Gli attentati hanno lo stesso valore?

In un post del genere la premessa è d’obbligo e sottolineo che, come tanti di voi, sono scosso per quanto accaduto a Berlino (io ho vissuto qualcosa di simile qui a Bruxelles a due passi da casa) e vicino ai familiari delle vittime. Ovviamente con questo post non voglio fare polemiche inutili, ma sarei un ipocrita se non vi dicessi come la penso invitandovi a riflettere sui due pesi e le due misure adottati dai media e dalle istituzioni italiane davanti a tragici attentati con vittime civili in luoghi diversi.

Nella foto vedete a destra una delle tante immagini di Aleppo, in Siria, mentre a sinistra vedete le bandiera tedesca a mezz’asta oggi a Palazzo Chigi in segno di lutto.

La Germania e la Siria sono entrambi Paesi vicini, a cui siamo storicamente legati. A Berlino sono morti 12 civili, in Siria è in atto uno sterminio di civili. Dall’inizio della guerra si parla di circa 450.000 morti, di cui decine di migliaia di donne e bambini vittime di veri e propri crimini contro l’umanità, oltre a milioni di sfollati.

Alcuni di voi osserveranno che la Germania è membro dell’UE come noi ed è una Nazione geograficamente europea, quindi è normale esserle più vicini. Ma noi siamo membri di varie organizzazione internazionali, come l’ONU o la NATO e la Siria o la Turchia sono paesi mediterranei a cui siamo storicamente e geograficamente legati per tantissime ragioni.
Alcuni di voi diranno che gli attentati di Berlino, Bruxelles, Parigi o Nizza li “sentiamo più vicini”, che ci toccano nella nostra normalità, nelle nostre abitudini. Ma anche i civili che vengono massacrati ogni giorno mentre sono al mercato a fare la spesa o a casa con la propria famiglia sono colpiti nelle loro abitudini e nella loro normalità.
Alcuni diranno che in medio oriente ci sono abituati alla guerra e alla destabilizzazione, che per loro è normale. Ma in realtà questo dipende solo ed esclusivamente dagli interessi geopolitici ed economici delle grandi potenze in determinati periodi di tempo, domani potremmo tornare ad essere destabilizzati e teatro di queste follie anche noi, così come lo siamo stati tante volte in passato.

Adesso, come già successo in passato, si farà leva sulla coscienza scossa dell’opinione pubblica per rimettere i pacchetti sulla sicurezza interna al centro del dibattito, per rimettere in gioco le libertà personali in nome della lotta al terrorismo, per fomentare poveri europei contro poveri mediorientali. Il modello del “patriot act” americano.
Io ritengo che saremo cresciuti solo quando riusciremo a sviluppare una coscienza equa, quando proveremo a giudicare con lo stesso grado di indignazione le barbarie che avvengono in tutti i posti del Mondo. Perchè siamo e dobbiamo rimanere esseri umani in ogni singolo remoto angolo di questo Pianeta. La logica ci dovrebbe suggerire che è incomprensibile accettare che i nostri “amici” o “alleati” commettano stragi di civili di dimensioni apocalittiche per poi indignarci e scuoterci per degli attacchi in territorio occidentale.

A me non dispiace affatto che ci sia mobilitazione e indignazione pubblica per quanto successo a Berlino, mi dispiace vedere come ci hanno abituato a ritenere normale che si applichino questi due pesi e due misure. Perché il popolo deve piangere, commuoversi ed indignarsi se si cade per dei terroristi nemici dell’occidente (che casualmente non colpiscono mai i luoghi del vero potere dell’occidente) ma non c’è troppo bisogno di tenere alta l’attenzione sugli interessi economici e le conseguenti operazioni militari portate avanti in territori di serie B con popoli sacrificabili e civili che evidentemente non hanno lo stesso valore, possono morire tranquillamente.

Per me un civile è un civile, un bambino è un bambino da qualsiasi parte esso venga. Mi piacerebbe vedere un attimo di riflessione da parte di tutti oggi per avere un atteggiamento equo domani, imparare a trattare in modo uguale le situazioni uguali. Imparare ad essere umani.


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