiche del lavoro in nero

I principali settori in Belgio in cui è stato rilevato il lavoro in nero riguardano il settore delle costruzioni e il settore HORECA (Alberghi, Ristoranti e Ristorazione).

Il settore della lavorazione della carne dà anche un importante contributo al lavoro sommerso. Il governo presta particolare attenzione ai settori dell’edilizia, della pulizia, del trasporto di passeggeri e della sicurezza concludendo accordi settoriali con le parti sociali

Buone pratiche

Dal 2016 un nuovo sistema è stato introdotto nei ristoranti del settore HORECA. Ciò richiede che tutti i ristoranti vengano registrati mediante l’uso di una cosiddetta “scatola nera” che registra gli ordini dei clienti non appena viene pagato il conto, qualunque sia il metodo di pagamento utilizzato. L’obiettivo è evitare l’evasione fiscale. Il contenuto della “Black Box” viene poi trasferito direttamente alla contabilità dei datori di lavoro e può essere controllato dall’amministrazione. Il Black Box registra anche il numero di ore lavorate dal personale.

Sfide e barriere

La strategia di un approccio mirato limita l’efficienza della lotta contro il lavoro sommerso, anche se l’utilizzo del datamining aiuterà a concentrarsi sui settori o le imprese più rischiose.

Uno degli ostacoli è certamente la dimensione delle risorse umane utilizzate nelle operazioni di controllo: 900. Questo numero deve essere confrontato con il numero di potenziali lavoratori “a rischio”.

La sfida più importante è il dumping sociale, spesso implicato dall’uso di lavoratori distaccati.

 

BULGARIA

 

Definizione del lavoro in nero

In Bulgaria non esiste una definizione comune di lavoro sommerso adottata e applicata a livello nazionale. Il lavoro in nero è generalmente considerato come una parte significativa dell’economia informale, che comprende attività economiche legali per la produzione e lo scambio di beni e servizi, ma che evita la regolamentazione statale, la tassazione, i contributi e il controllo della sicurezza sociale.

 

Caratteristiche del lavoro in nero

Lavorare senza un contratto di lavoro, con un salario ufficiale inferiore al salario reale; assunzioni in base alla soglia minima di assicurazione per il rispettivo lavoro; dichiarare i contratti di lavoro come lavoro part-time invece che a tempo pieno.

 

Buone pratiche

Le valutazioni del trattamento del rischio hanno mostrato che le misure generali di controllo non erano particolarmente efficaci e hanno portato a una riduzione insignificante dei contributi di previdenza sociale persi durante l’intero periodo di trattamento. Il trattamento non riduce la proporzione di persone a rischio. È stato registrato un aumento dei salari dichiarati, ma erano ancora significativamente inferiori rispetto al loro valore effettivo.

 

Sfide e barriere

Migliorare la consapevolezza dei lavoratori dipendenti sulla legislazione in materia di lavoro e previdenza sociale e sulla tutela giuridica dei diritti dei lavoratori, nonché incentivare la fiducia nelle istituzioni pubbliche.

 

CROAZIA

 

Definizione del lavoro in nero

La definizione del lavoro sommerso in Croazia segue la definizione stabilita a livello dell’UE (qualsiasi attività retribuita che sia legittima per la sua natura ma non dichiarata alle autorità pubbliche), ed è utilizzata da tutte le istituzioni impegnate nella progettazione e nell’attuazione di attività volte alla lotta al lavoro sommerso.

 

Caratteristiche del lavoro in nero

Le forme più comuni di lavoro sommerso in Croazia includono lo svolgimento di attività commerciali senza registrazione, salari “fuori busta paga” (envelope wages) e immigrati clandestini che lavorano. Il numero più elevato di violazioni della legge sul lavoro del 2014 è stato registrato nei settori della ristorazione, del commercio e dell’edilizia, ma i dati disponibili sulla portata e le specificità del lavoro sommerso in Croazia sono piuttosto limitati e basati su stime e ipotesi differenti. Si può concludere che i principali motivi del lavoro sommerso in Croazia includono un basso tasso di occupazione e la mancanza di opportunità di lavoro, nonché tasse e contributi obbligatori relativamente alti sui salari.

 

Buone pratiche

Probabilmente la migliore pratica per affrontare il lavoro sommerso in Croazia è stata l’introduzione della cooperazione di tutti i ministeri competenti nell’area, sotto la Commissione per la prevenzione del lavoro sommerso. Dal 2014 la Commissione pubblica relazioni annuali sulle misure condotte per combattere il lavoro sommerso, che offre una panoramica delle attività svolte da tutti gli organismi e le istituzioni pertinenti e facilita il monitoraggio dei loro effetti sulla diminuzione del lavoro sommerso in Croazia.

 

Sfide e barriere

Gli oneri fiscali e amministrativi in ​​Croazia sono ancora elevati, il che contribuisce in modo significativo allo sviluppo dell’economia e del lavoro sommerso. Negli ultimi anni sono stati realizzati significativi sviluppi nel settore della lotta al lavoro sommerso, principalmente attraverso l’adozione di una legislazione pertinente, la semplificazione delle procedure e la centralizzazione di tutte le attività sotto la supervisione della Commissione per la lotta al lavoro sommerso. Una ulteriore semplificazione dei regolamenti pertinenti, nonché la diminuzione dei contributi e delle imposte sul lavoro potrebbero influenzare positivamente la diminuzione del lavoro sommerso. Concentrarsi maggiormente sulla prevenzione delle cause, piuttosto che sugli effetti negativi del lavoro sommerso, potrebbe far risparmiare sui costi delle ispezioni e delle procedure giudiziarie.

 

CIPRO

 

Definizione del lavoro in nero

La definizione di lavoro sommerso consiste nel lavoro retribuito e legale che non è dichiarato e non segnalato. A Cipro esiste una zona grigia che circonda la definizione di “legale” che dovrebbe essere evidenziata. Un’attività potrebbe essere pubblicamente legale ma potrebbe violare gli impegni contrattuali individuali in termini di occupazione.

La maggior parte delle preoccupazioni ufficiali riguardano l’impiego di lavoratori come gli immigrati clandestini, i richiedenti asilo che svolgono attività legali retribuite quando non dovrebbero

Caratteristiche del lavoro in nero

I principali tipi di lavoratori impegnati nel lavoro sommerso includono: immigrati clandestini impiegati in attività legali, come l´edilizia, e ricevono salari fuori busta; i lavoratori autonomi (compresa una vasta gamma di professioni e vocazioni) il cui lavoro non è segnalato o è sottostimato; lavoratori pagati a titolo legale che svolgono lavori non dichiarati e per i quali non sono versati i contributi previdenziali; quelli che ricevono sussidi di disoccupazione e sicurezza sociale che detengono posti di lavoro non dichiarati.

 

Buone pratiche

I risultati suggeriscono che le ispezioni e le condanne sembrano essere strumenti potenti ed efficaci, ma ci sono pochissime informazioni pubbliche disponibili al riguardo.

 

Sfide e barriere

Diversi problemi rendono difficile combattere il lavoro sommerso. Innanzitutto, Cipro è nel mezzo di una crisi senza precedenti con alti livelli di disoccupazione. In questo contesto, il lavoro sommerso può offrire un’opzione per i datori di lavoro le cui attività non sopravvivrebbero altrimenti e per i dipendenti che non sarebbero altrimenti impiegati. In secondo luogo, il problema politico continua ad assorbire molte risorse che potrebbero essere state dedicate ad altre questioni importanti, tra cui il lavoro sommerso. In terzo luogo, un certo numero di servizi governativi non viene fornito secondo standard sufficientemente elevati; le persone ritengono di conseguenza che le loro tasse non siano ben spese, corrodendo il fondamento morale della lotta contro il lavoro sommerso. Ovviamente, si stanno facendo tutti gli sforzi necessari per rimuovere tutti questi ostacoli.

 

REPUBBLICA CECA

 

Definizione del lavoro in nero

Nella Repubblica ceca, non esiste una definizione legale locale del lavoro sommerso. La legge sull’occupazione definisce il lavoro illegale come lavoro dipendente eseguito al di fuori di un contratto di lavoro o eseguito da uno straniero senza un permesso di lavoro o di soggiorno valido.

 

Caratteristiche del lavoro in nero

I principali tipi di pratiche prese di mira dalle autorità di controllo del lavoro sono i rapporti tra datori di lavoro e dipendenti in mancanza di contratti di lavoro scritti e l’assenza di permessi adeguati per l’impiego di lavoratori stranieri.

 

Buone pratiche

Gli esempi di buone pratiche identificati negli ultimi anni sono stati inclusi nella metodologia unificata per l’ispezione della legalità dell’impiego.

 

Sfide e barriere

Riteniamo che la mancanza di dati sulla gestione del fenomeno del lavoro sommerso tra le varie autorità statali sia un grosso ostacolo all’identificazione degli obiettivi per le ispezioni sul lavoro o finanziarie da parte delle autorità fiscali.

Gran parte della discussione nel paese si concentra sull’aggiornamento del Codice del lavoro e della legge sull’occupazione per promuovere la pratica delle ispezioni sul lavoro nel settore. In prospettiva, un’ulteriore condivisione dei dati assumerà un ruolo chiave.

 

DANIMARCA

 

Definizione del lavoro in nero

Le autorità fiscali danesi definiscono il lavoro in nero come tutte quelle attività produttive legali che non sono segnalate e tassate in base alla legislazione vigente. Se le attività non dichiarate coinvolgono stranieri senza permesso di lavoro, rientrano anche nella categoria di lavoro illegale.

 

Caratteristiche del lavoro in nero

Secondo un sondaggio, circa il 40% della popolazione nel 2014 ha acquistato servizi tramite il lavoro sommerso. La maggior parte dei servizi è stata pagata in contanti (26%). Il sondaggio non contiene dati dettagliati sulle varie forme di lavoro in nero per settore, ma nei sondaggi dal  1992 al 2008, il 29% delle persone coinvolte nel lavoro in nero ha dichiarato che i settori più colpiti erano edilizia, alberghi e ristoranti (17%), servizi pubblici e personali (13%), pulizia (11%) e agricoltura (incluso il giardinaggio), pesca e estrazione (11%).

 

Buone pratiche

Data la diminuzione del lavoro non dichiarato negli ultimi anni, si è tentati di indicare gli effetti della nuova legislazione introdotta nel 2012. Vi è una crescente consapevolezza dei rischi di essere soggetti a sanzioni a seguito di controlli quando si acquistano servizi dal lavoro in nero. Un fattore positivo riguarda anche il limite di EUR 1 343 (DKK 10 000) destinato al pagamento di servizi in contanti.

 

Sfide e barriere

Il lavoro sommerso ha un ruolo piuttosto limitato sul mercato del lavoro danese. Inoltre sembra che la quantità di lavoro sommerso come percentuale del PIL sia in calo. Una spiegazione plausibile è il controllo intensificato e mirato e le ispezioni da parte delle autorità e l’aumento del numero di strumenti giuridici applicati nel controllo e nel perseguimento del lavoro sommerso.

 

ESTONIA

 

Definizione del lavoro in nero

In linea di principio, non esiste una definizione ufficiale (positiva) del lavoro sommerso. La legislazione stabilisce i diritti e gli obblighi relativi al lavoro e ai servizi e fornisce direttamente il quadro normativo e le pratiche da seguire per lavoratori, dipendenti, fornitori di servizi e datori di lavoro.

 

Caratteristiche del lavoro in nero

In seguito al sondaggio della camera di commercio estone nel 2016 (336 intervistati), il principale incentivo al lavoro nero per i datori di lavoro è l´alta tassazione (57,3.

 

Buone pratiche

Non ci sono valutazioni politiche sugli interventi per affrontare il lavoro sommerso. Tuttavia, il Registro del Lavoro è considerato una buona pratica in quanto si tratta di una misura nuova e innovativa nel quadro politico estone, che dovrebbe aumentare il rispetto delle normative sul lavoro e fiscali.

 

Sfide e barriere

Secondo lo studio Shadow Economy in Estonia 2016, il 42% di coloro che non si accontentano di ricevere i salari sotto forma di contante, hanno dichiarato che avrebbero perso il lavoro se si fossero opposti. Ne consegue che una maggiore tutela e impegno a livello istituzionale sono un fattore decisivo per contrastare il lavoro sommerso.

 

FINLANDIA

 

Definizione del lavoro in nero

In Finlandia il lavoro non dichiarato è definito come lavoro che viene pagato ma non dichiarato all’amministrazione fiscale. L’ “economia sommersa” è un concetto più ampio che consiste in stipendi non dichiarati, redditi non dichiarati e dividendi nascosti.

 

 Caratteristiche del lavoro in nero

Il principale tipo di lavoro non dichiarato è “fuori busta paga” (envelope wages) e il lavoro occulto nei settori dell’edilizia, dell’alloggio e della ristorazione. Anche i settori dell’intrattenimento e del settore immobiliare sono stati identificati come campi di lavoro occulto. Un’area particolare è il lavoro di ristrutturazione delle famiglie ottenuto dalle piccole imprese di costruzione o dai lavoratori autonomi, che spesso rimane non dichiarato. Il lavoro illegale dei migranti non costituisce un problema in Finlandia, ma il lavoro sottopagato si, principalmente nei settori dell’edilizia e della ristorazione.

 

Buone pratiche

Le misure dirette al settore delle costruzioni come l’imposta sul valore aggiunto e la legge sulla responsabilità del contraente hanno avuto risultati positivi. L’imposta sul valore aggiunto inversa significa che il cliente paga l’IVA allo stato anziché all’appaltatore nel settore delle costruzioni.

 

Sfide e barriere

Una sfida chiave in Finlandia è la crescente dimensione dell´ economia sommersa, sebbene le stime siano controverse e imprecise. Il lavoro sommerso è particolarmente diffusa nel settore delle costruzioni, ma si sta diffondendo anche in altri settori. La crisi economica, l’elevata aliquota fiscale e il mercato del lavoro inflessibile e le trappole di incentivi creano anche le condizioni per il lavoro sommerso.

 

FRANCIA

 

Definizione del lavoro in nero

Il lavoro illegale coinvolge una serie di diversi tipi di frodi, che contravvengono o abusano di regole elementari legate all’attività professionale indipendente, nonché di regole legate all’assunzione o all’impiego di dipendenti.

Se un’impresa non è registrata nel Registro delle imprese (Registre du commerce) e nel Registro delle professioni (Registre des métiers) quando ciò è obbligatorio, o se non dichiara la sua attività agli organismi di protezione sociale o all’amministrazione fiscale, questo è classificato come “attività dissimulata”. Se un datore di lavoro non rilascia una dichiarazione agli organismi ufficiali per l’assunzione dei suoi dipendenti, non presenta una busta paga per ciascun dipendente e / o non fornisce il numero corretto di ore di lavoro, questo viene anche considerato come lavoro dissimulato.

Il lavoro dissimulato è penalizzato con un massimo di tre anni di reclusione e una multa di EUR 45.000 per i privati e EUR 225.000 per le imprese. Sono altresì previste pene aggiuntive di interdizione delle società di gestione per cinque anni, contributi sociali extra e sanzioni da pagare.

 

Caratteristiche del lavoro in nero

La lotta contro il lavoro illegale è diventata più efficace negli ultimi anni, con meno controlli ma più mirati ed efficienti.

Nel 2014 – l’anno più recente con dati disponibili – 57.300 aziende sono state ispezionate, di cui il 38% facenti parte del settore delle costruzioni, il 25% del settore alberghiero e della ristorazione e il 18% del settore agricolo. Sono stati individuati circa 15.300 reati di lavoro illegale, di cui il 75% per lavoro in nero e il 13% per l’impiego di uno straniero senza permesso di lavoro.

In pratica, i lavori dissimulati riguardano principalmente casi di sottostima dei dipendenti o sottostima degli orari di lavoro. In due terzi dei casi, il reato riguarda l’omissione intenzionale di completare la dichiarazione di assunzione ufficiale.

 

Buone pratiche

La rapidità ed efficacia delle nuove sanzioni amministrative rappresenta uno dei punti più forti. Tra luglio 2015 e dicembre 2016 sono state comminate 1.077 multe per un importo totale di 5,7 milioni di euro. Il forte aumento delle sanzioni amministrative é una conseguenza della legge del 10 luglio 2014. Il settore più sanzionato risulta quello delle costruzioni, con il 75% delle ammende comminate.

 

Sfide e barriere

Negli ultimi anni la lotta contro il lavoro illegale e le frodi ai lavoratori distaccati ha beneficiato di un considerevole rafforzamento del proprio assetto legale grazie a diverse leggi.

Queste misure stanno già producendo effetti positivi significativi. Tuttavia, sebbene gli aggiustamenti siano necessari, la sfida è ora più nell’attuazione di questo nuovo quadro (e delle relative sanzioni) piuttosto che nel miglioramento del quadro legislativo.

 

GERMANIA

 

Definizione del lavoro in nero

In Germania, il lavoro non dichiarato è definito dalla legge del 2004 per combattere l’occupazione clandestina. La legge si applica al datore di lavoro, all’imprenditore o al lavoratore autonomo che non ha dichiarato il proprio reddito derivante da servizi o lavori alla pertinente autorità di sicurezza sociale, o che non soddisfa i suoi obblighi fiscali, o che non ha versato contributi.

 

Caratteristiche del lavoro in nero

A seconda del settore e del tipo di occupazione, il lavoro sommerso in Germania può assumere diverse forme, come ad esempio le violazioni della legge sui lavoratori distaccati, con salari corrisposti al di sotto degli accordi collettivi sui salari minimi in diversi settori. Altre infrazioni comuni riguardano la non conformità rispetto ad altre norme minime relative alle condizioni di lavoro (ad esempio ferie, indennità di ferie, orario di lavoro, sicurezza sul posto di lavoro). Tra le segnalazioni di infrazioni, la registrazione errata delle ore lavorative è risultata molto frequente.

 

Buone pratiche

Tra le buone pratiche, particolarmente degne di menzione sono la cooperazione interistituzionale, l’ampio consenso tra le parti sociali e le alleanze settoriali e regionali per combattere il lavoro sommerso.

Secondo l’Amministrazione federale delle dogane, l’obbligo per i datori di lavoro di dichiarare immediatamente l’impiego di lavoratori presso le istituzioni di sicurezza sociale ha avuto effetti molto positivi.

 

Sfide e barriere

Le risorse umane per l’attuazione dei controlli potrebbero diventare un problema, soprattutto se le competenze dell’Amministrazione federale delle dogane venissero ulteriormente ampliate.

 

GRECIA

 

Definizione del lavoro in nero

Il termine più usato in Grecia per descrivere le attività economiche e occupazionali non osservate (ombra) è “economia sommersa” (παραοικονομία). L’economia sommersa comprende sia attività prevalentemente legali che criminali che presentano una caratteristica comune: non sono dichiarate alle autorità perché sono illegali di per sé, o per evitare di pagare tasse e contributi.

 

Caratteristiche del lavoro in nero

Si ritiene che il lavoro in nero in Grecia sia molto concentrato in un numero limitato di settori e occupazioni, in particolare in agricoltura, edilizia, commercio, settore alberghiero e di ristorazione e lavoro domestico. Il lavoro irregolare è più diffuso nel settore dell´edilizia, con lavoratori clandestini che di solito comprendono studenti, disoccupati registrati, titolari di più di un lavoro e soprattutto stranieri (sia legali che illegali). Si registra un’ampia tolleranza di lavoro irregolare nell´edilizia da parte della società greca, dal momento che la maggior parte dei lavori di ristrutturazione e manutenzione delle famiglie vengono eseguiti da imprenditori non registrati.

 

Buone pratiche

La registrazione di tutti i flussi di lavoro su un database (ERGANI) sembra essere un buon esempio di politica.

 

Sfide e barriere

Secondo i dati disponibili, il lavoro sommerso è molto diffuso in Grecia e il compito di ridurne le dimensioni costituisce una grande sfida per le autorità. Nonostante gli sforzi per combattere il lavoro sommerso, è comunemente riconosciuto che i governi precedenti e le misure del passato non sono riusciti ad affrontare positivamente il fenomeno e che il lavoro irregolare, con tutte le sue conseguenze, continua a prosperare. Il lavoro sommerso dovrebbe essere trattato non solo come un fenomeno puramente economico ma anche sociale.

 

IRLANDA

 

Definizione del lavoro in nero

Il lavoro in nero non è definito nella legge irlandese, né specificamente regolamentato o affrontato dall’amministrazione irlandese. L’Agenzia delle entrate definisce l’“economia sommersa” come “attività in relazione alla quale le imprese e le persone conducono pratiche inappropriate con l’obiettivo di non rispettare i loro obblighi legali relativi a questioni quali tasse, licenze e impiego. L’attività di economia sommersa comprende il non dichiarare (o dichiarare parzialmente), una fonte di reddito di modo da evitare tasse e altri oneri.

 

Caratteristiche del lavoro in nero

I principali settori che in Irlanda sono coinvolti nel lavoro sommerso sono quelli ad alta intensità di lavoro e dove la concorrenza dei costi è forte, come ad esempio l’edilizia, i servizi domestici, il settore alberghiero, la ristorazione, l’agricoltura, la vendita al dettaglio e l’industria alimentare e delle bevande.

 

Buone pratiche

La condivisione dei dati tra le agenzie e l’analisi dei dati ha reso più efficiente il rilevamento e la prevenzione del lavoro sommerso.

 

Sfide e barriere

Il lavoro in nero e l’attività economica sommersa tendono ad aumentare durante le recessioni e i periodi di alta disoccupazione. Mentre la disoccupazione in Irlanda è diminuita dal 2012, rimane relativamente alta all’8,8%.

 

 ITALIA

 

Definizione del lavoro in nero

In Italia non esiste una definizione univoca di lavoro in nero, come definito dalla legge. Dal punto di vista giudiziario, il lavoro in nero è un’attività regolare e remunerata che non è stata dichiarata alle autorità competenti. Secondo l’Istat, i servizi professionali che non rispettano le regole fiscali sono considerati irregolari.

In questa prospettiva, la definizione ISTAT può essere più rilevante. L’intesa comune è che il lavoro illecito dovrebbe essere sempre considerato come la somma di:

  1. lavoro “nero”, quando il lavoratore non ha alcun contratto ed è totalmente sconosciuto alle autorità fiscali e di controllo e, di conseguenza, non gode di alcuna protezione legale;
  2. lavoro “grigio“, quando il lavoratore viene regolarmente assunto, ma la quantità di ore lavorative dichiarate è inferiore a quelle effettive o la remunerazione dichiarata è inferiore alla somma percepita.

 

Caratteristiche del lavoro in nero

In Italia, una caratteristica cruciale del lavoro illegale deriva dall’incidenza del lavoro part-time sul totale dell’occupazione. Secondo uno studio pilota condotto dall’Istat, un contratto su cinque a tempo parziale corrisponde a contratti a tempo pieno, ma include anche una sottovoce degli importi imponibili e del salario in contanti, poiché le ore di lavoro effettive superano le ore dichiarate del 40%. Inoltre, nei falsi contratti part-time, la paga per ora è inferiore alla retribuzione dei dipendenti a tempo pieno.

L’occupazione dei migranti sta diventando sempre più comune in Italia. Uno studio di Isfol, basato sui risultati di un’indagine su un campione di lavoratori che non lavorano regolarmente, indica che il 55% dei lavoratori migranti irregolarmente assunti dichiara di essere sottopagato. Il lavoro nero tra i migranti coinvolge principalmente gli uomini, mentre per quanto concerne il lavoro “grigio”, la distribuzione tra uomini e donne si aggira intorno al 50%. Ciò si verifica perché i lavoratori maschi tendono ad essere impiegati nei settori in cui il lavoro “nero” è altamente concentrato, come l’agricoltura e l´edilizia.

Per quanto riguarda le fasce di età, sia l’occupazione nera che quella grigia sono concentrate nella fascia d’età 25-34. La manodopera in nero è concentrata nell’Italia meridionale (61%), mentre l’occupazione “grigia” è concentrata nelle regioni settentrionali (65%). I migranti meno istruiti sono più esposti al rischio di lavorare in nero, mentre i livelli di istruzione più alti rappresentano una sorta di protezione dalle condizioni di sfruttamento.

Un altro fenomeno peculiare è il reclutamento illegale di lavoratori agricoli per salari molto bassi (“Caporalato”): dove un mediatore, spesso legato a organizzazioni criminali, fornisce illegalmente posti di lavoro a questi lavoratori, che sono per lo più migranti irregolari, e trattiene una percentuale dei loro guadagni. Questa costituisce una forma estrema di lavoro nero, molto vicina alla schiavitù poiché la paga per ora è di 2,5-3 euro.

L’agricoltura è tradizionalmente un settore con un alto tasso di lavoro in nero a causa del suo carattere stagionale e perché i lavoratori sono assunti su base giornaliera.

Il lavoro in nero registra alti tassi anche nel settore dell´edilizia. Il più alto aumento di occupazione irregolare è stato osservato proprio in questo settore: dal 13,5% nel 2011 al 15,4% nel 2013 (dati Istat, 2015).

 

I principali motivatori del lavoro in nero in Italia possono essere raggruppati in:

  1. motivatore economico: il lavoro in nero consente alle persone di massimizzare il reddito dell’impresa e di evitare tasse e oneri contributivi;
  2. motivatore amministrativo: il lavoro in nero è favorito dall’abuso di forme flessibili di lavoro e la diffusione dei subcontratti rende più facile per i datori di lavoro abusare di tali contratti flessibili.
  3. motivatore culturale: in alcune aree, principalmente nel Sud Italia, l’economia sommersa è tollerata e il lavoro in nero è percepito come un mezzo di assistenza reciproca tra datori di lavoro e dipendenti.

Secondo un sondaggio di Eurobarometro del 2014, il 33% degli intervistati ritiene che tasse e contributi siano troppo alti, mentre il 32% crede che la mancanza di posti di lavoro regolari sia tra i principali fattori che determinano e incentivano il lavoro illegale; infine il 22% ritiene che i salari nei normali posti di lavoro siano troppo bassi.

La rapida evoluzione dell’immigrazione è iniziata negli anni ’90 e ha ulteriormente accresciuto il dualismo del mercato del lavoro regolare e irregolare, dal momento che i migranti sono molto più disposti rispetto ai cittadini italiani ad accettare qualsiasi forma di occupazione.

 

Buone pratiche

Un esempio di buona pratica in Italia riguarda la lotta contro tutte le forme di lavoro illecito, con un focus anche sul caporalato. Sono state istituite task force locali ad hoc nei mesi estivi e autunnali per affrontare la mediazione occupazionale illegale in agricoltura e nelle aree turistiche. Le task force sono formate da ispettori e forze di polizia e sono state concentrate nelle aree più a rischio di violazioni. Questa esperienza consente uno scambio di pratiche ed esperienze tra ispettori che lavorano in diversi contesti.

 

Un altro importante progetto diretto dall’INPS e in collaborazione con il Ministero del lavoro e delle Politiche sociali, il Ministero della Difesa, il Ministero dell’Agricoltura e l’Ispettorato nazionale del lavoro, è rappresentato dalla “Rete di lavoro agricolo di qualità”, finalizzata alla selezione di aziende agricole e altri soggetti che, in possesso dei requisiti necessari per la registrazione, si distinguono per il rispetto delle norme lavorative, della legislazione sociale, delle imposte sul reddito e dell’imposta sul valore aggiunto.

 

Altri progetti pilota sulla certificazione etica della filiera agroalimentare finanziati dal “PON Inclusione” stanno per partire nelle regioni ad alto rischio come la Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata e Campania.

 

Sfide e barriere

Una sfida rilevante è quella di stabilire un sistema misto di approcci che siano adattati a target diversi (donne, giovani e migranti), di modo da ridurre gli incentivi a lavorare irregolarmente.

La sfida più grande rimane comunque il background culturale, poiché qualsiasi cambiamento legislativo e politico non sarà pienamente efficace fino a quando il lavoro irregolare non sarà considerato come un problema socio-economico rilevante.

Per questo motivo la sfida più importante in Italia è quella di attivarsi e lavorare uniti per invertire la preoccupante tendenza dei Neet e della fuga di cervelli.

 

LETTONIA

 

Definizione del lavoro in nero

Non esiste una definizione del lavoro sommerso nella legislazione lettone.

Il ministero del Welfare, l’ispettorato del lavoro statale (SLI) e l’amministrazione statale delle entrate usano la definizione “lavoro legale per sua natura, ma senza un accordo scritto di lavoro e / o senza notifica (registrazione) al servizio delle entrate dello Stato”.

 

Caratteristiche del lavoro in nero

I principali tipi di lavoro sommerso in Lettonia riguardano i salari fuori busta e i dipendenti non dichiarati. Secondo l´ SLI, vi è uno spostamento dalla pratica del lavoro senza contratto e senza alcuna registrazione dei lavoratori all´agenzia delle entrate a quello di concludere contratti di lavoro part-time, quando in realtà gli operai lavorano a tempo pieno e addirittura talvolta anche oltre (straordinari).

Secondo lo studio di Sauka e Putniņš1, che è la principale fonte locale di dati sull’economia sommersa in Lettonia, nel 2016 l’economia sommersa era stimata al 20,3% del PIL e i salari fuori busta rappresentavano il 40,2%, mentre il 17,7% era costituito da dipendenti non dichiarati.

 

Buone pratiche

Cambiamenti nei regolamenti che richiedono la registrazione di un lavoratore almeno 1 ora prima dell’occupazione, possibilità per l´ SLI di verificare queste informazioni e imporre anche una multa per non conformità. Ciò ha probabilmente contribuito a ridurre il fenomeno del lavoro irregolare, sebbene non vi siano dati che lo confermino ufficialmente.

 

 Sfide e barriere

La principale forma di lavoro irregolare in Lettonia, il pagamento fuori busta paga, è stata a malapena affrontata, quindi è difficile trovare buone pratiche in questo settore.

La sfida principale della Lettonia è sistemica: sia l´atteggiamento dei cittadini nei confronti dell’evasione fiscale che la conformità fiscale sono insoddisfacenti, innescando un circolo vizioso in cui i pagamenti fuori busta sono pagati da un’impresa perché la maggior parte delle altre imprese fa altrettanto.

 

LITUANIA

 

Definizione del lavoro in nero

La nozione di lavoro sommerso non è definita nella legislazione lituana

L’attuale codice del lavoro della Repubblica di Lituania (LC) fornisce solo la definizione di lavoro illegale, definito come lavoro che soddisfa almeno una delle caratteristiche seguenti:

  1. lavoro viene eseguito senza la conclusione di un contratto di lavoro per iscritto;
  2. il datore di lavoro non ha informato il Consiglio statale di assicurazione sociale (SSIFB) dell’inizio del rapporto lavorativo almeno un giorno prima dell’inizio previsto;
  • il lavoro è svolto da cittadini stranieri, cittadini di paesi terzi (TCN) o apolidi impiegati senza rispettare la procedura del loro impiego stabilita dagli atti normativi vigenti.

 

  Caratteristiche del lavoro in nero

  1. Infrazioni relative alla registrazione e all’organizzazione del lavoro (mancata registrazione di tutte le ore lavorate, registrazione non registrata o impropria degli straordinari, lavoro notturno e / o lavoro nei giorni festivi, inosservanza dei requisiti relativi all’organizzazione del lavoro e al tempo di riposo, ecc.). Infrazioni di questo tipo hanno rappresentato il 74% di un totale di 1.208 violazioni nei rapporti di lavoro registrate dallo SLI in Lituania nel 2016.
  2. Infrazioni relative alla retribuzione del lavoro (salario fuori busta paga, formulazione inappropriata dei contratti di lavoro con conseguente retribuzione errata per lavoro e mancato pagamento delle imposte allo Stato, ecc.)

 

Buone pratiche

Per ridurre i rischi relativi alla mancata registrazione di tutte le ore lavorate dai dipendenti e il pagamento di una parte del salario fuori busta paga, viene applicato da diversi anni un complesso modello di sanzioni, conosciuto come il modello “Warned to Choose”. I contribuenti a rischio, selezionati da una decisione di gruppo di lavoro interdipartimentale, hanno ricevuto più di 40.000 lettere di avvertimento. Questa misura sembra avere dato i suoi frutti, dal momento che nelle società in cui è stato applicato il modello sopra menzionato, i salari medi sono aumentati di circa il 24% nel quarto trimestre 2016 rispetto al quarto trimestre 2015.

 

Sfide e barriere

Una delle sfide riguarda il numero di lavoratori stranieri non dichiarati (illegali) che sta crescendo in Lituania. Una tendenza recente riguarda gli ucraini, che ottengono visti in agenzie agenzie di viaggio polacche e vanno a lavorare in Lituania. Non consapevoli dei loro diritti e non conoscendo la lingua lituana, vivono e lavorano spesso in condizioni disumane e non sono adeguatamente pagati per il lavoro svolto.

 

LUSSEMBURGO

 

Definizione del lavoro in nero

Il lavoro non dichiarato, riferito nel contesto della legge lussemburghese più precisamente come lavoro clandestino, è definito

  1. per i lavoratori autonomi come l’attività su base autonoma di qualsiasi professione senza essere in possesso di autorizzazione;
  2. per i lavoratori dipendenti, quando il lavoratore dipendente è a conoscenza del fatto che il datore di lavoro non possiede l’autorizzazione prevista dalla legge o sa che la sua posizione di dipendente è illegale secondo le leggi in materia di detrazioni sulle retribuzioni o in materia di sicurezza sociale.

 

Caratteristiche del lavoro in nero

I dati dell’Ispettorato nazionale del lavoro per il 2016, relativi a controlli e indagini, mostrano che i settori della ristorazione, degli alloggi, dei trasporti, del commercio e dell´edilizia sono i settori in cui è stato maggiormente rilevato il lavoro sommerso.

Tuttavia, per via della scarsità di materiale e dati disponibili, è impossibile tracciare un quadro generale della situazione.

Una ricerca approfondita ha rivelato che il tema è ancora sottovalutato e mancano dati qualitativi sulle motivazioni del lavoro illegale. Il lavoro non dichiarato in Lussemburgo è difficile da misurare e esistono soltanto stime parziali con pochi componenti studiati. Tuttavia da uno studio é emerso che la maggior parte dei motivi alla base del lavoro illegale sono collegati a ragioni economiche, come ad esempio il fatto che il lavoro non dichiarato consente di evitare il pagamento di contributi sociali e di conseguenza aumentare le entrate della società. Per i datori di lavoro, in particolare, il lavoro illegale è identificato come mezzo per evitare i costi del personale.

 

Buone pratiche

Non è stato identificato alcun caso di buona pratica riguardante la lotta contro il lavoro non dichiarato. Ciononostante, i dati disponibili analizzati per questa scheda evidenziano la forte cooperazione tra le varie amministrazioni e la mobilitazione in caso di controlli, nonché l’incorporamento del lavoro non dichiarato nel codice nazionale del lavoro.

 

Sfide e barriere

Le sfide e barriere principali posso essere raggruppate in due categorie. La prima riguarda il livello amministrativo e si concentra sull’aspetto formativo degli agenti che si occupano dei controlli. Il miglioramento della formazione è una questione centrale nei dibattiti critici intorno all’attuale riforma ITM, soprattutto perché la figura professionale di un ispettore non esiste in Lussemburgo. Il secondo gruppo riguarda principalmente l’evoluzione del mercato del lavoro e delle sfide annesse, come l’emergere di nuovi settori (ICT, logistica) e di questioni legate alla migrazione.

 

MALTA

Definizione del lavoro in nero

La legislazione maltese non fornisce una definizione di lavoro sommerso. I documenti governativi menzionano occasionalmente il termine, ma non forniscono una definizione. In altre occasioni, al posto di lavoro sommerso, vengono usati termini più ampi come economia nera, economia ombra e economia grigia.

 

Caratteristiche del lavoro in nero

Esistono pochi dati su caratteristiche e portata del lavoro sommerso a Malta.

Le informazioni disponibili suggeriscono che il lavoro autonomo parzialmente non dichiarato è uno dei più evidenti e diffusi tipi di lavoro sommerso. Si stima che quasi un quarto dei maltesi (23%) abbia acquistato beni o servizi che potrebbero provenire da imprese che ricorrono all´utilizzo del lavoro in nero.

I migranti, in particolare quelli provenienti dall’Africa subsahariana, sono inclini a impegnarsi in attività lavorative non dichiarate di sfruttamento. Anche l’occupazione stagionale o part-time assorbe un numero significativo di studenti nel lavoro sommerso e una percentuale di donne formalmente inattive svolge anche un lavoro non dichiarato.

I settori che sembrano assorbire maggiormente il lavoro irregolare sono il turismo (compresi alberghi e ristoranti), i servizi (come l’assistenza sanitaria e le lezioni private), le vendite e l’edilizia. I giovani spesso svolgono lavori irregolare nel settore del turismo, mentre le donne formalmente inattive si impegnano spesso in servizi domestici.

 

Buone pratiche

Il sistema di lavoro comunitario per i disoccupati registrati costituisce il principale deterrente individuato contro il lavoro sommerso.

 

Sfide e barriere

L´ostacolo principale alla lotta contro il lavoro sommerso è la mancanza di un’effettiva applicazione, principalmente a causa di un ispettorato e di un regime di applicazione disarticolati, oltre che alla mancanza di risorse.

 

NORVEGIA

 

Caratteristiche del lavoro in nero

Nel febbraio 2015 il primo ministro norvegese ha implementato una nuova strategia per prevenire e combattere la criminalità nel mercato del lavoro. Quattro agenzie governative sono state incaricate per ridurre il rischio di incidenza di pratiche illegali nel lavoro.

 

Buone pratiche

Al fine di ridurre le possibilità di attività criminali, l’amministrazione fiscale norvegese (NTA) rende il più difficile possibile per i criminali reclutare lavoratori identificando il loro comportamento e seguendo ogni nuovo lavoro autonomo registrato in Norvegia. Per raggiungere questo obiettivo, sono state istituite squadre speciali, con tre obiettivi:

  1. ridurre la portata delle attività criminali;
  2. assistere e guidare le nuove imprese;
  • acquisire maggiore conoscenza e informazioni sul fenomeno.

Non appena un nuovo lavoratore autonomo è registrato nel settore delle costruzioni nel Registro delle imprese commerciali in Norvegia, BusinessGuide contatta il titolare. Le guide aziendali sono squadre con competenze complementari come controllo e guida. Il compito principale del team è identificare o definire il comportamento dei lavoratori autonomi e scegliere la misura migliore per affrontarlo e gestirlo. Coloro che vengono identificati come criminali vengono seguiti da altre parti dell’organizzazione, specializzati in reati legati al mercato del lavoro.

 

Sfide e barriere

È difficile ma non impossibile identificare il comportamento di coloro che vengono in Norvegia per lavorare, ma può essere fatto solo con un confronto istituzionale a 360 gradi e finanziamenti. Affinché possa essere realizzato l´obiettivo, è necessario mettere insieme team con competenze complementari e assicurarsi che i suddetti team abbiano uno status elevato, sia internamente che esternamente.

 

OLANDA

 

Definizione del lavoro in nero

L’Ufficio centrale per le statistiche (CBS) definisce il lavoro sommerso come “lavoro legale in sé, ma senza registrazione per le imposte sul reddito e la sicurezza sociale”. L’autorità fiscale olandese descrive il lavoro non dichiarato come lavoro che non è segnalato all’autorità fiscale, di solito pagato in contanti.

 

Caratteristiche del lavoro in nero

Il lavoro non dichiarato nei Paesi Bassi si trova più comunemente nei settori dell´edilizia, agricoltura e hospitality. Nel settore delle costruzioni la maggior parte del lavoro irregolare viene svolto durante la costruzione o il rinnovo di una casa privata. La gente paga una parte della costruzione in contanti perché naturalmente il costruttore è disposto a lavorare per una retribuzione inferiore quando non deve pagare tasse. Per questo motivo lavori come la pittura o la pavimentazione sono spesso non dichiarati e sono state sollevate diverse preoccupazioni in merito allo sfruttamento degli immigrati nel settore delle costruzioni.

Si sono verificati un paio casi di caporalato che arrivati fino ai media nel settore dell´hospitality. Esempi sono gli sfruttamenti di dipendenti per lo più asiatici da parte di ristoratori e il lavoro sistematico non dichiarato svolto dalle imprese di pulizie nei ristoranti fast-food. Gli addetti alle pulizie affermano di lavorare 7 notti a settimana, non tutte le ore di lavoro venivano compensate e i dipendenti non avevano le ferie pagate. Inoltre, a questi addetti alle pulizie veniva imposto di attendere fino al mattino affinché il personale dei fast food controllasse il loro lavoro di pulizia. Queste ore non venivano compensate.

 

Buone pratiche

Poiché il lavoro sommerso non è mai stato un problema sostanziale nei Paesi Bassi, non si rilevano molte misure dettagliate in materia. Una ricerca della CBS ha dimostrato che il livello del lavoro sommerso è rimasto stabile negli ultimi 25 anni, anche se si può affermare che, per via dei cambiamenti nell´economia e nella società, la situazione è migliorata. Inoltre, c’è stata una diminuzione nel numero di persone che svolgono un lavoro irregolare mentre ricevono un sussidio. Questa è la prova del successo dei controlli più approfonditi delle ispezioni. Il problema ora si sposta verso gli immigrati dell’Europa centrale e orientale e se il governo olandese sia in grado o meno di gestire questo problema può essere conosciuto solo in futuro.

 

Sfide e barriere

Il problema si sta spostando verso gli immigrati dell’Europa centrale e orientale. Il governo olandese è consapevole della natura mutevole dell’economia. È noto che i contribuenti a volte evadono i contributi fiscali, ma la dimensione del fenomeno sembra essere relativamente moderata nei Paesi Bassi rispetto ad altri paesi dell’UE. È probabile che la digitalizzazione dei pagamenti fiscali aiuti in questo processo. L’attuale sfida chiave del governo olandese è il controllo delle condizioni lavorative degli immigrati.

 

POLONIA

 

Caratteristiche del lavoro in nero

Un recente studio dell’Ufficio statistico centrale sul lavoro irregolare ha rivelato che:

  1. le persone impiegate nell’economia sommersa comprendono più uomini (71,6%) che donne (28,4%);
  2. La percentuale più alta di occupati nell’economia sommersa è costituita da persone di età compresa tra 45 e 59 anni (27%);
  • nella struttura degli occupati nell’ economia sommersa, la maggior parte è costituita da lavoratori con un livello di istruzione non superiore all’istruzione professionale di base (57,8%), mentre le persone con almeno l’istruzione secondaria sono il 42,2%

 

Lo studio del CSO indica che il giardinaggio e l’agricoltura sono i tipi più comuni di lavoro svolto nell’economia sommersa (22,2%), seguiti dai servizi di costruzione e installazione (14,5%).

 

  

Buone pratiche

Ci sono poche prove di esempi di buone pratiche nell’affrontare il lavoro irregolare in Polonia. Per quanto riguarda le azioni “curative”, si potrebbe considerare la possibilità di registrare un assistente per l’infanzia presso l’istituto di sicurezza sociale, in quanto questa misura ha comportato una maggiore protezione di questo gruppo significativo di lavoratori, la maggior parte dei quali erano precedentemente impiegati in lavori irregolari.

 

Sfide e barriere

Una delle maggiori sfide è il carattere economico del lavoro irregolare, che è difficile da cambiare senza un significativo miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro, insieme alla riduzione delle barriere chiave dell’occupazione legale, che sono alti contributi di sicurezza sociale e altri costi non salariali, burocrazia e procedure amministrative.

 

 

PORTOGALLO

 

Definizione del lavoro in nero

La legge specifica che, nel caso della “prestazione di servizi in una forma apparentemente autonoma che hanno di fatto le condizioni caratteristiche di un contratto di lavoro (falso lavoro autonomo) e che possono causare perdite per il lavoratore o per lo stato, o nel caso di non dichiarazione di un lavoratore a fini di sicurezza sociale, uno dei due organismi competenti (Autorità per le condizioni di lavoro / ACT o Istituto di sicurezza sociale / ISS) è autorizzato ad avviare il procedimento specifico di infrazione amministrativa per il perseguimento del falso lavoro autonomo.

 

Caratteristiche del lavoro in nero

Il lavoro sommerso in Portogallo può essere suddiviso in due categorie principali: lavoro in nero e lavoro in parte non dichiarato (quest’ultimo suddiviso in due categorie: sotto-dichiarazione di retribuzioni e lavoro dissimulato).

I risultati dell’attività ispettiva portoghese dimostrano che nel 2015 le forme più frequenti di irregolarità rilevate erano due forme di lavoro sommerso: la non dichiarazione dei lavoratori (86%) e la dissimulazione dei rapporti di lavoro (14%).

 

Buone pratiche

  1. Campagna nazionale contro il lavoro sommerso (2014-2015) con un forte aspetto preventivo e basato sul coinvolgimento attivo delle parti sociali e di altri enti pubblici (ACM, SEF);
  2. sostegno all’inserimento dei migranti nel mercato del lavoro.

 

Sfide e barriere

  1. formulare un piano strategico nazionale contro il lavoro sommerso, creando una struttura di coordinamento (nazionale e internazionale) e un sistema di valutazione e monitoraggio;
  2. intensificare la cooperazione internazionale, in particolare attraverso la piattaforma europea per affrontare il lavoro sommerso.

 

ROMANIA

 

Definizione del lavoro in nero

La definizione utilizzata dall’Istituto nazionale di statistica non si riferisce specificamente al lavoro sommerso ma all’” economia non osservata”.

 

Caratteristiche del lavoro in nero

La definizione di lavoro irregolare utilizzata dall’Ispettorato del lavoro (che è il principale organo statale incaricato di combattere il lavoro sommerso), è “lavoro intrapreso senza rispettare le disposizioni della legislazione sul lavoro, nella maggior parte dei casi senza un contratto di lavoro, permesso o licenza, a seconda dei casi.

Al momento esistono diversi tipi di lavoro sommerso. Gli stipendi fuori busta paga sono considerati la pratica più frequente tra i datori di lavoro che optano per il pagamento del salario minimo legale, pagando il resto “cash-in-hand”, principalmente per evitare di pagare i contributi di previdenza sociale.

La principale motivazione del lavoro sommerso è l’elusione della tassazione e in particolare dei contributi sociali che sono ritenuti ancora troppo alti dalla maggior parte dei datori di lavoro. Un’altra motivazione sono i salari bassi che rendono il personale di questi settori incline a optare per forme di lavoro irregolari.

 

Buone pratiche

Sicuramente tra le buone pratiche vanno segnalate l’introduzione del registro dei salari individuali, il sistema REVISAL, nonché il processo mediante il quale i registri cartacei sono stati rimossi dall’uso e sostituiti con una banca dati creata a livello nazionale per l’archiviazione di tutte le informazioni precedentemente contenute.

 

Sfide e barriere

La principale sfida riguarda essenzialmente la sfiducia profondamente radicata nello stato e nelle sue istituzioni da parte dei cittadini, nonché da parte di datori di lavoro e dipendenti.

 

SLOVACCHIA

 

Definizione del lavoro in nero

La legge definisce il lavoro illecito come un lavoro dipendente svolto da una persona fisica per una persona giuridica o un unico proprietario, in cui

  1. non esiste alcuna relazione di lavoro o di diritto civile tra le due parti ai sensi del regolamento speciale;
  2. la persona fisica è un cittadino di un paese terzo impiegato in mancata osservanza delle rispettive disposizioni.

 

Caratteristiche del lavoro in nero

Secondo le statistiche dell´ispettorato del lavoro, l’evasione dei contributi di previdenza sociale in un rapporto di lavoro formale è la forma prevalente di lavoro sommerso in Slovacchia, seguita dal falso lavoro autonomo e / o dall’assenza di un contratto di diritto del lavoro.

Le indagini nazionali disponibili mostrano che le manifestazioni più significative del lavoro sommerso comprendono pagamenti parziali in contanti erogati ai dipendenti e falso lavoro autonomo.

 

 Buone pratiche

Non sono disponibili sufficienti dati per potere individuare delle vere e proprie misure annoverabili come “buone pratiche”. I dati disponibili suggeriscono che, sul lato ‘deterrenza’, l’operazione delle unità KOBRA all’interno degli ispettorati del lavoro ha migliorato il tasso di successo nel rilevare il lavoro sommerso. Per quanto riguarda la “prevenzione”, i “benefits” all´interno del lavoro sembrano avere effettivamente aumentato gli incentivi per i disoccupati inattivi e a lungo termine (che sono numerosi tra i lavoratori illeciti) per intraprendere lavori a bassa retribuzione nel settore.

 

Sfide e barriere

La sfida principale riguarda l´alta prevalenza del reddito sotto dichiarato. I dati disponibili suggeriscono che, pur avendo un contratto formale, i datori di lavoro e i lavoratori non dichiarano il reddito reale per aggirare gli obblighi fiscali e previdenziali. Gli ispettori trovano difficile individuare le dichiarazioni parziali quando i datori di lavoro e i lavoratori si accordano al fine di eludere le normative.

  

SLOVENIA

 

Definizione del lavoro in nero

L’adozione e l’attuazione della legge sull’occupazione distingue tra lavoro sommerso e lavoro non dichiarato. Entrambe le forme sono vietate in Slovenia. Nella legge sono indicate anche due definizioni di attività relative al lavoro sommerso, che sono altrettanto proibite: la facilitazione del lavoro sommerso (articolo 4) e la pubblicità illecita (articolo 6).

 

Caratteristiche del lavoro in nero

Le forme più frequenti di lavoro sommerso in Slovenia riguardano i casi in cui:

  1. i datori di lavoro impiegano persone con le quali non è stato concluso alcun contratto di lavoro;
  2. i datori di lavoro che non sono riusciti a inserire i dipendenti in un’assicurazione sociale pertinente e in cui i datori di lavoro cancellano i dipendenti dall’assicurazione sociale mentre continuano a lavorare per loro;
  • si verificano violazioni nell’assunzione di persone straniere.

 

Buone pratiche

Uno degli esempi più importanti di buone pratiche è il miglioramento della cooperazione tra molte autorità incaricate di identificare, affrontare e / o prevenire il lavoro sommerso.

 

Sfide e barriere

La maggior parte delle autorità che effettuano le ispezioni riferisce di essere a corto di personale.

Un’altra sfida importante riguarda l’atteggiamento della popolazione slovena sull’accettazione delle attività illegali e sulla percezione di quanto siano diffuse nella società slovena.

 

 SPAGNA

 

Definizione del lavoro in nero

Sebbene non esista una definizione legale del lavoro sommerso in Spagna, di fatto il lavoro non dichiarato in Spagna è definito come il pagamento o la ricezione di una remunerazione monetaria senza dichiararlo al Ministero del Tesoro o non adempiere agli obblighi di registrazione e pagamento della Previdenza Sociale.

 

Caratteristiche del lavoro in nero

I principali tipi di lavoro sommerso in Spagna sono:

  1. aziende o lavoratori non registrati con la sicurezza sociale;
  2. lavoratori stranieri senza permesso di lavoro;
  • lavoratori che lavorano mentre ricevono la disoccupazione o altre prestazioni sociali;
  1. lavori a tempo pieno dichiarati come lavori part-time;
  2. salari fuori busta paga;
  3. ore extra non retribuite o non dichiarate.

 

Buone pratiche

La riduzione dei contributi di sicurezza sociale per i nuovi lavoratori autonomi può essere considerata una buona pratica di approccio preventivo, poiché la misura facilita una transizione graduale verso il lavoro autonomo e l’inizio di attività imprenditoriali nell’economia formale.

 

Sfide e barriere

Una delle principali sfide è quella di ottenere una definizione chiara del lavoro sommerso a livello legale. Attualmente non è previsto il lavoro autonomo part-time e l’importo minimo dei contributi da versare è fissato a 267,04 EUR ogni mese (indipendentemente dal reddito realizzato quel mese), che costituisce il 35% del salario minimo (764,40 EUR al mese, 12 mesi all’anno). Questo sistema pertanto comporta un’evidente barriera per i lavoratori autonomi a tempo parziale o a basso reddito.

 

SVEZIA

 

Definizione del lavoro in nero

Il termine “lavoro sommerso” è definito come “qualsiasi attività retribuita legale ma non dichiarata alle autorità pubbliche”.

 

Caratteristiche del lavoro in nero

L’Agenzia delle imposte svedese divide il lavoro in nero in due ampie categorie: il reddito non dichiarato da occupazione e il reddito non dichiarato da lavoro autonomo.

In un’indagine condotta dall’agenzia svedese delle imposte (2006), il lavoro in nero è stato rilevato più frequentemente nei settori della pesca, dell’agricoltura, della ristorazione, dei taxi, della manutenzione delle automobili e della pulizia dei locali commerciali. In questi settori il lavoro in nero è stato stimato superiore al 15% del reddito totale.

I proventi del lavoro in nero nelle società registrate sono stati stimati dall’autorità fiscale in 7,9 miliardi di EUR.

  

Buone pratiche

Cunei fiscali elevati e bassi rischi di rilevamento hanno Cunei fiscali elevati e bassi rischi di rilevamento hanno incentivato le famiglie svedesi a ricorrere al lavoro in nero nella riparazione e ristrutturazione di abitazioni. L’introduzione della detrazione fiscale per i costi di manodopera per riparazione e ristrutturazione (ROT) ha diminuito il ricorso al lavoro in nero e ha favorito il tasso di occupazione nel settore convenzionale (bianco).

 

 Sfide e barriere

Una parte del mercato del lavoro illecito viene eseguita da immigrati clandestini in quanto manodopera a basso costo, quindi in questo segmento di mercato ci sono altri incentivi rispetto all’evasione fiscale. Queste persone vivono abitualmente nascoste in Svezia e sono prive di protezione sociale e accesso alle cure mediche. Di conseguenza, questi soggetti non hanno altra alternativa al lavoro in nero e spesso vivono con salari estremamente bassi e in condizioni di lavoro difficili.

 

REGNO UNITO

 

Definizione del lavoro in nero

Nel Regno Unito, il lavoro sommerso è associato alla “economia ombra” o “economia sommersa” e la terminologia spesso dipende dal focus dei diversi gruppi di interesse.

Il dipartimento del governo britannico responsabile per la riscossione delle imposte (Her Majesty’s Revenue & Customs (HMRC)) si riferisce all’economia sommersa come: “fonte di reddito guadagnata dalla vendita di beni o servizi che non sono stati dichiarati a fini fiscali”.

 

Caratteristiche del lavoro in nero

Il Regno Unito è noto per avere uno dei tassi più bassi di lavoro non dichiarato nell’UE e ha avuto un notevole successo nel ridurre le lacune fiscali. HMRC e il Dipartimento per il lavoro e le pensioni (DWP) hanno anche avuto notevole successo nell’affrontare le frodi e gli errori nei pagamenti.

Nel Regno Unito le attività chiave che contribuiscono maggiormente alla dimensione del lavoro illecito sono:

  1. titolari di un secondo posto di lavoro, che tengono occultato;
  2. lavoratori e imprese completamente invisibili nell’economia sommersa;
  • immigrati illegali che lavorano nell’economia sommersa.

 

Una parte significativa di lavoro irregolare è costituita da coloro che già lavorano nell’economia formale. L’HMRC ha identificato i lavoratori autonomi come un gruppo chiave in cui si svolgono le transazioni non dichiarate, in particolare laddove il metodo principale di pagamento è il contante. Ciò è causato in parte dal sistema fiscale di dichiarazione dei redditi che si applica a questo gruppo, in cui è richiesta un’autodichiarazione annuale.

Le indagini dell´HMRC dimostrano che i lavoratori autonomi sono il gruppo più incline a operare nell’economia sommersa, specialmente quando i pagamenti in contanti sono la norma (in settori come l´edilizia, i servizi personali e la vendita al dettaglio).

 

Buone pratiche

Il Regno Unito riconosce la necessità di un quadro normativo con un peso sufficiente per fungere da disincentivo per il lavoro irregolare, ma è stato anche riconosciuto come gli incentivi possano anche essere efficaci. Ciò significa ridurre i requisiti per le assunzioni per le imprese, mantenendo bassi i costi di occupazione, ma anche incentivando le persone a cercare lavoro nel mercato del lavoro regolare (o convertirsi a esso in caso di lavoro in nero), incentivati da un salario minimo nazionale più elevato e altri incentivi finanziari come le pensioni. A questo proposito, le agenzie governative si sono concentrate sugli sforzi per aumentare la consapevolezza dei vantaggi dell’adesione all’economia formale.

 

Sfide e barriere

Un grado minimo di lavoro non dichiarato è inevitabile in tutti i paesi ed è probabile che una parte significativa di esso rimarrà non rilevata, in parte a causa della sua natura frammentata e degli stretti legami tra le persone coinvolte nelle transazioni o prestazioni (come amici o parenti).

Per il Regno Unito le sfide più significative consistono nel controllare gli abusi nel lavoro, in particolare l’impiego occasionale di lavoratori migranti illegali o lavoratori all’interno dell’UE i quali sono soggetti a sfruttamento. È probabile che ciò richieda un impiego maggiore di risorse in termini di agenti delle forze dell’ordine e migliori reti di intelligence. Nonostante siano stati registrati notevoli progressi in tal senso, un ulteriore margine di miglioramento è possibile per sradicare questa attività.

 

UNGHERIA

 

Definizione del lavoro in nero

La strategia per l’occupazione del governo ungherese per il periodo 2014-2020 si riferisce al lavoro sommerso come lavoro che non è segnalato alle autorità nazionali. Il Dipartimento delle ispezioni del lavoro si concentra sull’applicazione degli obblighi relativi al contratto di lavoro, come la segnalazione dell’inizio e della fine del rapporto di lavoro o l’osservanza delle regole sull’orario di lavoro.

 

 Caratteristiche del lavoro in nero

Esistono tre tipi principali di lavoro sommerso in Ungheria: impiegati che non sono stati dichiarati alle autorità dai loro datori di lavoro, lavoratori autonomi che non dichiarano in tutto o in parte il proprio reddito e occupazione fittizia.

 

Buone pratiche

Il progetto cofinanziato dall’UE TÁMOP 5.2.3.B ha istituito 116 mini uffici JOGPONT + (Legal point +) nelle città ungheresi in tutto il paese, fornendo ai datori di lavoro e ai dipendenti servizi gratuiti e informazioni sul quadro giuridico del lavoro. Rendendo i partecipanti al mercato del lavoro più consapevoli dei loro diritti e doveri, questa rete nazionale di uffici dovrebbe contribuire alla diminuzione del lavoro sommerso, sebbene le valutazioni d’impatto non siano ancora disponibili.

 

Sfide e barriere

La principale sfida alla diminuzione del lavoro sommerso in Ungheria riguarda il fatto che le tasse sul lavoro sono alte, specialmente nel caso di lavoratori poco qualificati (esclusi i lavoratori occasionali). Ciò implica che le imprese che non rispettano le normative hanno un significativo vantaggio competitivo in termini di costi.

Il governo intende affrontare questo problema riducendo le tasse sull’occupazione e aumentando l’efficienza e la frequenza delle ispezioni.