Finalmente c’è cooperazione tra UE e Cuba

Sono poche le volte che in questi anni da eurodeputato mi sono sentito fiero di questa Europa.

Ieri, il voto favorevole espresso da 567 deputati del Parlamento Europeo in merito all’ accordo di dialogo e cooperazione tra l’Unione europea e Cuba mi rende un cittadino europeo orgoglioso.

Cuba era l’unico paese dell’America Latina a non avere un accordo bilaterale con l’UE. I primi negoziati tra l’Unione Europea e Cuba sono stati avviati nel mese di aprile 2014, e si conclusi nel 2016, con l’accordo siglato dall’ alto rappresentante Federica Mogherini.

L’accordo di dialogo politico e di cooperazione (ADPC) UE-Cuba offre un primo quadro giuridico e istituzionale per la normalizzazione dei rapporti tra l’Unione Europea e Cuba e si basa su tre pilastri principali: dialogo politico, cooperazione e dialogo strategico settoriale nonché gli scambi e la cooperazione commerciale.

L’ADPC formalizza il dialogo sui diritti umani avviato nel 2015, e una clausola sui diritti umani consente la sospensione in caso di inosservanza delle disposizioni in materia di diritti umani. Inoltre, l’accordo faciliterà l’accesso di Cuba ai programmi dell’UE per il periodo 2014-2020 e il sostegno dell’Ue per la strategia di modernizzazione economica e sociale del paese.

La cooperazione dell’UE con Cuba è coperta dallo strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI). Il programma indicativo pluriennale per Cuba 2014-2020 stanzia 50 milioni di EUR per la cooperazione con Cuba in tre settori prioritari.

1) Agricoltura sostenibile e sicurezza alimentare, il 42 %.
Attualmente, l’approvvigionamento alimentare sull’isola non è sufficiente a coprire le necessità della popolazione, e ancor meno quelle del crescente afflusso di turisti. Poiché il turismo è il fattore di sviluppo principale, è essenziale aumentare la produzione alimentare dell’isola.

2) Sostegno a un miglior utilizzo delle risorse naturali fondamentali per lo sviluppo sostenibile: 36 %.
Sono in gioco gli investimenti nella produzione di energia da fonti rinnovabili, che rappresentano un asse prioritario di sviluppo nei piani strategici sia dell’UE sia di Cuba.

3) Sostegno alla modernizzazione economica e sociale: 20 %.
I settori selezionati corrispondono alle priorità nazionali individuate nelle “Linee guida cubane per la politica economica e sociale”, una strategia di medio termine approvata nel 2011 per promuovere le riforme nel paese.

La struttura a tre pilastri e il percorso che ha portato a questo accordo mostra la volontà di confrontarsi attraverso un dialogo basato sul rispetto reciproco della sovranità e dell’indipendenza di Cuba e dell’Europa, e rappresenta un esempio da replicare in altre realtà come quella di Cuba, e di tutti i Paesi in via di sviluppo.

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