Dopo averci riflettuto a lungo ho deciso di votare NO alla Commissione presieduta da Ursula von der Leyen 

Dopo averci riflettuto a lungo ho deciso di votare NO alla Commissione presieduta da Ursula von der Leyen e me ne assumo la piena responsabilità politica.
Sapevo che prima o poi mi sarei dovuto trovare a scrivere un post del genere, dove devo spiegare la ragioni di un voto importante in dissenso a quello espresso dalla maggioranza della delegazione del MoVimento 5 Stelle qui al Parlamento Europeo, ma pazienza, eccomi qua a metterci la faccia. Come sempre.

Perché NO? Perché a luglio SI e a novembre NO?
Come ricorderete, a metà luglio, quindi 4 mesi e mezzo fa, durante la votazione (segreta, quindi piena zeppa di franchi tiratori) abbiamo comunicato il nostro voto a favore a sostegno della posizione del Governo (allora giallo-verde) con l’idea di far pesare quel voto nella composizione della Commissione e nell’elaborazione dei temi e dei programmi della Commissione Europea stessa. Ovviamente nella discussione che portò al voto di luglio, esattamente come ieri, non tutti erano d’accordo tra i miei colleghi, ma come è sempre stato si è difesa la scelta della maggioranza e le ragioni del voto (le spiegai in un lungo post -> http://www.ignaziocorrao.it/perche-abbiamo-sostenuto-ursul…/).

In quel frangente avevamo ricevuto rassicurazioni sul coinvolgimento nella composizione (l’uscita scomposta su quel voto della lega nord, che evidentemente già pensava a far cadere il governo, ci spianava la strada sulla scelta del Commissario, poi andato inspiegabilmente al pd, come tante altre cose) e anche sui programmi. Da programmi specifici green a una proposta strutturata di salario minimo europeo, passando per una revisione delle politiche di austerità o del regolamento di Dublino. Questo non significa che in 4 mesi potevano realizzarle, ma che almeno i designati commissari si presentassero alle audizioni con un piano e dei programmi di cosa fare concretamente, invece abbiamo ascoltato solo ed esclusivamente parole vuote e supercazzole che neanche il miglior Conte Lello Mascetti sarebbe in grado di elargire. Anche il buon Paolo Gentiloni, nominato dal subentrante governo giallorosso, tra le nostre inascoltate proteste, per capacità di supercazzole e scappare a qualsiasi risposta non ha nulla da invidiare ai suoi colleghi, alcuni dei quali, nonostante la sostituzione in corsa (di quelli bocciati) brillano per conflitti di interesse (tipo il francese Breton che fino a poche settimane fa era CEO di una compagnia multinazionale, ora è chiamato a intervenire su ampi settori dell’economia europea quali digitale, difesa e telecomunicazioni, settori in cui operava da privato) e alzano numerose ombre sulla possibilità che possano lavorare con le mani libere e per il bene comune. In buona sostanza se 5 anni fa la Commissione Juncker non andava bene questa si presenta ai nastri di partenza come ancora peggio. Con l’asse franco-tedesco a dominare la scena senza alcun dubbio.

Ancora non siete convinti che la linea di credito aperta dalla mia delegazione a luglio si sia abbondantemente conclusa?
Allora aggiungiamo che non solo la composizione della Commissione lascia molto a desiderare ed è la solita spartizione senza idee e programmi tra chi ha sempre governato l’Unione Europea (anche la nomina italiana di Gentiloni ha tenuto quella traiettoria e sapete benissimo quanto io mi sia arrabbiato sui negoziati -> http://www.ignaziocorrao.it/ma-voi-siete-davvero-contenti-…/) e abbia fatto presente all’interno e all’esterno che stavamo cedendo tutto sbagliando. Ma a questo va aggiunto anche che come delegazione del MoVimento 5 Stelle in Europa, dopo 5 mesi, siamo ancora nei non iscritti, ancora più isolati di prima e senza essere minimamente stati presi in considerazione nè sui programmi e neanche sulle nomine di secondo livello, dove la spartizione di poltrone è continuata come è sempre stata e anche gente fuori dal governo e fuori dalla storia come Tajani ha avuto più voce in capitolo di una delegazione che ti aveva comunicato un sostegno condizionato, ripeto: condizionato. Non eterno.

La domanda che ho fatto ieri in riunione ai miei colleghi è stata: ma alla luce di tutte le argomentazioni espresse, che ragioni abbiamo per registrare il nostro voto palese (a luglio non lo era, ripeto) a sostegno di questa Commissione?
La maggioranza, oggi come a luglio, ha mantenuto le stesse argomentazioni e rispettabili convinzioni.
Io ho mantenuto le mie, con la differenza che rispetto alle tante volte in cui ho avallato e difeso la scelta della maggioranza questa volta non me la sento di sostenere pubblicamente e palesemente (con il mio voto e il mio nome registrato per i futuri lettori) una Commissione Europea in cui non credo e che reputo peggiore di quella di prima che era già pessima. L’ho fatto con grande sofferenza interna, consapevole di violare una regola di delegazione ma mettendo sulla bilancia quello che credo sia il principio rispetto alla regola. Sono sicuro che se alla nostra base fosse stato chiesto se volevano sostenere una Commissione Europea a trazione franco-tedesca, frutto di spartizione di potere e poltrone tra socialisti, liberali e popolari in cui noi non abbiamo alcun ruolo la risposta sarebbe stata NO, anzi sarebbe stata Assolutamente NO.
Purtroppo però questa votazione con la nostra base non c’è stata e solo ieri sera ho avuto modo di esprimere in maniera approfondita a Luigi Di Maio le mie perplessità e la mia volontà di votare contro (troppo tardi per chiamare una consultazione con gli iscritti). Assumendomi, insieme ai miei colleghi che hanno fatto lo stesso, la piena responsabilità politica del nostro voto.

Abbiamo già dimostrato nel mandato precedente che si può incidere sui singoli provvedimenti facendo una valutazione sulla loro bontà caso per caso. In questo modo abbiamo ci siamo fatti apprezzare. Siamo partiti da un voto negativo (perché non eravamo e non siamo parte del loro giochetto di spartizione di poltrone, potere e ricatti) e abbiamo condizionato il voto di volta in volta alla bontà del provvedimento finale, spesso risultando decisivi.
Io questo ho fatto e questo ho intenzione di continuare a fare, in questo marasma nazionale in cui non si capisce più che identità abbiamo.

Io sono come un anziano che vuole tornare a passare gli ultimi anni della sua vita a casa sua. Ho dedicato tutto il mio tempo e tutta la mia energia a lottare contro un sistema ingiusto e autocratico, contro il governo delle multinazionali che affossa tutti i piccoli produttori, contro regole sempre a favore dei forti contro i deboli, contro lo strapotere della burocrazia sulla volontà popolare, per la tutela dell’ambiente e delle classi sociali e territori più vulnerabili e via dicendo tutte quelle battaglie con cui siamo cresciuti e siamo passati da un piccolo movimento di sognatori a un grande movimento di popolo. Io non lo so se ho torto o ragione, neanche mi interessa saperlo, ma so chi sono e cosa voglio essere. Non sono attratto dalle luci del potere, non credo che chi ha sempre fatto danni possa risolverli e soprattutto non credo che possiamo sostenere coloro a cui ci siamo sempre opposti per DNA. Questi sono quelli dei vincoli, del fiscal compact, del MES, del cappio al collo alla Grecia, dello strapotere tedesco. LA gran parte dei miei comizi sono contro questa gente qui e il modello economico che impongono strozzando la vita delle persone comuni.
Questa Commissione Europea è in perfetta continuità con il recente passato e io non me la sento di registrare il mio voto a loro sostegno. Io continuerò ad oppormi, costi quel che costi.
In questo ultimo anno ho perso praticamente il sorriso e l’entusiasmo, mi sono dovuto vergognare spesso di decisioni che ho dovuto accettare e difendere ma che non mi appartengono. Come un anziano che vuole tornare al suo Paese io intendo rimanere fermo sulle posizioni che ci hanno fatto crescere e ci hanno portato dentro le istituzioni. Siamo un movimento anti-establishment che si sta comportando come la sbiadita copia del PD che invece sistema lo è e dal sistema riceve innumerevoli vantaggi.
Il voto di oggi era una fiducia incondizionata (non ci saranno altri voti) a un sistema che non ci rappresenta, lontano anni luce dai bisogni del popolo e che dobbiamo contrastare e combattere, facendo ovviamente con serietà il nostro lavoro nelle istituzioni come abbiamo sempre fatto. Il mio voto in dissenso è un atto politico per cui potrei subire anche ritorsioni e ripercussioni (non mi stupirei), per questo chiedo a chi è d’accordo con questa posizione mia, di Piernicola, di Rosa e di Eleonora, e avrebbe fatto lo stesso, di starci vicino.
O si torna a fare il MoVimento, con coraggio per cambiare davvero le cose, o si muore. Io di paura non ne avevo prima non ne ho adesso.

Coraggio,
Per Aspera ad Astra

Dopo averci riflettuto a lungo ho deciso di votare NO alla Commissione presieduta da Ursula von der Leyen e me ne assumo…

Pubblicato da Ignazio Corrao su Mercoledì 27 novembre 2019

 


2 risposte a “Dopo averci riflettuto a lungo ho deciso di votare NO alla Commissione presieduta da Ursula von der Leyen ”

  1. Adriano ha detto:

    Bravo Ignazio! Per quello che vale io sono con te e credo che siamo in tanti a pensarla così. O si fa il MoVimento o si muore.
    Per aspera ad astra

  2. Antonino ha detto:

    Ciao Ignazio. Ti seguo da tanto tempo e ti apprezzo per le tue battaglie ma non posso fare a meno di notare alcune criticità. Tu parli di “principio che deroga alla regola”. Mi chiedo allora: quando hai “spinto” per la nomina di Cancelleri a viceministro, derogando a una regola ferrea del Movimento che impone di portare a termine un mandato, quale era il principio? Sincerente non riesco a capirlo.
    Nella tua sezione “contatti” tu dici di scriverti e saremo contattati il più presto possibile. Io ti ho scritto diverse volte per esporti le mie perplessità e le mie impressioni su certe scelte cruciali del Movimento ma non sono msi stato contattato da nessuno. Ma non sei il solo. Questo è uno dei problemi più alienanti per un attivista che non trova nessun riscontro dai portavoce nazionali ed europei. Con i facilitatori le cose miglioreranno? Chissà!?

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