Fondi per cooperative e associazioni di artisti

Oggi vi parlo di una grande opportunità di finanziamento per gli artisti riuniti in cooperative e associazioni. Il Ministero dell’Economia ha stabilito i criteri di accesso ai contributi per le cooperative e le associazioni di artisti che si fanno carico della manutenzione straordinaria di immobili statali assegnati in locazione o concessione. Tutto nasce dal decreto del 5 aprile 2018 che detta i criteri di assegnazione dei contributi a fondo perduto in favore delle cooperative e delle associazioni di artisti previsti dal decreto-legge n. 91 del 2013.

Di cosa si tratta?

Il dl 91-2013, noto anche come decreto Valore Cultura, ha previsto l’utilizzo di immobili di proprietà dello Stato per la realizzazione di centri di produzione artistica, di musica, danza e teatro contemporanei da parte di associazioni e cooperative di artisti residenti nel territorio italiano.

Il compito di individuare gli immobili che possono essere concessi in uso o in locazione ai giovani artisti spetta all’Agenzia del Demanio, attraverso un apposito elenco predisposto entro il 30 gennaio di ciascun anno. Sulla base di questa ricognizione, il Ministero dei Beni e delle Attività culturali verifica, entro il 30 aprile di ciascun anno, l’eventuale interesse culturale dei beni individuati e le condizioni di uso, per poi procedere, entro fine giugno, all’approvazione del decreto di assegnazione degli spazi agli enti gestori.

Sono poi gli enti gestori – individuati su indicazione dell’Agenzia del demanio, anche su segnalazione dei soggetti interessati – ad emanare i bandi pubblici per l’assegnazione degli immobili ai progetti maggiormente meritevoli, mentre i lavori di manutenzione straordinaria e restauro realizzati dagli artisti sono sostenuti attraverso contributi a valere su un apposito Fondo istituito presso il MEF.

Come funzionano i contributi?

I contributi a fondo perduto sono concessi alle cooperative di artisti ed associazioni di artisti che effettuino sugli immobili assegnati le opere di manutenzione straordinaria individuate dal decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 6 giugno 2001, incluse quelli che comportino un mutamento d’uso non urbanisticamente rilevante ai sensi della medesima normativa. Per gli immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali, gli interventi non devono recare pregiudizio all’integrità e alla salvaguardia dell’immobile tutelato e devono essere preventivamente autorizzati.

I contributi sono concessi ai soggetti locatari e ai concessionari degli immobili, nei limiti delle risorse disponibili, in proporzione alle spese sostenute per le opere di manutenzione straordinaria.

L’intensità dell’agevolazione è pari all’80% delle spese e comunque non oltre l’importo di 200mila euro per l’intera durata dell’atto di concessione o del contratto di locazione. Tale limite può essere tuttavia ridotto dall’ente gestore in relazione alla disponibilità dei fondi e al numero di immobili coinvolti.

Il decreto MEF non prevede anticipazioni a favore dei giovani artisti. I contributi vengono erogati in un’unica soluzione, direttamente a conclusione dei lavori, oppure, in caso di interventi di particolare complessità e durata, per stati di avanzamento non superiori a tre e per tipologie di lavorazioni omogenee.

In ogni caso, l’erogazione dei contributi è preceduta dalla verifica della corretta esecuzione delle opere di manutenzione straordinaria in base alla normativa vigente, tenuto conto del progetto presentato dall’assegnatario dell’immobile in sede di gara.

Per maggiori info

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2018-05-03&atto.codiceRedazionale=18A03076&elenco30giorni=false


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