F.A.R.C., i bambini soldato

Anche se le FARC non combattono più, in Colombia ci sono ancora centinaia di bambini arruolati nelle fila dell’ELN o di altri gruppi paramilitari. E, tra guerriglia e narcotraffico, alla fine a fare le spese di tutta questa drammatica situazione sono i sempre gli stessi: i bambini e i ceti più poveri della società colombiana.

Questi bambini, strappati troppo presto alla loro infanzia per diventare bambini soldato nella giungla, non sono mai stati messi davanti a una scelta. Gli è stato messo un fucile in mano, e per molti di loro giungla, fucile e FARC sono state le uniche cose che hanno conosciuto nella loro vita.

Quale ventaglio di alternative e opportunità può avere una persona così? Una persona che, in adolescenza, viene presa con la forza, gli viene messa un’arma in mano e gli viene detto “O uccidi quest’uomo o noi uccidiamo te?” Nessuna.

In Colombia non si combatte più per gli ideali. Gli ideali sono stati dimenticati e sepolti da tanto tempo, quando la fame e la lotta per la terra hanno preso il sopravvento su tutto il resto. Perché sono fame e terra i più grandi problemi della Colombia, quei problemi che non lasciano altra scelta se non combattere per essi.

Uno dei punti salienti degli accordi di pace tra governo colombiano e FARC è la compensazione dei quasi 7000 ex guerriglieri smobilitati attraverso l’assegnazione di terre, coltivabili, programmi di recupero e di formazione, progetti produttivi e reintegrazione nella società civile.

Tutto questo al fine di evitare il riassorbimento degli ex guerriglieri nel tessuto del narcotraffico, della criminalità, dei gruppi neoparamilitari o di altra guerriglia come l’ELN.

E questo purtroppo è proprio ciò che sta accadendo, dal momento che l’implementazione degli accordi di trova arenata in una fase di stallo (e avendo raggiunto solo un misero 19%).

Quale alternativa hanno queste persone che sanno solo combattere e che hanno ricevuto promesse che sono rimaste lettera morta? Come si procurano da vivere? Come si reintegrano nella società civile se alla società civile non sono mai appartenuti?

Questo pericoloso vuoto tra FARC e resa rischia di capovolgere e addirittura distruggere tutti buoni propositi contenuti nell’accordo.

Bisognerebbe tradurre la buona volontà espressa da parte dell’Unione europea con l’istituzione del Trust Fund per la Colombia in fatti perché, se quanto accordato non viene posto in essere, gli accordi di pace rimangono solo un pezzo di carta. Ma le sorti della Colombia sono appese proprio a quel pezzo di carta adesso, ed è come e quanto verrà utilizzato che traccerà il destino della Colombia.

La Colombia è stanca, è pervasa da fame e corruzione, ha vissuto la guerra civile più lunga della storia contemporanea e questo accordo di pace è l’ultima speranza residua.

Quando finirà l’era delle buone intenzioni e inizierà l’era degli impegni concreti?


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.