Brasile incendio Vila Corbélia Curitiba. Come sono andati realmente i fatti?

Fatti

Nella notte tra il 7 e l´8 Dicembre 2018, un incendio doloso ha distrutto Vila Corbélia, un quartiere nella zona industriale di Curitiba, Brasile.

Sebbene non sia ancora noto chi abbia provocato l’incendio, diversi residenti sostengono che l’incendio sia stato una rappresaglia della polizia per l´omicidio di un ufficiale della polizia militare, Erick Norio, avvenuto nel quartiere poco prima dell´incendio.

Secondo la polizia militare, Erick Norio, che si era recato sul posto in seguito a una segnalazione di disturbo alla quiete pubblica, è rimasto ucciso da una raffica di una mitragliatrice da 9 mm.

Successivamente, circa due ore prima dell´incendio, due uomini armati sono entrati in zona in un´auto civile e hanno esploso dei colpi di arma da fuoco. Gli uomini, sebbene non indossassero alcuna uniforme, sono stati identificati come appartenenti alla polizia militare per via del giubbotto che indossavano, come dimostra una prova video. (https://www.youtube.com/watch?v=Fy-gaMStlUM)

Polizia militare

In una conferenza stampa di sabato 8 dicembre, la Polizia militare ha negato qualsiasi tipo di coinvolgimento o violenza contro i residenti.

Ha addirittura affermato che è stato il crimine organizzato che voleva punire gli abitanti del villaggio per aver aiutato la polizia fornendo informazioni sulla morte del poliziotto.

Il Colonnello Zanatta della Policia militar do Paranà, tuttavia, non ha escluso la possibilità che l´incendio sia stato provocato dalla polizia militare, anche se crede che, probabilmente, degli individui abbiano provocato l´incendio approfittando della presenza della polizia militare per potergli successivamente attribuire la responsabilità dell´accaduto.

La polizia ha infatti inizialmente puntato il dito contro i trafficanti dell´area, ritenendo che probabilmente l´incendio è stato dovuto a una rivalità tra diverse fazioni criminali che vivono e operano in quell´area.

Un’inchiesta della polizia è stata comunque aperta per determinare in quali circostanze i cinque colpi sono stati sparati da uomini che appaiono da un’auto privata indossando giubbotti della polizia militare, poco prima dell’incendio che ha distrutto le case del villaggio di Corbélia, a Curitiba.

Residenti

Dopo l’incendio, che ha distrutto circa 300 abitazioni, molti residenti nella zona hanno riferito che i responsabili dell’incendio alle case erano agenti di polizia militare. Le testimonianze riferiscono che gli agenti entravano nelle case del villaggio in modo aggressivo e violento. Un residente, che ha rifiutato di identificarsi, ha riferito di aver sentito dire a uno degli agenti che “avrebbero dato fuoco alla favela”.

Secondo un altro testimone, la polizia ha imposto il coprifuoco nella favela. In un altro video è possibile sentire colpi di arma da fuoco. Sempre secondo il testimone, quelli che hanno sparato erano anch´essi polizia militare.

Sviluppi

 

  • Il sospettato dell´omicidio di Erick Norio è stato arrestato e già sentito dalle autorità. Ha affermato di aver sparato all´arrivo del poliziotto per paura di essere arrestato.
  • Il Comando della polizia militare ha confermato che i due uomini entrati nella favela poco prima dell´incendio e che hanno esploso colpi di arma da fuoco sono membri della polizia militare.

 

  • La Task Force Criminalità Organizzata di Curitiba (GAECO), ha istituito una procedura investigativa penale (PIC) per determinare la responsabilità dell’incendio e dei morti sul posto.

Questa procedura ha lo scopo di identificare: le circostanze della morte dell´ufficiale di polizia militare Erick Norio e se l´incendio ha avuto una relazione con tutti questi episodi, ovvero se ha avuto natura criminale.

  • L’organizzazione internazionale TETO, che opera nelle favelas di 19 paesi dell’America Latina e dei Caraibi, continua a raccogliere fondi per la ricostruzione delle case distrutte dall’incendio. In soli due giorni, prima di Natale, i volontari sono riusciti a costruire 21 case e l´obiettivo è quello di consegnarne almeno 150, fondi e donazioni permettendo.

 


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