GRECIA. TUTTI SUL CARRO E TUTTI GIÙ DAL CARRO

GRECIA. TUTTI SUL CARRO E TUTTI GIÙ DAL CARRO

Secondo me non è proprio il caso di fare analisi troppo drastiche ed emozionali, utilizzando il tifo da stadio per analizzare una situazione estremamente delicata e potenzialmente devastante.
Si è passati nel giro di pochi giorni da “Tsipras eroe” a “Tsipras traditore”, con mille teorie e congetture a supporto…
Provo a dare il mio umile punto di vista (con colpevole ritardo dovuto ai mille impegni) cercando di guardare in modo freddo e sereno agli eventi.
Ho sentito dire che Tsipras avrebbe bluffato e ha indetto il referendum sperando che vincesse il “SI” per scaricare la responsabilità di una scelta obbligata. FALSO, Tsipras ha fatto di tutto per ottenere il NO del popolo greco, forse pensando in modo ingenuo che quel risultato lo avrebbe legittimato non solo come premier ma anche come interlocutore forte degli impavidi cravattari della sua nazione.
Secondo molti commenti che ho letto Varoufakis, il cazzutissimo Bruce Willis del Pireo, si sarebbe dimesso perchè Tsipras è una mezza-sega mentre lui avrebbbe preso a calci volanti tutti… A me sembra invece che Varoufakis si sia allontanato per aiutare le trattative, d’accordo con Tsipras e perchè i rapporti di inimicizia e le continue provocazioni avevano reso impossibili le trattative.
Io ho la sensazione che fino all’ultimo ci sia stato un bilanciato dilemma tra la rottura e il salto nel buio e l’accettazione di un compromesso devastante, il punto è capire se esisteva qualche altra opzione oppure sono stati soltanto immaginati suggetivi scenari di piani B con Putin o i BRICS.
A questo punto c’è da comprendere cosa succederà in futuro, la Grecia è un paese piegato che sarà tenuto ad aumentare l’Iva, a cedere assets di Stato al capitalismo più spietato, a riformare in peius il suo sistema sociale già parecchio debole e a colpire il turismo che rimane l’unico baluardo di entrate per lo Stato.
Di sicuro per un paese dilaniato dalla corruzione e dall’evasione fiscale non sarà facile stringere ulteriormente la cinghia, e credo che Syriza si giochi sul campo del riequilibrio di quel che resta della forbice tra le parti in campo la sua sfida più immediata, cosa che sarebbe stata impossibile con un governo neo-liberale o fantoccio.
Possiamo trovarci d’accordo sulla possibilità o necessità richiesta al Governo greco di osare di più di quanto fatto, uscendo dall’Euro ed eventualmente anche dall’UE. Ma non ho sentito da parte dei partiti greci più estremisti che paventavano questa soluzione, nessun concreto piano per portare avanti questa ipotesi.
Se si vuole guardare la questione in modo semplicistico, mettiamoci una sciarpa e una bandiera in mano e cominciamo a fare il tifo. Se erediti uno Stato in ginocchio e non hai concrete alternative, puoi bluffare e prendere tempo ma prima o poi una decisione la devi prendere. Non sono un’economista e quindi non sono in grado di valutare bene le conseguenze economiche di una soluzione o dell’altra, ma ritengo che per la Grecia si aprirà un’altra stagione di trattative e rinegoziazioni, con possibili scenari di instabilità politica.
Io sinceramente non me la sento di dare del traditore o del venduto a Tsipras, vista la drammaticità e la presumibile mancanza di opzioni, e direi anche di diffidare da chi afferma in modo perentorio di avere la soluzione perfetta per risolvere una questione di simile complessità, perchè semplicemente una soluzione certa non esiste.
Voglio invece trarre il lato positivo di questa parte di Storia (in attesa di analizzarne i futuri sviluppi); la questione greca ha fatto emergere con chiarezza il lato peggiore dell’Unione europea e di un atteggiamento autoritario della Germania & friends che spaventa e rievoca pesantemente i peggiori spettri del nostro passato. Sotto mentite spoglia di eleganti politici e distinti uomini d’affari.
Questa situazione greca, imputabile sicuramente alla pessima gestione della cosa pubblica da parte dei Governi corrotti che l’hanno guidata (non certo il governo tsipras che si è appena insediato) ci ha fatto accendere il riflettore su un problema di dimensioni molto più estese che mina la stabilità dell’intero continente dopo 70 anni di pace; L’irrefrenabile bramosia di potere della Germania nazionalista, nel cui scenario interno avanzano posizioni politiche molto più estreme di quelle della Merkel o Schaeuble (che sembra uno che si diverte a vedere gli effetti delle sue folli teorie economiche sui popoli) e su cui mi soffermerò a parlare con attenzione in futuri post.
Quello si, mi preoccupa ed anche tanto. La Germania e il suo spasmodico desiderio competitivo di sopraffazione sugli altri. E non vorrei trovarmi in futuro a sottoscrivere le teorie di coloro che sostengono che dopo la seconda guerra mondiale non gli andava più concessa alcuna chance.
La tragedia Greca ci ha insegnato che l’euro non è più un dogma irrinunciabile, che nella testa delle persone è entrata l’idea che questa Unione, sui presupposti su cui si regge oggi, crea molti più problemi che opportunità.
Di questo fino a poco tempo fa in pratica non si parlava, di che cosa si intendeva con la locuzione “Europa diversa” e su cosa dovrebbe essere fondata l’idea di Europa Unita come unione di persone, diritti e regole eque in funzione dei primi…
Oggi, nel 2015 l’unica vera tragedia a cui assestiamo in Europa è la Germania. E va contenuta prima che sia troppo tardi.


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