Cosa significa “conflitto”. Stato dell´arte del processo di pace in Colombia

Gravi ritardi nelle riforme e nell´implementazione, consolidamento di vecchi e nuovi gruppi armati, attentati contro attivisti e leader sociali, riforma agraria arenata, aumento di nuove organizzazioni criminali. La pace non è ancora fatta.

A poco più di un anno dalla firma dello storico accordo di pace tra le FARC e il governo colombiano siglato a L’Avana, facendo una valutazione complessiva, alcuni obiettivi dell´accordo sono stati raggiunti, altri procedono a rilento e molti altri registrano un forte peggioramento.

Alla voce “successi” va sicuramente registrata la smobilitazione e il disarmo delle FARC, con una cifra veramente incredibile: 6893 guerriglieri delle FARC hanno consegnato 7132 armi individuali, la media di 1,32 armi per smobilitato, la più alta del mondo.

La diminuzione di molti indici di violenza associati al conflitto (in particolare sequestri e estorsioni) è sicuramente un altro importante miglioramento del processo di pace.

Quello che preoccupa però (e non poco) è l´ampia gamma di peggioramenti registrati proprio in seguito alla ratifica dell´Accordo di pace.

Come primo problema vorrei soffermarmi sul grave ritardo nella implementazione normativa dell´accordo.

Allo stato attuale, infatti, l´attuazione delle riforme legislative è ancora ferma al 18%. La riforma rurale integrale addirittura non ha neanche raggiunto il 6%. Troppo poco, pochissimo. Nello specifico, per tradurre in realtà tutto ciò che è stato concordato a l´Avana, erano necessarie almeno 68 iniziative legislative. La realtà invece è ben altra. Il governo colombiano ne ha presentate soltanto 24, e di queste ne sono state approvate soltanto 10!

Leftist rebels of the Revolutionary Armed Forces of Colombia (FARC) patrol a roadway near to San Vicente de Caguan, January 1999.
REUTERS/Jose Gomez

La domanda allora sorge spontanea: con tutti i buoni propositi del mondo, come si può porre in essere un accordo se questo non viene tradotto in leggi, non raggiungendo neanche il 20%? Questo grave ritardo rischia di mutilare l´accordo, rendendolo sterile e minandone l´efficacia.

Molto preoccupante risulta anche l`alto indice di violenza che persiste nel Paese, in particolar modo nelle zone rurali e più remote. Violenza che ha preso i connotati di una vera e propria persecuzione sistematica ai danni di leader sociali e difensori dei diritti umani, con un incremento degli omicidi del 47%. Le vittime sono semplici persone che chiedono soltanto che venga rispettato e formalizzato il diritto a rimanere nella loro terra senza che nessuna organizzazione criminale o gruppo narcopararamilitare se ne appropri con la violenza, sottraendo di fatto ai campesinos non solo la terra ma anche tutte le risorse naturali ed economiche che essa genera. Nelle aree rurali la gente viene costantemente assassinata in Colombia per questo, soprattutto nell’ovest del Paese (dipartimenti di Antioquia, Cauca e Nariño, non a caso zone in cui la presenza delle FARC era molto forte).

L´elenco dei peggioramenti purtroppo è ancora lungo. Per esempio ritengo degna di menzione la stessa smobilitazione delle FARC, il principale fattore decantato come successo totale. Vero in parte. Analizziamo un po´più da vicino la realtà dei fatti.

Un guerrigliero delle FARC smobilitato è una persona che probabilmente ha vissuto buona parte della sua vita con un fucile in mano a nascondersi nella fitta giungla colombiana, combattendo le truppe governative e prendendo parte a sequestri.  Come dovrebbe essere reintegrata nella società colombiana una figura del genere? Uno dei punti dell´accordo prevede infatti l´assegnazione di terre ai guerriglieri con relativi progetti produttivi, ma per oltre 12.000 guerriglieri sono stati finora approvati solo 3 progetti.

Non stupisce dunque che molti ex-guerriglieri vengano riassorbiti da altre strutture criminali e paramilitari, dal momento che gli era stata promessa un´alternativa all´unica vita che conoscevano e, trovandosi lasciati a se stessi, per sopravvivere alcuni sono tornati a fare l´unica cosa che conoscono: combattere.

Si è risolto quindi un problema per alimentarne un altro?

Il fattore a mio avviso più grave tuttavia, e sul quale vorrei soffermarmi maggiormente, è il neoparamilitarismo

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Con la firma degli Accordi di pace la Colombia sembra essere entrata in un contesto transitorio caratterizzato dalla continuità della violenza delle organizzazioni criminali e di alcuni gruppi paramilitari che si sono resi più visibili o che si stanno formando, riempendo di fatto il vuoto di potere lasciato dalle FARC.

Nelle zone precedentemente controllate dalle FARC infatti gruppi paramilitari si sono inseriti o hanno aumentato la loro attività per stabilire un controllo militare e sociale col fine di appropriarsi dei proventi delle attività economiche legali e illegali.

Questi gruppi costituiscono una seria minaccia per il processo di pace e il fatto che alcune strutture non abbiano partecipato alla smobilitazione fa sì che questo abbia impedito la eradicazione del fenomeno paramilitare e delle sue strutture militari, economiche e politiche, storicamente invasive nel tessuto colombiano.

Qual è il senso quindi di celebrare lo smantellamento delle FARC se un anno dopo troviamo moltiplicati o rafforzati altri attori che ne hanno preso il posto, rafforzatisi anche grazie alla loro assenza come il Clan del Golfo?

Abbiamo eliminato solo il nome FARC ma lasciato sopravvivere e proliferare il modello del paramilitarismo?

É per questo che ritengo auspicabile e necessario da parte dell`Unione Europea il rafforzamento immediato dell` Unità Speciale della Procura Generale Colombiana, creata ad hoc per il debellamento dei gruppi successori al paramilitarismo, che deve fornire risultati concreti nella protezione del territorio, nella tutela delle vittime del conflitto, dei difensori dei diritti umani e dei leader sociali.

La mia analisi ha il semplice scopo di sottolineare quanto la Colombia sia in realtà ancora molto lontana dalla pace, perché lo smantellamento delle FARC, per quanto enormemente positivo, è solo uno dei tanti fattori che hanno attanagliato e insanguinato la Colombia.

I problemi di questo paese sono tantissimi e molto diversi tra loro. E come tali vanno aggrediti da diverse angolazioni, in modo estensivo e multidimensionale.

Per questo auspico una forte accelerata nella implementazione giuridica dell´Accordo, il quale, tradotto in norme giuridiche e applicato con convinzione, guarirebbe molte delle ferite del popolo colombiano che ancora sanguinano copiosamente.

L’intervento di Ignazio Corrao in Parlamento Europeo su processo di pace in Colombia


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