I costi esterni del trasporto stradale in Italia e in Europa

Studio sui costi “esterni” del trasporto stradale in Italia e in Europa

Inizia la mia esperienza in TRAN (Commissione del parlamento europeo per i trasporti e il turismo)

Con l’inizio del nuovo anno e con l’entrata del gruppo dei Greens ho avuto l’opportunità di far parte della commissione TRAN del parlamento europeo. Un’ulteriore opportunità per rappresentare le esigenze italiane, ma soprattutto per affrontare nei migliori dei modi le sfide passate, presenti e future. L’ottimismo da parte mia è anche dovuto al fatto che la presidente della commissione è la mia collega di gruppo, la francese Karima Delli.

Studio sui costi esterni del trasporto stradale in Europa, l’Italia dal 2016 al 2020 ha sostenuto un costo di quasi 120 miliardi di euro, quasi 2000 euro a cittadino

Colgo l’occasione di comunicarvi la nuova sfida che ci attende in TRAN per presentarvi uno studio del professore universitario Ing. Udo J. Becker 

Questo studio offre una panoramica sui costi esterni creati nel trasporto su strada all’interno dell’UE.  L’obiettivo principale è di aumentare la consapevolezza delle conseguenze ambientali e sociali del trasporto su strada. Presentando fattori di costo esterni comuni e metodologie di stima, sperando di contribuire alla base di conoscenza di cittadini interessati e decisori politici ed economici.

L’infrastruttura di trasporto, e le attività di trasporto in generale, comportano anche una serie di costi: sia per il singolo utente del trasporto che per la società nel suo insieme. Per l’utente i costi sono i cosiddetti costi interni, nel senso che gli utenti del trasporto li considerano quando sono loro a decidere le loro opzioni di mobilità a breve e lungo termine. I più evidenti per il cittadino/utente sono ad esempio:

  • i costi per l’acquisto di un’auto, una bicicletta o ad esempio un abbonamento per i trasporti pubblici,
  • costi di carburante e parcheggio, biglietti di trasporto pubblico o tasse stradali e
  • i costi relativi alla pulizia, manutenzione e, in caso di danneggiamento, alla riparazione dell’automezzo di trasporto. 

Inoltre, il tempo trascorso nel traffico e – se applicabile – il disagio provato in quel periodo, ad esempio dovuto alla ridotta possibilità di movimento o la mancanza di privacy ad esempio sono assoggettabili a questi costi interni.

I cittadini, (implicitamente o esplicitamente) valutano i costi degli sforzi sopra menzionati rispetto a quelli previsti. Come e quando effettuare un determinato viaggio in questione. 

È chiaro che i cittadini ottengono sempre almeno una piccola eccedenza di benefici individuali per ogni viaggio. Quindi, da un punto di vista individuale, “valgono” solo tempo e i costi valutabili in relazione alla convenienza personale.

Tuttavia, le infrastrutture di trasporto e soprattutto le attività di trasporto causano una serie di effetti negativi e impatti su altre persone e sull’ambiente. Il trasporto, ad esempio, contribuisce in modo significativo all’inquinamento atmosferico, acustico, ai cambiamenti climatici e alla frammentazione del territorio.

Questi impatti sono legati anche ai costi esterni, oppure, “nascosti”. Un esempio potrebbero essere i costi delle cure mediche associati all’aumento del rischio di contrarre malattie respiratorie dovute all’inquinamento atmosferico. A differenza dei costi interni o percepibili menzionati prima, tali costi, ripeto nascosti, sono generalmente chiamati “costi esterni”.

Questo significa che non si manifestano direttamente all’utente del trasporto. Pertanto, non vengono presi in considerazione nel conto delle singole decisioni prese relative al trasporto. Dal punto di vista del costo sostenuto da tutta la società, uno singolo viaggio (motorizzato) comporta un costo superiore rispetto ai costi sostenuti dal singolo utente del trasporto.

Risultati e implicazioni dello studio

Ecco una panoramica dell’entità dei costi esterni del trasporto stradale all’interno dell’Unione Europea. La Commissione Europea ha pubblicato la sua ultima revisione del manuale sui costi esterni nel 2019 dell’UE. Include una stima coerente del costo esterno del trasporto in relazione ai modi di trasporto e gli Stati membri europei partendo dall’anno 2016.

I costi esterni totali del trasporto stradale all’interno dell’UE27 ammontano a 721 miliardi di euro. Circa il 75% di questo costo è stato generato dal trasporto di passeggeri, soprattutto con le automobili (vedi Figura)

Gli incidenti e i costi di congestione sono le categorie di costo più importanti, contribuendo per circa il 70% dei costi totali. La figura sotto mostra le principali categorie di costo per categoria di veicolo. L’autovettura rappresenta senza dubbio il principale driver di costo, con moto e autobus che contribuiscono solo al 10% dei costi totali di trasporto di passeggeri su strada.

La figura 10 mostra la distribuzione dei costi esterni tra gli Stati membri. Germania, Italia, Francia e Spagna, i quattro paesi più popolosi dell’Unione europea contribuiscono circa il 63% dei costi esterni totali.

Come mostra la figura 12, i costi esterni pro-capite variano all’interno dell’Unione europea tra 907 € / pro capite in Bulgaria) e 5569 € / pro capite in Lussemburgo. Queste differenze da un lato riflettono le differenze nei dati di trasporto sottostanti. Il chilometraggio medio annuo di passeggeri per auto varia notevolmente tra i singoli Stati membri, da circa 5000 km pro capite all’anno della Romania, Slovacchia e Polonia fino a più ai 12000 km in Finlandia, Lussemburgo e Slovenia.

I livelli di reddito e di prezzi sono relativamente alti in Lussemburgo e per questo motivo i costi esterni del trasporto stradale raggiunge quasi il doppio della media europea.


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