Estrazione Petrolio Sicilia: No grazie

Estrazione Petrolio Sicilia: No grazie

BUCATO COME UN FORMAGGIO SVIZZERO
Ho chiesto in Europa, quali sono le modalità attraverso le quali intende intervenire per arginare gli effetti devastanti che la proliferazione delle attività estrattive sta causando?
Ma soprattutto, quali sono gli strumenti di sorveglianza che intende mettere in campo l’UE per tutelare gli ecosistemi marini?
In un sistema mondiale orientato verso l’impiego crescente delle fonti rinnovabili, è impensabile che i Paesi membri dell’UE, impegnati nel rispetto di obiettivi ambiziosi come quello del Pacchetto Clima ed Energia 2020, non dirottino tutta la loro attenzione verso soluzioni “green”.

Le notizie sul petrolio, buone o cattive che siano, sono sempre in prima pagina. Se il prezzo lievita, tutto rincara e le economie dei paesi maggiormente dipendenti dalle importazioni di greggio entrano in fibrillazione. Se il costo del barile invece scende, i prezzi di carburanti e trasporti rimangono pressoché invariati. Un doppio effetto speculativo che si ripercuote sulle tasche dei cittadini.
I paesi del Meditterraneo pagano già un prezzo troppo alto dovuto ad una legislazione in materia assolutamente irrispettosa della tutela delle coste. Puntare sul petrolio piuttosto che sulla valorizzazione dei litorali è un attentato alla dignità degli cittadini Europei.
Occorre portare avanti un’idea di energia diversa fatta di sistemi puliti rispettosi della salute del territorio e dei cittadini.

Estrazione Petrolio Sicilia: No grazie


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