Ambiente. Corrao: “L’Etna non è il bancomat delle discariche. Il materiale vulcanico non sia trattato più come un rifiuto speciale. L’Europa sostenga il riuso sostenibile”

“Ogni eruzione dell’Etna produce circa 7 milioni di tonnellate di materiale lavico. Una quantità enorme di materiale che potrebbe essere riutilizzata in modo sostenibile per creare economia circolare e posti di lavoro. Bisogna smettere immediatamente di considerarlo un rifiuto speciale e di arricchire il già fiorente giro d’affari delle discariche attraverso il ricorso alle procedure d’urgenza. L’Etna non sia il bancomat dei re delle discariche” – così commenta l’eurodeputato siciliano l’ultimo evento parossistico dell’Etna, che ha letteralmente sepolto Piedimonte Etneo di cenere e materiale lavico.
“Le recenti attività eruttive – sottolinea Corrao – pongono un problema serio di smaltimento. Abitualmente il materiale lavico, le cui polveri silicate presentano importanti rischi per la salute, viene smaltito in discarica come rifiuto speciale, diventando non solo un problema ambientale ma anche un enorme costo economico per la collettività (circa 150/200 euro per tonnellata). Inoltre, lo smaltimento tramite procedure d’urgenza rischia di arricchire la filiera criminale presente in modo strutturato nel settore delle discariche”.

“Sono gli stessi scienziati dell’INGV e CNR – sottolinea ancora l’europarlamentare siciliano – a suggerire di evitare lo smaltimento in discarica. Ci sono usi alternativi che possono creare posti di lavoro ed economia circolare, come la produzione di fertilizzante naturale e per l’assorbimento dei nitrati, ma anche come materiale per la produzione di geopolimeri in sostituzione del calcestruzzo convenzionale, settore il cui impatto ambientale ed in termini di consumi energetici è molto elevato. Per questo ho chiesto alla Commissione Europea di intervenire per incentivare la filiera di riuso sostenibile del materiale vulcanico e ostacolare il business delle discariche alimentato dalle procedure d’urgenza” – conclude.


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