BENETTON. NIENTE SALDI PER I MAPUCHE IN PATAGONIA

“Noi avevamo costruito una nostra casa, avevamo seminato, piantato, avevamo le galline, i buoi, i cavalli e abbiamo perso tutto. Sono venuti dodici poliziotti armati, con cani, come se venissero a cercare grandi delinquenti. Il conflitto è cominciato perché ci hanno denunciati come usurpatori della nostra terra”.
ROSA NAUALQUIR – Comunità Mapuche Patagonia/Argentina – Report 2009, Rai 3

Il 10 gennaio scorso duecento agenti della Gendarmería Nacional hanno lanciato un’offensiva contro un piccolo gruppo di indigeni mapuche nella provincia di Chubut, nella Patagonia argentina. L’intervento è stato eseguito in seguito alla richiesta della Compañía de Tierras Sud Argentino (ex compagnia inglese, adesso controllata dal gruppo Benetton, la quale alla fine del ’800 lo Stato Argentino aveva donato questo territorio in cambio di armi che sono servite alla guerra di annessione della Patagonia per disperdere le popolazioni indigene. Conquista del desierto) con la scusa di abilitare la ferrovia per il passaggio di un treno turistico, la piccola comunità mapuche è stata attaccata ed isolata completamente, impedendo così il sostegno da parte di organizzazioni e movimenti sociali che operano a sostegno del popolo indigeno. Sono stati sparati proiettili di gomma, impiegati droni ed un uso brutale della forza contro una comunità di molto inferiore nei numeri rispetto alle forze dell’ordine. Il giorno seguente la polizia di Chubut è tornata a colpire, questa volta impiegando non solo proiettili di gomma ma anche proiettili regolari, lasciando sul terreno almeno due feriti gravi e ha proceduto all’arresto di sette persone della comunità.

La Patagonia è storicamente la terra del popolo Mapuche. Il cosiddetto “Popolo della Terra” infatti, vive in questa vasta regione del profondo Sud latinoamericano da circa 10.000 anni. Tuttavia, nel corso del tempo, tra colonizzazioni e neo-colonizzazioni, questa popolazione è stata sempre più marginalizzata e bistrattata. Progressivamente i Mapuche sono stati costretti a ridurre il proprio spazio vitale abbandonando quelle terre che avevano abitato per così lungo tempo per finire relegati in quei territori più inospitali e poveri di risorse e quindi meno attraenti per investitori/conquistadores stranieri.
L’ultima ondata speculativa, o perlomeno la più ragguardevole, si è avuta agli inizi degli anni ’90, quando il nuovo presidente argentino Carlos Menem, diede il nullaosta a privatizzazioni su larga scala e quindi il benvenuto ai più rapaci investitori stranieri, attratti dai vantaggiosi prezzi argentini.

Tra i nuovi conquistadores, Christopher Lambert, Silvester Stallone, il re delle patatine fritte Ward Laird, 45.000 ettari se li è comprati Ted Turner, 800.000 l’imprenditore della moda Douglas Tompkins marchio Esprit, ma con il 10% della Patagonia ci sono distinti i fratelli Benetton, che danno il nome alla ben nota azienda leader nel campo dell’abbigliamento Made in Italy. Loro, da buoni affaristi alla ricerca di profitto, hanno visto nella Patagonia la nuova terra promessa, che avrebbe giovato alla produzione e di conseguenza al proprio portafogli. Niente di più semplice: sono arrivati e hanno iniziato a comprare quanta più terra possibile. Adesso la Benetton, attraverso la Compañía de Tierras Sud possiede 900.000 ettari di terra in Patagonia e rappresenta così il più grande latifondista in Argentina.

Poco importa se si andavano a calpestare i diritti dei Mapuche. Poco importa se significava ricorrere ad espropriazioni forzate, sfruttamento, accaparramento e recinzioni.

Ovviamente i Mapuche hanno tentato di controbattere di fronte a tale usurpazione, ma hanno rimediato solo la repressione violenta da parte della polizia.

Ciò comunque non li ha distolti dalla campagna intrapresa a difesa dei propri diritti, nonostante sembra si tratti di un’impresa ardua e impari.

I popoli indigeni sono considerati veri e propri custodi delle foreste, delle risorse naturali, del territorio in generale. I metodi tradizionali indigeni di coltivazione e utilizzo delle risorse non sono basati sull’estrattivismo, ossia l’indiscriminato e massivo utilizzo di risorse naturali, ma su di un uso razionale e rinnovabile, sulla rotazione delle colture, sul rispetto globale del territorio che assume valenza anche spirituale nella forma di un attaccamento specifico e sacro alla terra, considerata come madre, come colei che dona la vita agli esseri umani. La difesa dei diritti di questi popoli ha dunque un impatto che va molto al di fuori e molto più lontano rispetto alle loro singole comunità.

Da italiano spero nella reazione dei nostri compatrioti italiani che vivono in Argentina in appoggio alla causa Mapuche che sono maltrattati dalle forze di polizia che, con metodi alquanto discutibili, realizzano di fatto gli interessi degli investitori stranieri, anche italiani. Interessi messi al riparo da un trucco legale degli anni ’90.

Oggi con un presidente italoargentino, Mauricio Macri, un giudice italoargentino Guido Otranto e una società che fa capo ad una famiglia italiana mi auguro che il lato nobile dell’italianità possa rappresentare uno strumento per raggiungere l’obiettivo della tanto auspicata restituzione delle terre alle popolazioni indigene e del rispetto dei diritti umani).

Per questo motivo in qualità di coordinatore del M5S Europa in Commissione DROI (Diritti Umani) proporrò come urgenza sulla violazione dei diritti umani la gravosa situazione del popolo indigeno Mapuche.

Posizione Benetton riguardo alcune rivendicazioni di popolazioni autoctone argentine (Mapuche)

Aspetti della situazione attuale, della cultura, della storia, della lotta e dell’aspirazioni del pueblo Mapuche

 

26/01/2017

[1] http://www.report.rai.it/dl/docs/1316709801035ricaduta_pdf.pdf

[2] https://es.wikipedia.org/wiki/Conquista_del_Desierto

[3] https://www.pressenza.com/it/2017/01/mapuche-vs-benetton-colori-della-resistenza-indigena/

[4]http://www.metamute.org/editorial/articles/benetton-patagonia-united-colours-land-grab

[5]http://www.telesurtv.net/news/Violencia-policial-contra-comunidad-mapuche-en-Argentina–20170112-0003.html

[6] http://www.unimondo.org/Notizie/Mapuche-vs.-Benetton-i-colori-della-resistenza-indigena-163146?#

[7]http://www.benettongroup.com/it/media-press/comunicati-statements/posizione-benetton-riguardo-alcune-rivendicazioni-di-popolazioni-autoctone-argentine/

[8] http://www.mapuche-nation.org/index.htm


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