Energia. Corrao: “A che titolo l’Eni siede al tavolo del recovery plan? Governo Italiano chiarisca”

“A che titolo l’ENI siede al tavolo del Recovery Plan nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza PNRR? Il business del cane a sei zampe poco o nulla ha a che fare con con l’economia verde. Non è accettabile che i soldi per la ricostruzione green diventino profitto per i privati che notoriamente fanno affari con il petrolio. Il governo italiano chiarisca e vigili”. A dichiararlo è l’eurodeputato indipendente Ignazio Corrao a proposito della bozza di Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR) che secondo l’eurodeputato siciliano, “sarebbe stata scritta sotto dettatura dell’Eni”.

“Come avevo già anticipato nel mese di Ottobre – spiega Corrao – con l’avvento del recovery plan il rischio della truffa climatica era sotto l’albero di Natale. E chi in Italia se non l’ENI poteva sedersi al tavolo dei commensali per una parte del ghiotto bottino del recovery dedicato in parte al green deal. L’ultima bozza del PNRR (Piano nazionale ripresa e resilienza) è un’offesa all’intelligenza degli italiani. Nella seconda bozza pubblicata il 29 Dicembre, in piena crisi covid tra vaccini a rilento e situazione economica al collasso, parte delle risorse del recovery fund, destinate alla rivoluzione verde e alla transizione ecologica, vengono magicamente dirottate all’ENI. Per l’esattezza si tratterebbe di 2,7 miliardi di euro per diversi progetti tra cui centri di cattura e stoccaggio di CO2 e bioraffinerie”.

“Tutti espedienti – sottolinea ancora l’eurodeputato siciliano – che hanno il chiaro obiettivo di tenere in vita processi produttivi e di approvvigionamento altamente emissivi. Mi associo quindi al grido di allarme di Legambiente, Greenpeace, Fridays for Future. Bisogna mettere un freno ad un testo che sembra essere scritto sotto dettatura dei vertici ENI, gli stessi vertici che sono stati confermati da questo governo, ferita per me ancora aperta. Un problema in più per l’Italia che poteva tranquillamente essere risolto a priori con la più volte auspicata richiesta di azzerare i vertici dell’azienda del cane a sei zampe e la sostituzione con un management scelto per perseguire obiettivi di sostenibilità ambientale che così proseguendo diventano chimere” – conclude Corrao.

 


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