E’ così sbagliato il parallelismo con l’UDEUR?

Chi avrà ragione tra Mastella che si è sentito offeso per il parallelismo tra il m5s di oggi e il suo partito (https://bit.ly/2GmOo9r) e alcuni colleghi del m5s che si sono sentiti offesi per essere stati paragonati all’UDEUR?

La realtà ragazzi è, che andando al di là di ogni più perfida immaginazione e nella colpevole inconsapevolezza di molte persone (tra cui Roberta Lombardi, che ieri sera in TV è sembrata sorpresa), noi con il partito di Clemente Mastella ci siamo già alleati in 2 comuni campani (Regione quartier generale di chi gestisce il m5s), ossia a Giugliano e a Caivano, dove il Sindaco è stato eletto, con la lista di Mastella al 9,1% e il M5S al 4,4% nella stessa coalizione. Lo stesso Mastella ha dichiarato che la vittoria è merito suo e l’alleanza m5s-pd ha funzionato solo grazie ai suoi voti (utili anche a De Luca a livello regionale).

Sembrano preistoria i tempi in cui ridevo divertito agli spettacoli di Beppe Grillo (2007, da lì mi sarei buttato anima e cuore nei meetup) che parlava di Mastella con parole del tipo “parlare di Mastella è come sparare su un tonno in scatola”, “c’era mastella… che festeggiava i 30 anni di politica… ma come abbiamo fatto a ridurci così… (https://www.youtube.com/watch?v=eGIQ3gQOeZY ).

Molti dei nuovi probabilmente non lo sanno, alcuni dei vecchi non lo ricordano o fanno finta di non ricordarlo, ma il senso di questo movimento era quello di mettere le idee davanti le persone, di sviluppare strumenti di partecipazione, di trasparenza, di condivisione, a tutti i livelli. Era questa la grande sfida, politica e culturale, che attirava centinaia, migliaia di persone intorno al tavolo (me compreso, che per anni sono andato a fare proseliti in giro dedicandomi h24 al progetto). Nessuno di noi 10 anni fa sarebbe entrato in un partito in cui le decisioni più importanti, per il movimento e di conseguenza per il Governo e per il Paese, vengono prese in segreto da Di Maio, Fico, Bonafede o Spadafora (che è passato, per la cronaca, proprio dall’UDEUR, poi Margherita, poi Verdi, poi Forza Italia e infine ha raggiunto la agognata gloria politica nel movimento 5 stelle ultima versione, per volontà di Di Maio che se lo è preso prima come assistente, poi lo ha fatto deputato, sottosegretario e infine ministro). Che per carità, possono anche essere le persone migliori di questo Mondo, ma non era questo il senso e mai mi sarei avvicinato ad un partito gestito così, per le stesse ragione per cui stavo lontano dagli altri partiti ai tempi dell’università. Oggi siamo (o stiamo diventando) gli stessi dinosauri che combattevamo, per questo dobbiamo ricordarci le vecchie regolette che ci tenevano a servizio dei cittadini per un periodo limitato di tempo.

Se in un certo momento un metodo del genere poteva essere accettato (o tollerato) in quanto temporaneo e transitorio in una fase di assestamento, conseguente al decesso di colui che era il grande ideatore e organizzatore del movimento, lo stesso non si può accettare se si prolunga eccessivamente nel tempo. Fino a negare tutti i nostri capisaldi e fare della mancanza totale di trasparenza, condivisione e regole interne il tratto distintivo delle ultime stagioni (dalle nomine fatte tutte in gran segreto alle scelte politiche più rilevanti, passando per un uso delle sanzioni interne molto anomalo). Molti pensano che una volta entrati dentro i palazzi è impossibile non cambiare, non adeguarsi. E’ un ragionamento comprensibile, ma non si può passare così velocemente da mangiare la pizza seduti sulla scalinata al volo di Stato tra Roma e Napoli.

Il paragone con l’UDEUR, partito che molto scaltramente con pochi voti fungeva da ago della bilancia di destra e sinistra (al governo sia con Prodi che con Berlusconi) e riusciva a reclamare poltrone per i suoi, regge eccome. Peraltro viste le scelte di questi anni non mi stupirei se Mastella fosse proposto come Presidente della Repubblica, anzi ditegli di stare calmo che si può giocare le sue chance. La differenza netta è che questi riuscivano ad ottenere l’impossibile con il 1%, mentre qui si parte dal 33%. E peraltro l’UDEUR in 7 anni ha fatto 4 congressi (che hanno sempre confermato il suo lidér maximo alla guida). Noi al momento neanche uno.

Se si va avanti con l’idea che ci siano delle persone sovraordinate, inamovibili, che devono per forza stare al vertice, fare i ministri e prendersi tutti gli incarichi possibili, è giusto dire chiaramente, in modo consapevole, che siamo già nella strada dell’UDEUR, nell’affermazione ufficiale di un partito con padrini e padroni. Se invece si vuol tornare ad essere movimento, mettiamoci alle spalle questa parentesi gestionale di questi ultimi anni, azzeriamo tutto e mettiamo di nuovo le idee davanti alle persone. Vi assicuro che, nonostante alcuni abbiano mollato, ci sono ancora centinaia di persone sconosciute ma molto in gamba tra i portavoce del movimento 5 stelle, sia in parlamento nazionale che sui territori. Se si vuole ripartire bisogna fare un turnover totale, sia negli incarichi interni di movimento che in quelli di Governo, con noi tutti al secondo mandato ci mettiamo dietro, senza “ruoli di potere”, per aiutare e accompagnare i nuovi a portare avanti rinnovate idee e programmi. Idee e programmi che devono fare la differenza, dentro la maggioranza, in questo periodo così importante in cui verrà programmata la spesa del futuro e quindi il futuro delle prossime generazioni.
Per questa è l’ultima possibilità per salvare e rilanciare il movimento. Prima le idee e poi le persone. Turnover totale e cambio radicale di tutte le persone in ruoli chiave. Altrimenti sarà semplicemente UDEUR o qualcosa di quel tipo lì, con buona pace di quel che siamo stati.

(Consiglio non richiesto: al posto di prendere posizione senza pensare, da vere e proprie “truppe mastellate”, e prendervela con Di Battista, che è l’unico politico che ha mantenuto la parola e campa di risorse sue, riflettete e fate le vostre ricerche e approfondimenti in materia.
Considerate sempre che non parliamo pubblicamente se non come ultima conseguenza di lunghissimi periodi di ricerca di un confronto interno che manca, e che non è vero che vogliamo destabilizzare il governo o farlo cadere, ripeto per l’ennesima volta che il m5s deve stare lì e incidere con rinnovate idee. Dopodiché chi ha a cuore il movimento si impegni per una svolta totale e radicale in un congresso che ancora si spera ci venga concesso).

p.s. Anche nel simbolo dell’UDEUR ci sono le stelle.

Per aspera ad Astra

Chi avrà ragione tra Mastella che si è sentito offeso per il parallelismo tra il m5s di oggi e il suo partito…

Pubblicato da Ignazio Corrao su Venerdì 2 ottobre 2020

 


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