Continuità territoriale. Ecco quanto vale in Sardegna

Ma i soldi elargiti dallo Stato Italiano e dalla comunità Europea non dovrebbero garantire la continuità territoriale ad un prezzo accettabile perché i Sardi si sentano parte integrante dei cittadini italiani?
Come molti sanno una parte delle mie radici le ho acquisite in Sardegna in quanto la mia compagna è Sarda e mia figlia Isabel ha sangue sardo e proprio ieri fantasticavamo, dopo tanto tempo, un rientro in Sardegna per questa estate per ritrovarci con la famiglia; da lì ci siamo messi con Manuela a verificare i costi di un passaggio in traghetto nella tratta Livorno-Olbia.
Ho provato più volte a fare dei preventivi e con stupore ci siamo resi conto che i prezzi della compagnia del Gruppo Onorato Tirrenia-Mobi, che percepisce aiuti di stato per la continuità territoriale, sono di gran lunga superiori della compagnia marittima che non ne percepisce per nulla.
Mi sono chiesto: ma una famiglia con marito, moglie, due figli e auto a seguito di origini Sarde (ha diritto alla continuità territoriale) quanto spenderebbe?
Be’ i conti sono chiari, se prende un traghetto della compagnia Moby spende ben 250 € in più di un’altra compagnia!
Ma allora, mi viene spontanea la domanda: ma ha cosa servono gli aiuti di stato per la continuità territoriale versati dallo Stato Italiano?
E badate non sono pochi soldi!

Dalla privatizzazione di Tirrenia, ad oggi non è cambiato sostanzialmente nulla: da anni convenzioni e proroghe infinite, l’ultima di 8 anni fa con un accordo che prevedeva il pagamento da parte dello Stato di 72.6 milioni all’anno, e ultima appena la prorogata fino al 31 maggio 2021 dove sono stati prorogati i viaggi dei traghetti Tirrenia in continuità territoriale da e per la Sardegna, che sarebbero scaduti il 28 febbraio scorso, proroga che riguarda i collegamenti marittimi non solo con la Sardegna, ma anche verso Sicilia e isole Tremiti.
Il gruppo Onorato 8 anni da aveva acquistato Tirrenia, trasformandola in Tirrenia-Cin, per 300 milioni con una rateizzazione di 50 milioni all’anno. Già all’epoca non era arrivato un chiaro via libera della Commissione europea ma l’affare si concluse comunque con l’impegno di rinnovare la concessione nel luglio del 2020, data in cui sarebbe dovuto essere pronto un nuovo bando di continuità territoriale.
Ben otto anni che per definire la nuova continuità marittima della Sardegna dove nulla è accaduto e le certezze per i sardi sono in balia del vento.
La scusa è l’emergenza sanitaria, ma i tempi direi che sono più che sospetti in quanto otto anni direi che non sono pochi, con una convezione con Tirrenia scaduta e una compagnia in amministrazione controllata ad un passo dal fallimento.
Qui non sono le compagnie Marittime ad alzare bandiera bianca, qui sono i sardi esausti di questo teatrino infinito.


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