Esclusione dei laboratori d’analisi dall’elenco regionale. Corrao (M5S). La Regione Siciliana potrebbe violare norme europee su concorrenza

“La Regione Siciliana potrebbe violare le norme sulla concorrenza a causa dell’esclusione dall’elenco regionale di diversi laboratori di analisi per autocontrollo alimentare, subordinando la loro iscrizione all’accreditamento presso un unico organismo riconosciuto. L’accreditamento presso l’Ente parastale ‘Accredia’ sarebbe obbligatorio esclusivamente per gli enti che svolgono controlli ufficiali come le ASP o gli Istituti zooprofilattici  e non per tutti i piccoli laboratori siciliani. Questi in ogni caso non potendo sostenere gli ingenti costi dell’accreditamento sono rimasti ingiustamente fuori dall’elenco e conseguentemente dal mercato. La Commissione valuti cosa sta accadendo in Sicilia”.

A dichiararlo è l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle che, con una interrogazione a Bruxelles, porta a conoscenza dell’esecutivo europeo le criticità siciliane in tema di accreditamento e le difficoltà cui vanno incontro i piccoli laboratori d’analisi che non svolgono controlli ufficiali.

“La Regione siciliana richiamando in maniera discutibile alcuni regolamenti europei – sottolinea Corrao – ha istituito l’elenco regionale dei laboratori di analisi nell’ambito dell’autocontrollo alimentare, vincolando impropriamente detta iscrizione al requisito dell’accreditamento presso Accredia. Ebbene, tantissimi piccoli laboratori siciliani, che peraltro non sarebbero assoggettati a tale forma di accreditamento, non hanno potuto sopportare i gravosi oneri ad essa collegati, con la conseguenza di rimanere ingiustamente fuori dall’elenco e ovviamente dal mercato. Il caso siciliano, ha provocato le proteste vibrate anche degli ordini professionali, biologi e dei chimici che ritengono che il Governo italiano e la Regione siciliana abbiano applicato la normativa europea in modo distorto. Per queste ragioni – chiosa Corrao – chiedo alla Commissione Europea se non ritenga che questo provvedimento della Regione sia in contrasto con la normativa europea e se non violi i principi sanciti a tutela della concorrenza e del mercato”.

 


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