Bando “bio”. Corrao: “Gli agricoltori risolvono guaio creato dalla Regione Siciliana”

L’eurodeputato alcamese aveva denunciato “l’imperdonabile superficialità nella gestione del bando. Bruxelles potrebbe non rimborsare somme frutto di un atto illegittimo. Inoltre, chi pagherà per l’errore?”

“L’accordo transattivo che ha concluso il contenzioso legale tra 50 produttori Bio e l’assessorato regionale dell’Agricoltura che aveva bloccato l’erogazione di fondi per 320 milioni di euro per 8.000 produttori è la palese dimostrazione di come i nostri agricoltori e allevatori siano gli unici veramente capaci di tutelare sé stessi. Il ruolo di Cracolici e dei suoi funzionari regionali è invece quello di far danni”. E’ duro l’affondo dell’eurodeputato M5S Ignazio Corrao che ha in questi mesi seguito a livello istituzionale la vicenda del contenzioso tra produttori e Regione Siciliana sul bando del settore biologico annullato dal Tar. “La Regione aveva sbagliato clamorosamente a scrivere il bando e ciò con gravissime ripercussioni nei confronti degli 8000 agricoltori ammessi, alcuni dei quali avevano già utilizzato i contributi ricevuti. Tale superficialità amministrativa ha fatto rischiare la compromissione dell’intera sottomisura 214/1 dal valore di 320 milioni. Da quel momento in poi sono stati sospesi tutti i pagamenti in attesa dell’esame del ricorso da parte del CGA  che, incompleto, non può svolgere le proprie funzioni. Una beffa quella del CGA (Consiglio di Giustizia Amministrativa) che per mesi non è stato in grado di operare a causa del mancato insediamento dei componenti di nomina regionale, nonostante fosse stato anticipato agli agricoltori che a metà dicembre il ricorso alla sentenza del TAR sarebbe stato esaminato. E poi i danni incalcolabili per gli agricoltori, a cui i 180 milioni di euro rimasti bloccati avrebbero potuto fare molto comodo e che invece sono stati costretti a indebitarsi ulteriormente. Inoltre  la Commissione Europea potrebbe non rimborsare le somme derivanti da una spesa frutto di un atto illegittimo. Da un lato quindi promesse di Cracolici che minimizzava sul problema, dall’altro le inadempienze. Ma una domanda a Cracolici e soci vorrei farla – conclude Corrao – chi si prenderà la responsabilità politica del grossolano errore”.


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