Ambiente. Corrao: “La laguna di Tonnarella non si tocca. La Regione la inserisca tra le Zone di Protezione Speciale”

L’eurodeputato alcamese scrive a Regione Siciliana e Ministero dell’ambiente. 
“Da mesi mi occupo della tutela della Laguna di Tonnarella, un inestimabile patrimonio ecologico situato nel Comune di Mazara del Vallo, in particolare nella zona umida marino-costiera della palude di Capo Feto e della riserva naturale regionale Lago Preola e Gorghi Tondi. Purtroppo alcuni recenti progetti di urbanizzazione voluti dal Comune di Mazara potrebbero distruggerla irreversibilmente. Occorre impedire che ciò avvenga. La Regione le inserisca tra le Zone di Protezione Speciale”. A dichiararlo è l’europarlamentare alcamese Ignazio Corrao che incalza Regione e Ministero dell’Ambiente ad un intervento di salvaguardia dell’area.
“Per questo – spiega Corrao – ho chiesto il parere dell’ISPRA, la massima autorità istituzionale in termini di valutazione delle qualità ecologiche. L’ISPRA conferma che, per le sue caratteristiche, la laguna di Tonnarella deve essere tutelata, suggerendo una serie di forme di salvaguardia della zona umida demaniale. A questo punto il percorso è tracciato, la Regione inserisca la laguna nelle ZPS, il Ministero insieme alla Regione, istituisca l’area marina protetta del litorale mazarese, come suggerito dal parere dell’ISPRA e renda ufficiale l’inclusione della Laguna tra le ‘Zone umide del Mazarese’. La laguna non si tocca. Assicurerò il massimo impegno civile e istituzionale per la difesa di questo incredibile patrimonio dal valore internazionale. Non permetteremo che venga distrutto e saremo al fianco di tutte le associazioni, prima fra tutte l’Associazione Pro Capo Feto della Federazione pro Natura, che si stanno battendo per difenderla” – conclude Corrao.

8 risposte a “Ambiente. Corrao: “La laguna di Tonnarella non si tocca. La Regione la inserisca tra le Zone di Protezione Speciale””

  1. Martino Morsello ha detto:

    Sono d’accordo, busogna inoltre inserire i Margi Spano di Petrosino una zona umida in via di estinzione perché a confine c è un impianto di acqua coltura che utilizza pozzi trivellati abusivamente con prelievo di acqua salata e acqua dolce proveniente dai margi. Ho denunciato i fatti alla magistratura di Marsala e al genio civile di Trapani ms nessuno si è mosso. La cosa strana è che il sindaco di Petrosino, non mi risulta, abbia fatto dei sopralluoghi. Sono disponibile ad approfondire perché ritengo che ci sia una correlazione tra i margi spano e la riserva di capo feto che sono limitrofi.

  2. Diego ha detto:

    Gentile Martino, siamo d’accordo assolutamente con lei, infatti la lettera di Corrao fa riferimento anche ai Margi.

  3. Enzo Sciabica (naturalista) ha detto:

    Margi Spanò gode della stessa protezione nazionale ed internazionale della palude di Capo Feto. Nella Rete Ecologica Natura 2000 sono identificati addirittura con lo stesso numero di codice ITA010006. Gli amministratori comunali mazaresi e quelli petrosileni sembrano, però, non nutrire particolare interesse per la salvaguardia (non porta voti) del patrimonio naturale per cui i provvedimenti di tutela, adottati da Stato e Regione, a livello locale, è come se non esistessero. Mi sembra grave che la “magistratura di Marsala” non si sia “mossa” in seguito alle denunce di Martino Morsello (vorrei conoscerlo), visto che con L. 68/2015 è stato introdotto anche l’Art. 452/bis (danno ambientale) al Codice Penale. Per maggiore sicurezza è meglio rivolgersi a più Procure.

  4. Anna Quinci ha detto:

    La laguna di Tonnarella è un sito importantissimo, scrigno di biodiversità. L’Ispra ne ha più volte certificato il valore; grazie al suo intervento on. Corrao si giungerà ad avere la piena tutela di un sito che ha solo la sfortuna di essere a Mazara del Vallo. In qualunque altro posto sarebbe già da tempo tutelato e metà di coloro che amano il birdwatching.

  5. D Marino ha detto:

    I Margi Spanò non c’entrano. Sono un pregiato sito naturalistico come Capo Feto, e gli altri 5 ( Muriana, Preola, i 3 gorghi tondi ) in territorio di Mazara del Vallo. Ed il Pantano Leone, poco distante in territorio di Campobello. QUello che si vede in foto, invece, come dimostra il pesantissimo muraglione in calcestruzzo, è solo un acquitrino formatosi spontaneamnente all’interno di un’opera artificiale realizzata per ben altre finalità con impegno di cospicui fondi pubblici, come con cospicui fondi pubblici si è intervenuto sulla palude di Capo Feto per valorizzarne, invece, la valenza naturalistica. La colmata B ( si chiama così, la laguna di tonnarella non è mai esistita, è solo un nome di fantasia, si ritene attribuito da qualche ambientalista di passaggio, a parte che qui non ci troviamo nemmeno a Tonnarella, bensì nel popoloso quartiere di Trasmazaro – oggi particolarmente affetto dalle zanzare – guardate le carte o ggogle map, non credete a me ) oggi è solo un pozzangherone che, nelle more di essere tombato, distoglie, di tanto in tanto, un pò della numerosissima fauna avicola dirette alle altrettanto numerose oasi avifaunistiche già presenti sul territorio: ben 8, si diceva, nel raggio di 10 chilometri, come già elencato, per tacere dello Stagnone di Marsala e le saline di Trapani e Paceco, non molto distanti, tanto meno per uccelli migratori, che, naturalmente, non distinguono tra oasi a loro destinate da contesti urbani, casualmente similari. Ma, naturalmente, concordo con il signor Morsello che bisogna concentrare gi sforzi, semmai, per valorizzare e tutelare meglio il patrimonio naturalistico già esistente che, per nostra fortuna, è numeroso ma non manca di risentire, come riporta il sig. Morsello per Margi Spanò ( ma lo stesso si può dire di Milo, Nespolilla, lo stesso Capo Feto ) di criticità, a dispetto della tutela già loro riconosciuta. Molto meglio concentrare gli sforzi per la tutela delle nostre gemme paesaggistiche e naturalistiche già esistenti ed istituite, piuttosto che tentare di mettere bandierine ovunque si posi un uccello

  6. Danilo Marino ha detto:

    E’ sempre spiacevole dover precisare qualcosa in materia di tutela ambientale, perchè si rischia di passare per insensibile alle relative tematiche. Ma non credo proprio sia questo il caso. Il fatto è che la c.d. “laguna di tonnarella” non esiste, non è mai esistita: come dimostra l’imponente muraglione che compare in foto, infatti, siamo all’interno di un’opera artificiale realizzata con cospicuo impiego di fondi pubblici per ben altre finalità. Inoltre, come chiunque a Mazara del Vallo sa, non ci troviamo nemmeno a Tonnarella, che è una gradevole spiaggia balneare, ma nel popoloso quartiere di Trasmazaro, oggi particolarmente afflitto dalle zanzare ( a pochi passi da dove è stata scattata la foto c’è una scuola ). QUesto perchè, nelle more del riempimento, si è formato un acquitrino. La presenza di uccelli che, probabilmente, ha colpito l’immaginazione di qualche bird watcher di passaggio che, preso dall’entusiasmo, ha coniato la fantasiosa definizione di ‘laguna di tonnarella’, forzando geografia e topografia, é spiegata agevolmente dalla presenza di ben 8 oasi avi faunistiche nei paraggi, immediati parlando di Capo Feto, Margi Milo, Nespolilla e Spanò, citati dal signor Morsello, vicini parlando dei laghi di Muriana, Preola e Gorghi tondi e Pantano leone, non troppo distanti, specie parlando di uccelli migratori, pensando allo Stagnone di Marsala ed alle saline di Trapani e Paceco: parliamo di 4 siti nel raggio di 2 o 3 chilometri, 10 nel raggio di 10, 11 nel raggio di 30, 12 nel raggio di 40. Si tratta tutti di siti di elevato pregio naturalistico e/o paesaggistico, già oggetto di tutela ma dove, come giustamente segnala il sig.Morsello, si registrano criticità. Per come la vedo io, sarebbe molto meglio intervenire su questi siti, valorizzandoli ulteriormente e tutelandoli adeguatamente ( anche per Capo Feto sono stati impegnati cospicui fondi pubblici per esaltarne la valenza faunistica, riportandolo a palude, e di recente) piuttosto che provare a piantare bandierine ovunque si posi un uccello.

  7. Enzo Sciabica (naturalista) ha detto:

    La “Laguna di Tonnarella”, originariamente, era un tratto di mare ad ovest della foce del torrente Mazaro. Tratto di mare che lambiva la località mazarese intesa come “Prima Tunnaredda”. Località che rispetto alla parte più ricca di sabbia presentava più depositi spiaggiati di fogliame di Posidonia oceanica. Quel tratto di mare infatti, oltre agli scogli, presentava una estesa prateria di Fanerogame. Alle spalle del lungomare di Tonnarella (a prescindere da I e II) c’era la località Banna (o Banna – Tonnarella) che corrisponde alla località oggi percorsa dalla Via Bessarione. Nel tempo, con l’esplosione dell’abusivismo edilizio (Mazara è una delle cittadine siciliane con più alto indice di abusivismo anche se sono intervenute le sanatorie), sono venute meno sia la “Banna” che la “Tunnaredda” e ha preso sempre più corpo il toponimo (se toponimo si può dire) “Trasmazaro”. Tutta Tonnarella, spiaggia di sabbia compresa, è stata asfaltata e l’arteria stradale ricavata, da Trasmazaro a Capo Feto, è stata denominata “Lungomare Fata Morgana”. Ciò detto, nel momento in cui un tratto di mare viene chiuso da moli o da bracci o da scogliere o da dighe foranee o da altro (chi più ne ha più ne metta) e, però, rimane collegato con il mare aperto, non ha altra denominazione che quella di “laguna”. Laguna “artificiale”, come prevede anche la Convenzione di Ramsar, ma pur sempre laguna. Così per gli Uffici regionali preposti, così per il Ministero dell’Ambiente, così per l’ISPRA, massimo Istituto italiano per la ricerca e la Tutela Ambientale. Grazie all'”imponente muraglione” che è stato eretto tra la terra ferma e il mare, involontariamente, a Mazara del Vallo è stata creata una laguna. La laguna di Tonnarella, come a dire la “palude” di Capo Feto, dato che i toponimi delle località (a prescindere dalla tipologia delle zone umide che accolgono) quelli sono e quelli è meglio che rimangano. Se poi in una laguna naturale o artificiale (come dice la summenzionata Convenzione) si produce un ecosistema straordinario, come quello della nostra “laguna”, non v’è dubbio che il merito rimane soprattutto di madre natura. Con il muraglione, tra gli anni ’80 e ’90, si volevano creare le condizioni per colmare il tratto di mare e permettere il completamento della bretella ANAS “Soprelevata” che avrebbe dovuto congiungere la S. S. 115 (ovvero l’Autostrada A 29) al cosiddetto porto nuovo. Progetto rimodulato, adeguato alle moderne normative ambientali e alle indicazioni del PRG (approvato nel 2003) che ha voluto un minore impatto della Soprelevata “nell’attacco lungo la costa”. L’ing. Ugo Dibennardo, dirigente generale regionale ANAS, alla ripresa dei lavori per il completamento della strada, oltre ad evitare il tombamento della “zona umida”, ha ritenuto opportuno adottarla a mitigazione dell’impatto del vicino atterraggio della bretella stradale. A Mazara qualcuno ci sarà rimasto male, ma questa è storia.

  8. Enzo Sciabica (naturalista) ha detto:

    Mi sono chiesto, come la Laguna fa zanzare e la pattumiera che è tutto il corso del Mazaro (interessato tra l’altro dagli scarichi urbani e dagli scarichi del depuratore, si fa per dire, di Mazara 2), fino alla foce che forma il porto-canale, non fa zanzare? Questo e il fatto che i tecnici del Ministero dell’Ambiente e i tecnici dell’ISPRA (estimatori del sito) vengano fatti passare per semplici “birdwatchers” la dicono lunga sull’imparzialità di colui (l’attuale consulente del Sindaco di Mazara alias Danilo Marino) che ha previsto la spesa di 100 miliardi delle vecchie lire per colmare ed urbanizzare la Laguna a suo piacimento.

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