agricoltura: fondi UE per la salvaguardia del paesaggio rurale e contrasto all’erosione

Nell’ambito del nuovo PSR 2014-2020, la Regione Siciliana ha previsto una dotazione di 22 Milioni di euro per la Misura 10 “Pagamenti agro-climatico-ambientali” – Operazione 10.1.d “Salvaguardia e gestione del paesaggio, contrasto all’erosione ed al dissesto idrogeologico”.

Oggi è uscito il bando relativo alla Misura.

In che cosa consiste?

L’obiettivo è tutelare e valorizzare i paesaggi agrari tradizionali che ricoprono un elevato interesse ambientale nonché culturale, tra questi si annoverano le aree frassinicole da manna dei versanti collinari e montani del settore tirrenico nord occidntale della Sicilia e le aree terrazzate. In particolare, le aree frassinicole oltre a svolgere il loro primario ruolo per la produzione della manna rivestono una notevole funzione ambientale per il ruolo di difesa dei versanti dall’erosione idrica ed identitaria, in quanto rappresentano un paesaggio di alto pregio unico ed esclusivo che rischia di scomparire. Quanto detto è documentato dal fatto che ad oggi risultano circa 200 ha di frassino da manna solamente nei comuni di Castelbuono e Pollina, in confronto ai circa 6.900 ha censiti nel 1930.

In alcune zone della Sicilia sono estesamente presenti i sistemi agricoli a terrazze che, oltre ad assumere una funzione produttiva legata alle loro caratteristiche costruttive che hanno determinato la creazione di superfici pianeggianti e la formazione di suolo fertile con una buona capacità di invaso, svolgono un prezioso ed insostituibile ruolo di difesa del suolo dall’erosione e dalle frane, grazie all’aumento dei tempi di corrivazione dei deflussi idrici superficiali che alimentano le aste torrentizie, di prevenzione efficace degli incendi nonché di miglioramento del microclima e di conservazione della biodiversità, grazie alla creazione di habitat unici e diversi tra loro. Ulteriore valenza positiva posseduta da questi sistemi agricoli è l’identità estetica data ai territori, che non si esprime solo dal punto di vista ambientale ma anche con la presenza di colture tradizionali come gli agrumi, l’olivo, il nocciolo, la vite, il pistacchio, il carrubo e i fruttiferi rappresentati spesso da ecotipi locali a rischio di estinzione (I paesaggi a terrazze in Sicilia: metodologia per le analisi, la tutela e la valorizzazione – Collana di studi e ricerche ARPA Sicilia e Dipartimento colture arboree dell’Università di Palermo – Registro nazionale paesaggi rurali storici, Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Laboratorio per il Paesaggio e i Beni Culturali (CultLab), Università di Firenze progetto di ricerca per la creazione del CATALOGO NAZIONALE DEI PAESAGGI RURALI STORICI coordinatore: Prof. Mauro Agnoletti).

Considerato che nelle su descritte aree l’attività agricola comporta alti costi di gestione (piccole superfici difficili da raggiungere e generalmente non meccanizzabili) il territorio è stato interessato negli ultimi anni

o da una modalità di gestione agricola basata su elevati input chimici (diserbi chimici in alternativa alle scerbature e normali lavorazioni) o da un esteso abbandono dell’attività agricola stessa, che ha determinato diffusi fenomeni di dissesto ambientale con conseguenti danni economici strutturali e infrastrutturali nonché perdite di vite umane si ritiene fondamentale ripristinare le condizioni di normalità e restituire all’agricoltura il ruolo di tutela ambientale che le compete, con una presenza umana attiva che garantisca la continuità nella gestione e conservazione del territorio agricolo e del paesaggio rurale.

In particolare con la presente operazione, che prevede la gestione agricola delle aree sopra descritte con tecniche a basso impatto ambientale, s’intende recuperare e salvaguardare il territorio agricolo e il paesaggio rurale, contrastare l’erosione idrica dei suoli e il dissesto idrogeologico, evitando così il rischio di desertificazione e favorendo la conservazione delle specie tipiche locali a rischio di estinzione.

Quali obblighi comporta?

L’adesione all’operazione comporta i seguenti obblighi:

  1. mantenimento dell’inerbimento spontaneo per tutto l’anno, che dovrà essere controllato esclusivamente con scerbatura meccanica o manuale. Tali interventi non possono essere inferiori a due all’anno e si dovranno effettuare in modo tale da contenere la vegetazione spontanea infestante non superiore a 50 cm nel periodo autunno-vernino e non superiore a 20 cm nel periodo primaverile- estivo;
  2. divieto di utilizzo di diserbanti chimici;
3. interventi di contenimento della vegetazione arborea, trinciatura e distribuzione dei residui in loco, o,

in presenza di problemi fitosanitari, rimozione e trasporto;
4. inerbimento spontaneo dei ciglioni per tutto l’anno al fine di non lasciare il terreno nudo e

suscettibile ai fenomeni erosivi. Inoltre, al fine della prevenzione degli incendi, dovrà essere effettuato uno sfalcio meccanico o manuale entro il 31 maggio di ciascun anno;

per la difesa fitosanitaria delle colture adottare le tecniche di difesa biologica e divieto di utilizzo di prodotti fitosanitari non ammessi dal Reg. CE 834/2007 .La durata degli impegni è di 5 anni.

Che tipo di sostegno offre?

L’aiuto previsto è il pagamento per unità di superficie in base al tipo di coltura

Per gli interventi previsti sarà concesso un sostegno su base annua per superficie €/Ha/anno per le colture indicate nel seguente elenco (adesione singola e adesione collettiva):

Nocciolo
  (340 euro;  370 euro)

Vite
 (380 euro; 410 euro)

Agrumi
 (370 euro; 400 euro)

Olivo
 (320 euro; 370 euro)

Fruttiferi 365 euro; 390 euro)

Frassino da manna (245 euro; 267 euro)

Pistacchio (340 euro; 370 euro)

Carrubo 239 euro; 259 euro)

L’operazione non è cumulabile con le altre operazioni a superficie della misura 10 e con le operazioni della misura 11 mentre è compatibile con gli aiuti erogati dalla misura 12 e 13 e con l’operazione 10.1.g Allevamento di razze in pericolo di estinzione” in quanto gli impegni sono differenti e la presente azione non prevede aiuto all’attività zootecnica quindi non c’è sovrapposizione di premio su superfici e pertanto cumulo.

 Chi sono i beneficiari?

Agricoltori singoli e/o associati o altri gestori del territorio.

All’operazione possono accedere coloro che hanno effettuato gli interventi di cui alla Misura 216 intervento A2 della precedente programmazione, nonché coloro che partecipano alla misura 4 “Investimenti in immobilizzazioni materiali” relativa al recupero delle aree d’interesse paesaggistico e dei terrazzamenti degradati e/o abbandonati.

 Quali sono i costi ammissibili?

L’operazione prevede un supporto finanziario a titolo d’incentivo per coprire i maggiori costi e i mancati redditi derivanti dall’adozione degli impegni che vanno oltre la baseline e potrà coprire anche i costi di transazione fino ad un massimo del 20% mentre in caso di azioni collettive fino al massimo del 30%.

Quali sono i criteri di ammissibilità?

I richiedenti al momento della presentazione della domanda di aiuto dovranno dimostrare la disponibilità delle superfici per tutto il periodo dell’impegno in base ad un diritto reale di godimento debitamente provato attraverso la proprietà del bene o la presenza di un valido contratto registrato di affitto o di comodato d’uso ed in possesso di partita IVA. Inoltre dovranno presentare una relazione tecnica-agronomica.

La superficie minima aziendale ammessa a premio è:

  • 0,50 ha per agricoltori singoli;
  • 5 ha per agricoltori associati o altri gestori del territorio
  • 2 ha per agricoltori associati o altri gestori del territorio per le isole minori.

Inoltre, in applicazione all’articolo 47 comma 1 del Regolamento (UE) n 1305/2013, si applica quanto segue:

  • la superficie richiesta a premio, nel corso dell’impegno, può essere ampliata nel rispetto delle condizioni di ammissibilità (disponibilità per tutto il restante periodo d’impegno ed assoggettata al regime di controllo)sino ad un massimo del 10% della superficie iniziale ammessa della domanda d’aiuto.
  • la superficie richiesta a premio con la domanda di aiuto, nel corso dell’impegno, può ridursi sino ad un massimo del 10% della superficie iniziale ammessa della domanda d’aiuto nel rispetto della superficie minima.

Per maggiori informazioni

http://www.psrsicilia.it/2014-2020/


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