Aboliamo i pesticidi entro 15 anni. Salviamo le api e gli agricoltori!

Cosa sta tenendo in mano il contadino della fotografia?

Sono api. Api assassinate dai pesticidi.

E se abolissimo i pesticidi entro il 2035? Cosa succederebbe?

Negli ultimi anni sono diventati sempre più urgenti le denunce di ricercatori e scienziati internazionali (IPBES & IPCC, 2019) sui danni della chimica in agricoltura. Secondo i loro studi, occorre immediatamente agire sul nesso fra agricoltura intensiva, perdita di biodiversità e cambiamenti climatici.

Da qui nasce l’alleanza per l’Iniziativa dei Cittadini Europei “Save Bees and Farmers / Salviamo api e agricoltori!“, promossa dall’organizzazione Pan-Europe e composta da una rete di oltre 200 ONG ambientali, organizzazioni di agricoltori e apicoltori, sindacati, fondazioni di beneficenza e istituzioni scientifiche distribuite in tutta l’Unione europea, che lavorano insieme per conciliare agricoltura, salute e biodiversità.

Un’iniziativa alla quale aderisco con convinzione, al fianco dei cittadini europei che in questi mesi stanno raccogliendo le firme da portare alla Commissione UE.

Cosa chiediamo?

  1. Eliminazione graduale dell’uso di pesticidi sintetici
    Entro il 2030 l’uso di pesticidi sintetici sarà gradualmente ridotto dell’80% nell’agricoltura dell’UE. Entro il 2035, l’intera agricoltura dell’Unione funzionerà senza uso di pesticidi sintetici.2. Misure per il recupero della biodiversità
    Saranno ripristinati gli habitat naturali e le aree agricole diventeranno un vettore di recupero della biodiversità.3. Sostegno agli agricoltori
    Gli agricoltori devono essere sostenuti nella necessaria transizione verso l’agroecologia. Saranno favorite le aziende agricole piccole, diversificate e sostenibili e sarà sostenuta la ricerca intorno a un modello agricolo senza uso di pesticidi e OGM.

 

Sarebbe una vera rivoluzione. Tra l’altro queste richieste ricalcano né più e né meno le raccomandazioni dei più eminenti scienziati mondiali riguardo i cambiamenti climatici (IPBES, 2019; IPCC, 2019) ma sono anche in linea con le strategie “Farm to Fork” e “Biodiversity” della Commissione.

Perché servono le nostre firme?

Spesso vi hanno chiesto di firmare le più variegate petizioni, iniziative e proposte. Questa volta è diverso. Infatti, se questa campagna – che usa uno strumento previsto dai trattati UE chiamato “ICE” (Iniziativa dei Cittadini Europei) – riuscirà a raccogliere almeno 1 milione di firme in tutta Europa entro il 30 Giugno 2021, la Commissione Europea sarà legalmente tenuta a prendere in considerazione le nostre richieste, a fornire risposte in merito ed a stabilire atti giuridici pertinenti.

 

L’ICE è l’unico strumento di democrazia diretta a disposizione dei cittadini iscritto nei trattati europei. Per questo si tratta di un’opportunità irripetibile per fare la differenza e modificare le politiche europee partendo dal basso. Questo diritto di chiedere alla Commissione di avviare una proposta legislativa pone i cittadini sullo stesso piano del Parlamento europeo e del Consiglio europeo!

Del milione di firme raccolte, è necessario raggiungere quorum (stabiliti dalla Commissione Europea) in almeno 7 Stati Membri UE. Attualmenteè stato raggiunta la soglia minima in 5 dei 7 Stati Membri necessari (Austria, Belgio, Francia, Germania e Romania).

 

Manca l’Italia. Nel nostro Paese la raccolta firme non sta andando come sperato (anche causa ripercussioni da Coronavirus), nonostante il patrimonio di biodiversità che il nostro Paese custodisce.

 

Mi date una mano a diffondere la campagna? Mi aiutate a firmare la petizione (non soltanto mettendo un like).

Obiettivo: 54 mila firme entro il termine ultimo del 30 giugno 2021. 

Ne abbiamo 20 mila.

Ciascuna firma conta!

FIRMA QUI -> https://www.savebeesandfarmers.eu/eng/


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