Fondi ai giovani per la valorizzazione dei beni pubblici

Oggi vi parlo di un bando dedicato ai giovani per la valorizzazione dei beni pubblici del Dipartimento per le politiche giovanili.

Si tratta di un Avviso pubblico per interventi tesi alla valorizzazione di beni demaniali o patrimoniali di proprietà di una pubblica amministrazione, al fine di facilitare la fruizione da parte della collettività e favorire la promozione di imprenditoria e occupazione sociale giovanile nelle Regioni meno sviluppate – “Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici 2018”.

L’Avviso ha l’obiettivo di promuovere progetti del privato sociale diretti ai giovani nei territori delle Regioni meno sviluppate (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata) finalizzati sia all’inclusione sociale che alla crescita personale, favorendo l’occupabilità, l’attivazione, l’integrazione, inclusione e politiche di innovazione sociale da intendersi quale trasformazione gestionale economica tecnologica di servizi, spazi e beni pubblici.

Cosa prevede?

L’intervento prevede la selezione di progetti per l’infrastrutturazione e l’inclusione sociale nelle Regioni meno sviluppate, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, anche in forma di servizi collettivi, finalizzati ad incentivare:

  • a) la promozione di imprenditoria/occupazione sociale giovanile;
  • b) la gestione auto-sostenibile ai fini della valorizzazione e della piena fruizione dei beni demaniali ovvero patrimoniali, disponibili o non disponibili, di proprietà di una pubblica amministrazione (ad es. beni ambientali, storico-artistici, confiscati alla criminalità organizzata, ecc.).

Chi sono i beneficiari?

Le azioni progettuali devono avere come beneficiari diretti giovani di età compresa tra i 14 ed i 35 anni. Il target di riferimento deve essere ben delineato e definito indicando il numero di giovani su cui si intende agire direttamente ed il contesto sociale di intervento.

L’Avviso si indirizza ad enti e organizzazioni del privato sociale, Singoli o Associati in ATS (Associazione Temporanea di Scopo), con particolare riferimento ai soggetti indicati nella legge 106 del 2016 e nei relativi decreti di attuazione e agli altri soggetti di seguito specificati.

Possono presentare la proposta di Progetto, in qualità di soggetto Capofila o di Singolo proponente, per accedere agli eventuali finanziamenti, tutte le organizzazioni afferenti a una delle seguenti categorie:

  • a) Associazioni di promozione sociale (di cui al d.lgs. 3 luglio 2017 n. 117);
  • b) Cooperative sociali (di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381);
  • c) Organizzazioni di volontariato (di cui al d.lgs. 3 luglio 2017 n. 117);
  • d) Organizzazioni non lucrative di utilità sociale iscritte all’Anagrafe Unica delle Organizzazioni non Lucrative di Utilità sociale, di cui al decreto ministeriale n. 266 del 18 luglio 2003;
  • e) Fondazioni, Enti morali, Enti Ecclesiastici e Associazioni la cui ordinaria attività e le cui finalità istituzionali non siano incompatibili con le finalità dell’Avviso;
  • f) Organizzazioni non Governative (ONG), costituite ai sensi della legge 11 agosto 2014, n. 125.

Sono considerate ammissibili le proposte di Progetto che:

  • a. sono presentate da un soggetto proponente, Singolo o Associato in ATS,in possesso di uno dei due requisiti: a.1. maggioranza degli organi direttivi costituita da giovani tra i 18 e 35 anni e che impieghino nelle attività progettuali almeno il 70% di figure professionali con un’età compresa nella stessa fascia; a.2. rappresentanza, negli organi direttivi, di giovani tra i 18 e 35 anni e che impieghino nelle attività progettuali almeno il 90% di figure professionali con un’età compresa nella stessa fascia.
  • b. prevedono azioni coerenti esclusivamente con uno degli ambiti di intervento previsti dall’Avviso;
  • c. prevedono la realizzazione dell’intervento nei territori di una soltanto delle Regioni meno sviluppate: Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata.

Il soggetto Capofila o singolo proponente, inoltre, deve:

  • a) essere stato costituito prima del 31 dicembre 2014 in forma di atto pubblico oppure di scrittura privata registrata;
  • b) avere la sede legale e/o operativa in una delle Regioni meno sviluppate, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, in cui sono previsti gli interventi proposti.

A quanto ammontano le risorse?

Le risorse stanziate ammontano a 5 milioni di euro.

La richiesta di cofinanziamento pubblico per ciascun progetto presentato non può essere inferiore a euro 100.000 e non può in ogni caso superare l’importo massimo di 144.000 euro.

E’ fatto obbligo al soggetto proponente (in caso di ATS Capofila e Associati) di garantire un cofinanziamento pari ad almeno il 10% del costo totale del progetto, di cui almeno la metà deve essere garantito con risorse finanziarie proprie del soggetto proponente. Il cofinanziamento massimo concedibile dal Dipartimento non può essere superiore al 90% del costo complessivo.

Fermo restando l’importo massimo di 144.000 euro di cofinanziamento pubblico, è possibile presentare progetti che prevedano un costo complessivo superiore alla somma del cofinanziamento pubblico e della compartecipazione pari al 10% del soggetto proponente (ossia 160.000 euro); in tal caso, però, il soggetto proponente deve specificare in modo documentato la fonte e la destinazione delle ulteriori risorse per il finanziamento del costo complessivo.

Quando scade?

Le domande di partecipazione possono essere presentate, a partire dal 15 gennaio 2018, tramite PEC all’indirizzo avvisigioventudgscn@pec.governo.it ed entro le ore 18.00 del 15 febbraio 2018, a pena di irricevibilità.

Per maggiori informazioni 

https://goo.gl/6r6vjR


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