Ambiente. Corrao: Aree naturali siciliane come l’Amazzonia, abbandonate e a rischio

L’europarlamentare siciliano incalza la Commissione Europea: “UE faccia ispezioni”. 

“Le aree naturali protette della Sicilia occidentale versano in stato di abbandono e sono in serio pericolo. Mentre l’Amazzonia brucia, anche il cuore del nostro patrimonio naturale rischia di scomparire nella totale indifferenza delle istituzioni regionali ed italiane. Ho chiesto alla Commissione Europea di intervenire per fare ispezioni a tappeto”.

A dichiararlo è l’europarlamentare siciliano Ignazio Corrao che con una interrogazione chiede a Bruxelles controlli sullo stato di abbandono delle aree rurali in Sicilia.

“Ormai da anni – spiega Corrao – incendi, abusivismo e privatizzazioni minacciano le più importanti Oasi naturali della provincia di Trapani, tra cui zone SIC e ZPS, come Paludi di Capo Feto, Lago Preola e Gorghi Tondi, Pantano Leone e ancora le Sciare di Mazara, Marsala, Capo San Vito, Monte Monaco, Zingaro, Faraglioni Scopello, Monte Sparacio.L’importanza di queste aree naturali è enorme, poiché sono l’avamposto europeo per l’attuazione dell’Accordo “AEWA”[1], recepito dall’Italia con legge n. 66/2006, ma mai applicata. Inoltre, il D.Lgs. 4/2008 impone allo Stato e alle Regioni di intervenire nel caso di carente tutela degli ecosistemi naturali da parte dei ‘livelli territoriali inferiori di governo’. Ciononostante, il Ministero dell’Ambiente si è limitato a sollecitare genericamente la Regione Siciliana, che non è mai intervenuta. Perdipiù, queste zone sono state investite di fondi UE per il ripristino ambientale e i piani di gestione. Per questo ho chiesto alla Commissione UE di intervenire attraverso ispezioni a tappeto per verificare lo Stato reale dei luoghi e imporre all’Italia di sanare la grave situazione che incombe sul patrimonio naturale della Sicilia occidentale” – conclude Corrao.

 


Una replica a “Ambiente. Corrao: Aree naturali siciliane come l’Amazzonia, abbandonate e a rischio”

  1. Finalmente un parlamentare siciliano che va (dopo tutti i fondi comunitari bruciati) a mettere il dito sulla piaga. Se non interviene l’Europa, ha generato le Direttive 79/409 (uccelli) e 92/43 (habitat), con le ispezioni, il patrimonio naturale siciliano rischia di scomparire. Ispezioni che dovrebbero essere eseguite con l’ausilio di guide naturalistiche locali che da sempre denunziano l’abbandono ed il degrado delle aree naturali (da non confondere con quelle rurali). Lasciarsi accompagnare dai dipendenti del Dipartimento regionale ambiente, lasciarsi accompagnare da chi gestisce le riserve naturali (buona parte delle ZSC e delle ZPS ricadono nelle riserve) o da lacchè di questi, porterebbe al nulla di fatto. Cosa già vista tra il 2006 e il 2007 allorquando il CRPPN venne a Mazara del Vallo in ispezione alla RNI Lago Preola e Gorghi Tondi per decidere se affidarla al vecchio Gestore o se affidarla all’Ass. ne che si era aggiudicata la gestione in seguito a Concorso Pubblico (come da GURS del mese di Agosto del 2005). In quell’occasione, il CRPPN, infatti, convocò e si lasciò accompagnare dal vecchio Gestore e lasciò a casa il vincitore del concorso che, nel progetto per la gestione della riserva, aveva criticato la vecchia conduzione da cima a fondo, ricevendo appunto il plauso dell’ARTA. La scampagnata, in assenza della parte interessata, lasciò tutto come prima e gli amici continuarono a vivere felici e contenti. L’On. Corrao sa dove trovarmi, continui a pressare sulla Commissione e forse qualcosa potrà cambiare nella gestione del nostro patrimonio naturale.

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