Hotspot a Palermo. Il no dei Cinquestelle

L’eurodeputato M5S Corrao, insieme al deputato Ars Giampiero Trizzino ed al candidato sindaco Ugo Forello pongono dubbi e criticità sulla costruzione di un hotspot nel capoluogo e chiedono chiarimenti ufficiali.

“Gli hotspot sono strutture chiuse, caratterizzate da un fortissimo controllo di polizia e con divieto assoluto di ingresso, anche per i giornalisti. L’idea sarebbe quella di una rapida identificazione e registrazione dei migranti in arrivo, ma il rischio è che questi trascorrano giorni e giorni senza che gli sia possibile stabilire alcun contatto, nemmeno con gli avvocati”. A lanciare l’allarme sono i deputati M5S Giampiero Trizzino (Ars), l’europarlamentare Ignazio Corrao ed il candidato Sindaco di Palermo per M5S Ugo Forello in merito alla realizzazione di una struttura Hotspot nel capoluogo palermitano cui gli esponenti Cinquestelle manifestano ferma opposizione. “La struttura di Palermo – scrivono i i Cinquestelle – dovrebbe ospitare 150 migranti, anche minori, e si aggiungerà ai 4 già attivi a Lampedusa, Trapani, Pozzallo e Taranto. Il Sindaco ne nega a gran voce la realizzazione, affermando che non darà né gli è stato chiesto il consenso per costruirlo. Peccato che già nel dicembre del 2016 il Piano operativo per l’Italia dell’EASO (Ufficio europeo di sostegno per l’asilo) indicava chiaramente che a Palermo vi era un hotspot in preparazione. Anche il Governo (composto dagli stessi partiti che sostengono Orlando) è di diverso avviso rispetto al Sindaco: la Prefetta Gerarda Pantalone, capo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno a marzo ha dichiarato che “a Palermo vi sono dei lavori per realizzare un hotspot ” e che “il comune ha concesso la propria disponibilità per avere 150 posti”. Alcune fonti giornalistiche – spiegano i portavoce M5S – si spingono oltre, sostenendo che sarebbe già stata individuata un’area di 2800 mq tra Viale Regione Siciliana e Via Oreto nella quale realizzare allo scopo dei prefabbricati. Noi vogliamo vederci chiaro. Non ci basta il consueto rincorrersi delle smentite, né ci appassioniamo ai valzer delle dichiarazioni: chiediamo un chiarimento ufficiale. Per questo abbiamo chiesto al Ministero dell’Interno e al Comune di Palermo di consultare le autorizzazioni e i permessi rilasciati per costruire la struttura. Il MoVimento Cinque Stelle è da sempre contrario a questo sistema di hotspot, risultato di una gestione emergenziale del fenomeno migratorio. Sono stati presentati come soluzione ad ogni male e invece si sono rivelati luoghi dove vengono violati i diritti fondamentali dei migranti e in cui, soprattutto i minori, sono estremamente vulnerabili. A livello europeo stiamo combattendo per creare un sistema di ridistribuzione dei migranti più equo tra tutti i paesi europei, nel pieno principio di solidarietà che dovrebbe accomunarci, ma nel frattempo a Palermo dobbiamo capire bene cosa sta avvenendo nella nostra città. Manteniamo la guardia alta a difesa della trasparenza e la barra dritta nella tutela dei diritti”. Concludono Corrao, Trizzino e Forello.


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